Il lupo della steppa: un’opera per riflettere

· 23 aprile 2018

Parlare di Hermann Hesse significa parlare di uno degli scrittori più noti del XX secolo. Parlare dell’opera di Hesse significa parlare di Siddhartha, di Demian e, ovviamente, de Il lupo della steppa. Anche se bisogna sottolineare che, oltre che romanziere, Hesse è stato anche saggista e poeta.

Hesse è un autore molto documentato, le cui influenze sono plasmate nelle sue opere; era affascinato dal romanticismo tedesco, ammirava Goethe e Nietzsche, ma anche Mozart, era fortemente influenzato dalla filosofia indiana e cinese. Leggere Hesse suppone un viaggio che attraversa tutte queste influenze e culture, ma anche un viaggio verso il suo stesso essere, verso la natura umana.

Il lupo della steppa è una delle sue opere più riconosciute e una delle più lette dai giovani nel corso del XX secolo. È un romanzo breve, ma profondo, nel quale l’autore mescola alcuni elementi fantastici con il suo pensiero e le sue idee. La trama viene presentata mediante una risorsa letteraria conosciuta come manoscritto ritrovato; in altre parole, l’autore si dissocia dalla sua opera e compare un nuovo autore, quello del manoscritto. Questa tecnica è stata molto presente nel corso di tutta la storia letteraria, compare anche in Don Chisciotte della Mancia. 

“Sempre è stato così e così sarà sempre: il tempo e il mondo, il denaro e il potere apparterranno ai piccoli e ai superficiali, mentre gli altri, i veri uomini, non avranno niente. Niente all’infuori della morte.”.

-Il lupo della steppa-

Hermann Hesse

L’autobiografismo ne Il lupo della steppa

Sono molte le similitudini che troviamo fra il personaggio e l’autore ne Il lupo della steppaL’opera si sviluppa con degli appunti redatti da Harry Haller, il protagonista, durante il suo soggiorno in una stanza in affitto. Il nipote della proprietaria di casa trova questi appunti e fa una breve introduzione.

Il resto dell’opera viene narrato in prima persona e si divide in: “Memorie di Harry Haller – Soltanto per pazzi”, dove il protagonista viene descritto come un ‘lupo della steppa’, esprime i suoi sogni, i suoi deliri, i suoi pensieri e i suoi disagi; “Il lupo della steppa – Dissertazione”, un saggio filosofico e psicologico che permette al lettore di addentrarsi più a fondo nel mondo di Harry e comprendere la sua personalità. Infine, troviamo un proseguimento di “Memorie di Harry Haller – Soltanto per pazzi”.

Il romanzo ci immerge nel mondo di Harry, nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti. È un essere solitario che non riesce a integrarsi nel mondo, invita alla riflessione, a trovare il senso della vita in una società moderna, una società per le masse nella quale sembra che non vi sia spazio per gli intellettuali, per i diversi. Per questo motivo, non c’è da stupirsi se è stata letta da un pubblico adolescente, momento della vita in cui si comincia a cercare il proprio posto e a comprendere se stessi.

Teatro magico

Il romanzo è segnato dall’autobiografismo, è ermetico e in esso si critica la borghesia dell’epoca. Si tratta di un’opera che si addentra negli strati più profondi del protagonista, ne esplora la personalità e il mondo interiore.

In quest’opera vediamo diversi modi di vivere, a cominciare dall’isolamento da parte del protagonista. Si scopre anche il mondo notturno, dove i piaceri vengono portati all’estremo. Tutto è possibile, non esistono norme e i personaggi si vedono coinvolti in una nube di droga, musica, svago e sesso.

Alcuni indizi di questo autobiografismo sono:

  • Le iniziali: il protagonista de Il lupo della steppa si chiama Harry Haller, le cui iniziali coincidono con quelle di Hermann Hesse.
  • Vivere fra due epoche: sia l’autore sia il protagonista vivono fra due epoche, in un periodo di transizione e sono esseri solitari e incompresi.
  • Idea del suicidio: questo “non integrarsi” degli intellettuali del XX secolo è molto presente nell’opera. L’idea del suicidio è ricorrente e lo stesso Hesse tentò di suicidarsi.
  • La donna: uno degli eventi più significativi nella vita di Hesse fu il suo divorzio. Nel corso dell’opera, vengono fatte diverse riflessioni su questo fatto. Harry ci racconta di esser stato sposato, ma che la sua vita familiare è andata a rotoli per la pazzia della sua donna e, di conseguenza, si è isolato ed è diventato il lupo della steppa.
  • Erminia: è il personaggio femminile più significativo, il suo nome è la versione femminile di Hermann e suppone uno sdoppiamento della personalità; l’altra faccia del protagonista.

Questa descrizione del protagonista corrisponde all’archetipo del superfluous man, molto presente in letteratura e che riflette un uomo colto, intelligente e malinconico segnato dal nichilismo. Harry Haller vive in un mondo che sente non appartenergli, è un uomo ‘superiore’, un intellettuale che si isola e vive in un costante ‘essere o non essere’, cercando di comprendere se stesso. Una specie di Amleto del XX secolo.

“In fondo al cuore sapeva (o credeva di sapere) di non essere veramente un uomo, ma un lupo venuto dalla steppa”.

-Il lupo della steppa-

Il lupo della steppa: una riflessione psicologica

Il lupo della steppa presenta le principali caratteristiche della satira menippea, un genere nel quale i personaggi sono soliti essere degli intellettuali ridicolizzati, qualcosa che ritroviamo nell’opera di Hesse, soprattutto nella parte finale della stessa. L’opera è una riflessione che parte dall’agonia del protagonista e ci porta fino alla ricerca del riso.

Harry Haller è un uomo colto e incompreso, convinto che al suo interno vivano un uomo e un lupo in conflitto. Haller ha perso l’interesse verso la vita, è pessimista e niente di ciò che lo circonda riesce a renderlo felice, disprezza il mondo in cui vive e le persone che lo popolano. La sua vita non ha senso, finché non si imbatte in un’insegna luminosa che lo invita a recarsi in un luogo chiamato Teatro Magico.

Il Teatro Magico è simile al coniglio di Alice nel paese delle meraviglie, attira la sua attenzione, nonostante all’inizio Harry non si azzardi a entrare. Alice arriva in un mondo nuovo, del tutto diverso da quello nel quale è abituata a vivere; in questo luogo tutto è possibile e deve affrontare numerosi dilemmi, non riesce a riconoscere se stessa e non sa chi è. Allo stesso modo, questa chiamata che Harry sente da parte del Teatro Magico segnerà l’inizio del nuovo mondo che sta per scoprire.

Pedine da scacchi

Alla fine dell’opera, Harry entrerà nel teatro e comincerà il suo viaggio verso questo nuovo mondo da scoprire: la vera natura del suo essere e la sua complessità. Mediante giochi, personaggi storici e situazioni eccentriche, scopriremo la vera natura di questo uomo-lupo, che dovrà imparare a ridere di se stesso.

In questo luogo, Harry capirà che dentro di lui vivono numerosi “io” e che convivono tutti in una specie di partita a scacchi: la sua persona non può essere limitata a uomo e lupo, ma si tratta di una grande molteplicità di personalità.

Il lupo della steppa ci presenta un ballo in maschera (non metaforico) nel quale il protagonista dovrà cercare se stesso. Un’opera ermetica e riflessiva sul male degli intellettuali di un’epoca che, inoltre, rappresenta uno stato di coscienza.

“La schizofrenia è l’inizio di tutte le arti, di ogni fantasia. Persino gli scienziati se ne sono accorti, almeno in parte, come si può vedere per esempio dal Corno magico del fanciullo, libro delizioso nel quale la fatica assidua di uno scienziato è nobilitata dalla geniale collaborazione di alcuni artisti pazzi e rinchiusi in un manicomio.”

-Il lupo della steppa-