I giochi di costruzione, nuova risorsa terapeutica

04 novembre, 2020
Negli ultimi anni la terapia psicologica si è evoluta aprendosi a nuove forme di intervento espressivo, tra cui rientrano le terapie del gioco. Queste hanno lo scopo di far esplorare al paziente le sue capacità e a far emergere nuove risorse.

I Lego e altri giochi di costruzione si sono guadagnati un posto d’eccellenza nella terapia psicologica rivolta agli adulti e all’interno di molti interventi di coaching aziendale.

Quello che è nato come un gioco per bambini si è infine rivelato un potente strumento per lavorare anche con gli adulti. Quando si pensa con le mani, si attivano anche l’intelligenza emotiva (per esempio mettendo alla prova la tolleranza alla frustrazione), l’intelligenza visiva e cinestetica.

Ciò permette di captare innumerevoli informazioni sulla personalità di un individuo, le sue emozioni, la sua tolleranza alla frustrazione e la sua capacità di problem solving. Proprio per questo i giochi di costruzione sono sempre più spesso presenti in psicoterapia individuale e di gruppo.

È un percorso che aiuta a sviluppare l’intelligenza emotiva, la creatività, l’empatia e altre abilità. Scopriamo in quest’articolo la funzione terapeutica dei giochi di costruzione.

La terapia con i giochi di costruzione

Il classico modello di intervento psicologico basato sul discorso è senz’altro il più usato. Negli ultimi anni, tuttavia, la terapia psicologica si è evoluta aprendosi a forme di intervento espressive, come la terapia del gioco o l’arte terapia.

Questi approcci terapeutici mirano a far esplorare al cliente prospettive più profonde. Le terapie del gioco, di fatto, sono particolarmente efficaci per scoprire i contenuti del proprio inconscio.

Per esempio, i vari metodi di facilitazione Lego prevedono un iter clinico altamente strutturato. Ci riferiamo al Lego Serio Play (LSP), utilizzato inizialmente nelle organizzazioni imprenditoriali, il Six Bricks e il Play Box, utilizzati per lo sviluppo e l’apprendimento nei bambini. Inoltre, entrambi sono stati applicati in ambito educativo, nel supporto a famiglie in difficoltà e nel campo della salute mentale.

Particolarmente interessante è la lettura del libro The Cult of LEGO (Baichtal & Meno, 2011). L’opera descrive la terapia di sviluppo sociale basata sui Lego messa a punto nel Centro per la Salute Neurologica e Neurologica dello Sviluppo del New Jersey.

Bambino gioca con giochi di costruzione.

Applicazione

Gli psicologi Harn e Hsiao applicano la terapia LSP come supporto a persone sopravvissute a eventi violenti al fine di ricostruire la loro fiducia negli altri. Sono autori di un report di applicazione della terapia LSP con lo scopo di ridurre lo stress sul posto di lavoro.

Questa terapia combina le costruzioni Lego con le domande del terapeuta. Così facendo, il paziente non si limita a condividere le informazioni personali, ma segue una narrativa. D’altra parte, il modello Six Bricks si è rivelato efficace per promuovere le abilità di linguaggio, cooperazione e gestione emotiva.

Entrambi gli approcci si basano sulla comparsa di emozioni positive legate all’atto di costruire e ampliare. Supportano lo sviluppo di nuove abilità e risorse, infine aiutano a contrastare le emozioni negative.

Secondo la psicologa Barbara Fredickson, “giocare” è lo strumento più rapido per raggiungere emozioni positive. Il gioco è lo schema che gli individui usano per costruire.

Il cambiamento emotivo prodotto grazie a creatività e divertimento aiuta i pazienti a ristrutturare la storia della loro vita e a percepire le proprie abilità.

I mattoncini colorati possono simboleggiare gli ostacoli o i limiti alle proprie idee. Usarli per costruire, favorisce la conversione del pensiero. In questo senso, le sfide dei Six Bricks sono semplici, ma stimolanti.

Trattare la depressione

I pazienti a cui viene diagnosticato il disturbo depressivo maggiore molto spesso presentano evidenti limitazioni sul piano dell’espressione orale. Attraverso la terapia con i giochi di costruzioni, riescono a esprimere meglio le loro emozioni.

Se la terapia è di gruppo, il paziente ha l’opportunità di entrare in sintonia con gli altri membri in un contesto di interazione sociale positiva. Il metodo, in definitiva, ricorre alla regolazione emotiva e alla ristrutturazione cognitiva.

“Mentre costruiscono, i bambini parlano di continuo di quello che stanno facendo, immaginando le avventure che vivranno.”

-D. Whitebread-

Mattoncini per le costruzioni.

Ricerche sui giochi di costruzione

I giochi di costruzione sono stati oggetto di diversi studi di ricerca negli ultimi anni. Nel 2011 lo psicologo cognitivo David Whitebread ha indagato a fondo sulla relazione tra questi giochi e il linguaggio e l’autoregolazione.

Un altro studio in corso, condotto da Miles Richarson dell’Università di Derby, analizza in che modo i giochi di costruzione aiutino a predire le abilità matematiche e spaziali dei soggetti studiati.

Nello studio intitolato The “IKEA Effect”:When Labor Leads to Lovee, il team diretto da Michael Norton spiega la nozione controintuitiva secondo cui doversi sforzare per creare un oggetto aumenta la disposizione a pagare per ottenerlo.

I consumatori danno un valore sproporzionatamente alto a prodotti che essi stessi hanno contribuito a creare o fabbricare. Si sviluppa così un effetto positivo e di attaccamento emotivo al prodotto costruito che permette agli individui di considerarsi “competenti”.