I giganti dell’adolescenza

· 7 marzo 2018

La storia di Davide e Golia è quella di un adolescente che affrontò un gigante mentre il resto del popolo tremava dinanzi a lui. Questo racconto è , in qualche modo, metafora dell’adolescenza. Noi adulti incarniamo il popolo, temiamo il gigante e non lo affrontiamo, mentre Davide rappresenta i nostri figli adolescenti, che devono affrontare il gigante Golia, ovvero i giganti dell’adolescenza, lo vogliano oppure no.

L’adolescenza è un momento di transizione e di cambiamenti. Se i nostri figli riescono a superarla, domani saranno adulti più capaci di affrontare il mondo, di risolvere le difficoltà che si presentano e di godersi la vita. Ma, prima devono combattere i giganti dell’adolescenza.

“L’adolescenza è il ponte tra l’infanzia e l’età adulta”.

– Louise J. Kaplan

I giganti dell’adolescenza

Il gigante del corpo

Uno dei giganti dell’adolescenza più rumorosi. Gli adolescenti sperimenteranno cambiamenti nella corporatura, nell’altezza e nella taglia, nel peso, nella massa muscolare, crescono anche gli organi interni e si sviluppano i caratteri primari e secondari. Si manifestano numerosi cambiamenti in un lasso di tempo molto breve. In parte per questo si sentono goffi e insicuri. Avvertono il loro corpo come nuovo ed estraneo, hanno bisogno di tempo e di pazienza per abituarvisi. 

Al giorno d’oggi, la maggior parte dei preadolescenti studia materie nelle quali si parla di sessualità e dei cambiamenti che subiranno. Dall’altro lato, è importante che anche noi ci sediamo con loro e ne parliamo, proponendogli un percorso fuori dall’ambito scolastico e rispettando sempre i loro tempi: non vogliamo che ci rifiutino come una fonte di consigli valida, ma il contrario.

Questo gigante ha a che fare con il corpo, gli ormoni, la fantasia. Affrontarlo implica che sperimenteranno la loro attrattiva, idealizzeranno l’amore, subiranno delusioni e si innamoreranno e disinnamoreranno con molta intensità. L’altra faccia di questo gigante è l’identità sessuale.

Adolescente con fiori gialli

Il gigante della definizione

Durante l’adolescenza i nostri figli soffriranno una crisi d’identità e avranno bisogno di definirsi in qualche modo e di riconoscersi in questa definizione. Di tale definizione, una parte sarà l’autoconcetto, e le emozioni da esso risvegliate (l’autostima). All’interno di questa definizione si trovano anche i valori, per i quali constateranno che ci sono circostanze alle quali, qualunque essi siano, non sarà facile essere fedeli.

Hanno bisogno di scoprire diversi aspetti della propria identità:

  • Identità occupazionale: il lavoro o la professione che intraprenderanno
  • Identità sociale: le amicizie e le persone di cui si circonderanno
  • Identità sessuale: il ruolo come donne o uomini così come le preferenze sessuali

In questa fase i nostri figli iniziano a confidare i propri problemi e dubbi ad altri: professori, fratelli o giovani della stessa età o poco più grandi con i quali è probabile che si sentano più a loro agio nel parlare; per quanto ci riguarda, come genitori, è importante capirlo e rispettarlo. Creare un clima aperto a casa li fa sentire sicuri che non li bombarderemo di domande e rimproveri, che li ascolteremo quando ce lo chiedono e che li aiuteremo nel migliore dei modi. 

“Puoi capire che un bambino sta crescendo quando smette di domandare da dove viene e e inizia a smettere di dire dove va”

– Anonimo-

Il gigante della famiglia

La battaglia contro uno dei principali giganti dell’adolescenza può diventare molto complicata quando si avvicendano i grandi conflitti, i litigi e i cambiamenti. Molti genitori si lamentano di aver perduto i loro figli/bambini, che sono ribelli e che discutono e manifestano dubbi su pratiche e pensieri radicati nella dinamica familiare mai contestati fino a quel momento.

I figli continuano a vivere a casa ma in un certo senso iniziano a fare passi da gigante verso la propria indipendenza. Indipendenza che spesso conquisteranno provando e sbagliando, nonostante i molti consigli ricevuti. Un periodo di transizione nel quale non accettano più gli ordini dei genitori, dubitano e cercano una nuova identità e il proprio ruolo nel mondo.

Per poterli aiutare, è importante avere pazienza e offrire loro un ambiente nel quale sentirsi sicuri di poter tornare. Confidare nell’educazione che abbiamo impartito loro fino a questo momento e rafforzare la loro autonomia, lasciando che si facciano carico di diversi compiti o confidando che sapranno comportarsi adeguatamente lì dove andranno.

“I giovani hanno sempre avuto lo stesso problema: come ribellarsi o conformarsi allo stesso tempo”.

-Quentin Crisp-

Madre che consola la figlia adolescente

Il gigante degli amici

Gli amici per gli adolescenti sono fondamentali. Sono quelle persone verso le quali possono provare empatia giacché anche loro mettono in discussione il mondo degli adulti e sperimentano gli stessi cambiamenti. Con gli amici si può parlare apertamente di tutti gli argomenti, senza temere di sentirsi ridicolo e fuori luogo. In quest’epoca le amicizie sono più intense e gettano le basi dell’intimità nella vita adulta.

Gli adolescenti sono molto influenzabili e tendono ad adottare tendenze come modi di vestire, attività, preferenze musicali e persino politiche. Avere amici è così importante che molto spesso capita che perdano la propria voce e personalità, preferiscano seguire la corrente e non esprimere la propria opinione per non rimanere soli, cosa che può causare dei problemi nella ricerca della propria identità.

All’interno dei gruppi, possono diffondersi anche dipendenze a causa della pressione sociale. I gruppi giocano molto sulla capacità di isolare o rifiutare colori che non vogliono seguire le “regole del gioco”. I giovani timidi o con problemi di carattere possono essere in conflitto e risultare molto dipendenti. Il gruppo impone i valori e impedisce loro di ragionare in modo individuale, li condiziona e fa in modo che si annulli la responsabilità personale. 

In quanto genitori bisogna stimolare le relazioni sociali dei propri figli insegnando loro i modi per relazionarsi meglio. Permettere che vadano a casa degli amici o che questi vengano nella nostra per conoscerli meglio. Conoscere le persone che frequentano e concedere ai propri figli la fiducia di saper scegliere bene le proprie amicizie. Essere tolleranti quando qualche amico non ci piace del tutto, purché non intravediamo atteggiamenti pericolosi.

“Il conflitto tra il bisogno di appartenere a un gruppo e il bisogno di essere visto come unico e individuale è la battaglia principale dell’adolescenza”.

-Jeanne Elium-

Adolescenti a una festa in spiaggia

Anche se Davide dovette combattere la sua battaglia contro Golia da solo, non è necessario che i nostri figli facciano lo stesso contro i giganti dell’adolescenza. Importante è confidare in loro e in noi stessi e negli strumenti che abbiamo per aiutarli a combattere questa e altre mille battaglie.