Il demone della depressione

· 2 settembre 2015

 

Andrew Solomon è scrittore e professore di psicologia e uno dei maggiori esperti al mondo sul tema della depressione. Nel suo ultimo libro “Il demone del mezzogiorno”, ci offre la sua visione di questa malattia.

Per scrivere il suo libro, ha intervistato nel corso di cinque anni diverse persone affette da depressione, oltre a servirsi della sua esperienza personale, poiché egli stesso ha sofferto di questa malattia. Grazie al suo libro, ha ricevuto il National Book Award ed è finalista del premio Pulitzer.

Solomon definisce la depressione come “la crepa dell’amore”, una crepa che si chiude, che si cicatrizza e che si produce per qualche motivo: una rottura amorosa, la perdita di un essere caro, problemi al lavoro.

“Cosa sta succedendo?
La tristezza si sta trasformando in qualcosa di simile all’odio,
non contro se stessa,
ma contro tutto ciò che mi circonda,
sono diventato volatile ed instabile,
In questo stesso momento con disprezzo nei confronti dell’essere umano”

(Jordan Cortes)

Questa crepa dell’amore, quando si presenta, degrada la persona nella sua parte più intima, eclissando la sua capacità di dare e di ricevere affetto. Quando si è depressi, si manifesta la solitudine interiore, distruggendo non solo il vincolo con gli altri, ma anche con se stessi, secondo quanto afferma lo scrittore.

Quel che è certo è che, come quasi tutto nella vita, le cause scatenanti possono essere diverse in base al soggetto. Mentre ci sono persone che entrano in depressione in seguito a traumi molto forti, come può essere la perdita di un figlio, altre possono cadervi per motivi a semplice vista privi di importanza.

Indipendentemente dall’origine della malattia, nella depressione si ha una necessità di amare e di essere corrisposti molto più patente che in altre persone, direttamente proporzionale alla perdita della capacità stessa di amare. Così lo esprime Solomon “quando si è depressi, si richiede l’amore altrui, ma la depressione favorisce azioni che distruggono tale amore”.

Per il Dr. Andrew, se c’è qualcosa che caratterizza la depressione, si tratta dell’incapacità di amare e della totale passività, ovvero non essere in grado di agire, così come di mancanza di appetito, di affetto e di volontà.

Esistono altri sintomi che possono passare inosservati, ma che in alcuni casi avvisano della presenza di questa malattia. Andrew Solomon ne cita dieci:

1. Bere più del solito. Il consumo di alcol di solito è uno dei metodi più abituali per combattere il dolore, nel tentativo di risolvere i propri problemi.

2. Continui tentativi di seduzione. Si cerca di sedurre tutti per combattere la propria depressione e non sentirsi soli.

3. Litigare. Si è sempre sulla difensiva. Non si tratta che di un modo di combattere la sensazione di essere indifesi.

4. Apatia. Per non essere tristi, si cerca di evitare tutti i sentimenti come se fossimo degli zombie. Alla fine, finiamo per allontanarsi da tutti.

5. Non rendere al lavoro. Per quanto ci si sforzi, non si riesce a mantenere un buon ritmo al lavoro.

6. Mancanza di concentrazione. Si pensa di continuo ad altro, ci si distrae, si dimenticano le cose…

7. Scivola tutto addosso. Non è quello che si vuole, ma mentre gli altri cercano di tirarci su di morale, ci è indifferente tutto. Le cose perdono di importanza.

8. Uscire molto. Si cerca di scappare dalla depressione partecipando a qualsiasi tipo di evento, anche se non ci si diverte.

9. Ridere e piangere per niente. Si reagisce in modo smisurato nei confronti delle cose quotidiane, sia positive sia negative. Ci si muove in una costante instabilità emotiva.

10. Essere poliedrici. Si cerca di fare di tutto, perché ci si vuole sentire invincibili, quando la realtà è ben diversa.

Cosa può aiutarci a combattere la depressione?

-Circondarsi di gente che ci voglia bene.

Dormire bene.

-Seguire un’alimentazione sana e svolgere attività fisica.

-Il trattamento prescritto da un medico.

-La psicoterapia.

-Altre alternative come l’omeopatia, l’ipnosi, la letteratura oppure la musica

Anche se Andrew Solomon afferma che ci sono consigli validi per tutte le persone, bisogna tenere in considerazione che ognuno di noi è diverso, pertanto sarà diverso anche il modo in cui bisogna affrontare la depressione. 

È persino possibile vedere l’altra faccia della depressione, analizzarla nel profondo, osservare e dare valore a quello che ci insegna; Solomon ci racconta che lo ha aiutato ad essere più umano e a capire come influisce lo stato d’animo su tutto quello che facciamo.

Come possiamo aiutare un caro affetto da depressione?

La depressione è la malattia della solitudine, che trasforma le interazioni con gli altri in situazioni stressanti.

Se possiamo fare qualcosa, è non lasciare sola la persona. Deve sentire la nostra presenza in un modo o nell’altro. Possiamo parlare oppure, se non vuole farlo, starle accanto e, se non vuole che le stiamo accanto, possiamo dirle che siamo nell’altra stanza.

Elogiare ogni suo progresso, per quanto piccolo, aiutarla a condurre una vita sana e ad individuare le sue fonti di stress, così come cercare informazioni sulla depressione, la sua cura e quello che si può fare per combatterla, sono alcune delle cose che possono fungere da sostegno.

E ricordate che anche se la depressione non si cura con l’amore, sentirsi amati dagli altri è di grande aiuto per riuscire ad uscire da questa situazione.