Il cervello bilingue, come funziona?

In che modo l'apprendimento delle lingue influisce sul nostro cervello? Conoscere altre lingue ci apre le porte al mondo del lavoro, ma come influenza il nostro rendimento cognitivo? Approfondiamo l'argomento.
Il cervello bilingue, come funziona?
María Vélez

Scritto e verificato la psicologa María Vélez.

Ultimo aggiornamento: 03 gennaio, 2023

Per molto tempo si è ipotizzato che parlare due o più lingue avesse un’influenza negativa sulle abilità cognitive e che addirittura condizionasse l’orientamento politico e i valori morali. Tuttavia, oggi conosciamo meglio il modo in cui funziona il cervello bilingue e possiamo affermare che l’ago della bilancia pende verso i benefici più che verso i costi.

A seguire presentiamo le principali scoperte in merito al funzionamento e le caratteristiche del cervello delle persone che parlano più di una lingua; alcune sono intuibili, altre potrebbero sorprendervi.

Il bilinguismo

Il bilinguismo individuale viene definito come la capacità di utilizzare due o più lingue (multilinguismo) in qualsiasi situazione, mantenendo pari efficacia comunicativa. Inoltre, possiamo distinguere tra bilinguismo simultaneo e bilinguismo consecutivo.

Il primo indica l’acquisizione di due lingue sin dalla nascita. Il secondo, invece, l’acquisizione di una seconda lingua dopo avere appreso la lingua madre; ad esempio, dopo aver frequentato lezioni o dopo aver vissuto in un altro Paese.

Imparare altre lingue.

Più della metà della popolazione mondiale è considerata bilingue. In base alla regione o al Paese, le percentuali di popolazione bilingue possono variare. Nel caso dell’Europa, l’incidenza è del 56%, mentre è pari all’incirca al 20% in Canada e addirittura al 99% in Lussemburgo.

Queste elevate percentuali di persone bilingue hanno spinto i ricercatori specializzati nel campo della psicologia cognitiva a interessarsi ai processi sottostanti.

Ecco come si è scoperto che le persone monolingue e quelle bilingue presentano uno sviluppo, un’efficienza e persino un rendimento cognitivo diversi tra loro.

Il principale elemento di interesse del bilinguismo, a livello cerebrale e funzionale, è la neuroplasticità. Quest’ultima è la capacità del cervello di modificarsi in base alle esperienze. Poiché il bilinguismo è un’esperienza determinata principalmente dall’ambiente e non da scelte individuali, risulta di grande interesse per la scienza.

Caratteristiche cognitive del cervello bilingue

Nel processo di sviluppo linguistico in età infantile non sono noti effetti nocivi significativi associati all’apprendimento di più di una lingua. Eppure, il bilinguismo implica una serie di costi e benefici a livello funzionale.

Le persone bilingue pensano che tra le due lingue che padroneggiano una delle due sia predominante e l’altra secondaria, pur avendole apprese simultaneamente.

Ecco perché utilizzare la seconda lingua richiede sempre uno sforzo cognitivo maggiore rispetto all’uso della lingua dominante. Eppure, sappiamo che esistono alcune differenze tra le persone che parlano una sola lingua e le persone bilingue anche nell’uso della lingua dominante.

Svantaggi per i bilingue

In generale, si è visto che le abilità verbali dei bilingue in ciascuna degli idiomi che padroneggiano sono più deboli rispetto a quelle dei monolingue. Per esempio, hanno un vocabolario più povero, anche se tenendo conto della quantità di parole che conoscono nelle due lingue, il risultato potrebbe variare.

Si è osservato anche che le persone bilingue sono più lente nell’indicare il nome di un oggetto, nel produrre parole e si ritrovano più spesso a vivere la sensazione di avere “la parola sulla punta della lingua“.

Impiegano più tempo a recuperare un termine, ma questo effetto è meno marcato nelle parole e nelle frasi di uso comune, come “casa” o “come stai?”.

L’ipotesi principale elaborata per spiegare questi svantaggi è il fatto che quando i bilingue vogliono dire, scrivere o ascoltare una parola non possono evitare che quella stessa parola si attivi nell’altra lingua. Ad esempio, se un bilingue italiano e francese vuole ringraziare, nella sua mente si attiverà inevitabilmente anche la parola merci. 

Vantaggi del cervello bilingue

Il fatto stesso che si attivino i due termini contemporaneamente, richiede una capacità tale da permettere di selezionarne uno e inibire quello che non vogliamo utilizzare. Inoltre, lo stesso vale nell’elaborazione di un intero discorso o di una conversazione anziché di una sola parola.

La capacità cognitiva che permette di farlo è il controllo esecutivo. Queste funzioni esecutive (inibizione, cambiamento di set e di memoria di lavoro) sono un insieme di abilità che si fanno carico di elaborare l’informazione e selezionare quella per noi davvero rilevante e necessaria, evitando di incorrere in interferenze.

È stato possibile osservare un discreto vantaggio nel controllo esecutivo da parte dei bambini e degli adulti bilingue rispetto a quelli monolingue. Questa abilità è associata a un maggiore rendimento scolastico, così come benessere e salute mentale a lungo termine.

Questo notevole vantaggio aumenta la quantità di risorse cognitive degli individui bilingue rispetto a quelli monolingue, ritardando la comparsa del deterioramento cognitivo o dell’Alzheimer persino di quattro anni.

Un uomo che conosce due lingue vale quanto due uomini.

-Proverbio francese-

Cervello bilingue o multilingue.

Caratteristiche del cervello

Riguardo al controllo delle funzioni esecutive, studi di neuroimaging hanno dimostrato che il cervello bilingue si distingue per una maggiore attivazione di determinate aree, come il nucleo caudato dell’emisfero sinistro, la corteccia prefrontale dorsolaterale, la corteccia cingolata e la circonvoluzione sopramarginale.

Il cervello bilingue si attiva maggiormente in corrispondenza del nucleo caudato dell’emisfero sinistro, della corteccia prefrontale dorsolaterale, della corteccia cingolata e della circonvoluzione sopramarginale.

Inoltre, ci sono evidenze del fatto che il cervello bilingue ha una maggiore quantità di neuroni, possibilmente grazie all’esposizione prolungata al bilinguismo. Uno studio condotto da Michelli e dal suo staff ha evidenziato una maggiore densità di materia grigia in regioni parietali nei bilingue di lingua italiana e inglese rispetto ai monolingue italiani.

Di pari passo a una migliore connessione tra le diverse regioni, si è osservata una maggiore quantità di materia bianca negli adulti bilingue. Questo vale particolarmente per il corpo calloso, una struttura che mette in contatto i due emisferi.

Nonostante un tempo si pensasse che parlare due lingue potesse essere negativo e comportare alcuni svantaggi -seppur non significativi- le persone che parlano due lingue presentano maggiore controllo cognitivo e sono più attente.

Questo vantaggio cognitivo, inoltre, influisce su altre funzioni oltre che su quella linguistica, aumentando le riserve cognitive, l’attivazione e l’anatomia del cervello. Per concludere, parlare altre lingue ci aiuta a comunicare con più persone, a viaggiare senza alcun limite e a migliorare il funzionamento del nostro cervello.


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