Il figlio della signora Edison, una bellissima storia vera

21 luglio, 2020
Grazie a questa storia scopriamo qualcosa della vita della signora Edison, una donna che intuì che era importanza dare fiducia a suo figlio. Tale fiducia è stata essenziale per lo sviluppo emotivo e intellettuale di quest'ultimo.
 

La storia del figlio della signora Edison è vera e ha inizio in una piccola città dello Stato di New York, chiamata Chenango. Il 4 gennaio 1810 nacque una bambina piuttosto sveglia che i genitori chiameranno Nancy. Nancy Elliot, per la precisione. Le cronache raccontano che i suoi genitori erano umili e benevoli.

Il padre di Nancy si arruolò nell’esercito britannico durante la guerra di indipendenza degli Stati Uniti, che servì per 8 anni. Durante l’assenza del marito, la madre di Nancy si dedicò all’istruzione della figlia, cosa poco comune per l’epoca. Ed è così, che la bambina acquisì alcune nozioni rudimentali in varie discipline.

In gioventù Nancy lavorò come insegnante e, come era usanza all’epoca, prese marito quando ancora era molto giovane. Samuel Edison era un presbiteriano molto legato alla sua religione, con un’educazione più scarsa rispetto a Nancy. Nonostante ciò, ebbero una vita familiare stabile. Ed è così che Nancy diventò la signora Edison.

“La mano che fa dondolare la culla è la mano che governa il mondo”.

-William Ross Wallace –

Una madre devota

La famiglia si trasferì nella città di Milano (Ohio), negli Stati Uniti. Qui condussero una vita tranquilla, senza grandi preoccupazioni, ma segnata dal duro lavoro. Gli Edison ebbero sette figli, ma i primi quattro morirono molto giovani. Sebbene ciò non fosse raro per l’epoca, non fu di certo meno doloroso.

L’11 febbraio 1847, Nancy diede alla luce il suo settimo figlio. All’epoca, aveva 37 anni ed era già una madre esperta. Sapeva già come accudire un neonato e come dargli le migliori cure affinché non si ammalasse e seguisse il destino dei fratelli maggiori.

 

Gli Edison scelsero di chiamare il nuovo arrivato THomas. Come la madre Nancy, era un bambino piuttosto sveglio; estremamente attivo, era sempre in movimento, parlava di continuo e faceva sempre domande. Per Nancy Elliot, che era stata insegnante e aveva coltivato il dono della pazienza, non era affatto un problema. Lasciava semplicemente che il figlio sviluppasse liberamente il suo temperamento.

Bambino che gioca con bolle di sapone

La vera storia del figlio della signora Edison

All’età di 8 anni, i genitori iscrissero Thomas a scuola, età in cui si iniziavano gli studi all’epoca. Il bambino si dimostrò tutt’altro che un bravo studente: non riusciva a concentrarsi durante le lezioni e odiava la matematica. Gli insegnanti non sospettavano minimamente che dietro quel bimbo molto attivo si celava una mente brillante.

Su questo punto, la storia presenta due versioni. La prima racconta che un giorno il figlio della signora Edison tornò a casa con una nota dell’insegnante. Quando la consegnò alla madre, la donna iniziò a leggerla assumendo un’espressione perplessa. Quindi comunicò al figlio che nella nota c’è scritto che la scuola non aveva altro da insegnargli e che da quel momento in poi si sarebbe fatta carico lei della sua educazione. In realtà, nella nota c’era scritto che Thomas era stato espulso.

 

L’altra versione racconta che dopo aver letto la nota, la signora Edison si precipitò a scuola per “dare una bella lezione” all’insegnante. Le rimproverò di non essere capace di capire i bambini come Thomas e le assicurò che sarebbe andato avanti anche senza un’istruzione formale.

Il destino di Thomas

Non importa quale versione è quella vera, in fondo rappresentano entrambe l’essenza di questo racconto. La signora Edison non permise che il figlio subisse le ripercussioni di un sistema inefficiente. Fu lei stessa, di fatto, a farsi carico della sua educazione e questa fu una grande fortuna, in quanto Thomas ricevette un’istruzione di gran lunga migliore degli altri bambini della sua età.

Thomas crebbe leggendo grandi opere letterarie. La madre, notando l’interesse del bambino per la scienza gli fornì letture e lezioni che stimolassero tale interesse. Nancy morì quando Thomas aveva 24 anni. Qualche tempo prima, era stata ricoverata in un sanatorio a causa di un esaurimento nervoso.

Bambino che legge su una barca

Si dice che Thomas fosse pienamente cosciente di tutti gli sforzi che la madre aveva compiuto per lui. Si narra che nel suo diario, Thomas Alva Edison, uno dei più grandi inventori della storia, abbia scritto:

 

Mia madre è stata la più entusiasta sostenitrice che un figlio potesse avere, e fu proprio in quel momento che decisi di voler essere degno di lei e di dimostrarle che non si sbagliava”.

  • Castillo, G. (2015). La cuna del genio: 15 personajes que cambiaron el rumbo del arte y la ciencia. Palabra.