Il mito di Hermes, il messaggero degli dei

20 Febbraio 2020
Il mito di Hermes ci parla di una delle divinità più importanti della mitologia greca. Era considerato il messaggero degli dei, non solo perché poteva comunicare con il mondo degli umani, ma anche perché mediava per risolvere i conflitti.

Il mito di Hermes ci parla di uno degli dei più versatili di tutta la mitologia greca. Una delle divinità più attive e irrequiete, era considerato il protettore di numerose attività, come il commercio, l’astuzia, i confini e i viaggiatori che li attraversano, nonché i ladri e i bugiardi, oltre che guida delle anime dei morti e messaggero divino.

È rappresentato come un giovane bello e atletico, dalle grandi abilità oratorie e sempre scherzoso. Indossa un cappello e ha le ali a volte sui sandali, altre sui piedi. Per questo è in grado di spostarsi in fretta.

Allo stesso modo, il mito di Hermes narra che questo giovane portava sempre con sé il caduceo, una bacchetta magica con la quale poteva addormentare dei e comuni mortali e condurre le anime di questi ultimi verso l’aldilà.

Hermes era figlio di Zeus e della Pleiade Maia. Era considerato capo dei sogni, custode delle porte e spia notturna, ma alla fine fu consacrato messaggero degli dei.

Il mito di Hermes è in realtà una raccolta di molti miti, poiché, sebbene non ne fosse il protagonista principale, è apparso in molti degli episodi più rilevanti di mitologia greca.

“La parola non è solo l’identità del messaggio e del messaggero, è il suo angelo custode.”

-Francisco Garzón Céspedes-

Tempio greco

Il mito di Hermes e della lira

Racconta il mito che Hermes nacque in una grotta sul Monte Cilene, in Arcadia. Aveva appena qualche giorno quando fuggì dalla sua culla e corse attraverso i campi. Dopo aver camminato a lungo, raggiunse una prateria, dove suo fratello Apollo pascolava le mandrie di buoi e di mucche. Hermes decise di rubare i buoi e portarli in una grotta.

Dopo aver nascosto il suo bottino, tornò a casa. Prima di entrare, però, vide una tartaruga e gli venne subito in mente un’idea. Uccise la tartaruga e svuotò il carapace attorno a cui strinse una serie di corde di budello di manzo. Fu così che inventò la lira. Quindi tornò alla sua culla e si addormentò.

Quando Apollo si rese conto del furto, usò i suoi poteri divini per trovare il colpevole. Fu così che scoprì che era stato Hermes e lo accusò davanti a Zeus. Maia, la madre di Hermes, cercò di scusarlo, sottolineando che era solo un bambino indifeso. Tuttavia, Zeus no si lasciò intenerire e chiese al bambino di restituire i buoi.

Sopraffatto dall’autorità del padre, Hermes andò nella grotta dove aveva nascosto il suo bottino e restituì le mucche e i buoi ad Apollo. Questi, tuttavia, rimase meravigliato dalla lira.

Propose così al dio alato di scambiare tutto il suo bestiame per lo strumento. Hermes accettò e ricevette anche un bastone, con il quale costruì la sua arma preferita: il caduceo.

La lira strumento musicale

Le avventure di Hermes

Hermes partecipò a numerosissime avventure. Una delle più importanti avvenne quando suo padre, dio infedele, fu sorpreso dalla moglie Era, con Io, sua sacerdotessa.

Quando Era scoprì la relazione amorosa, Zeus tentò di proteggere Io trasformandola in un vitello bianco. La moglie, però, sempre attenta, mandò Argos, un mostro con mille occhi, a vegliare su di lei, in modo che nessuno le si avvicinasse.

Zeus diede al figlio Hermes l’incarico di liberare la sua amante. Il messaggero degli dei cantava bellissime canzoni al mostro e poi lo intratteneva con le sue storie e le sue riflessioni. Riuscì così ad addormentarsi e fu in grado di compiere la missione che gli era stata affidata dal padre.

Il mito di Hermes racconta anche che questo dio ebbe un ruolo importante quando consegnò a Perseo i sandali alati. Questo strumento magico fu decisivo affinché l’eroe potesse sconfiggere Medusa. Hermes condusse anche l’anima di Perseo all’ingresso degli inferi, come era sua abitudine.

Inoltre, ebbe un ruolo determinante nelle sorti degli achei durante la guerra di Troia. Anche lui, come il padre, cadde più volte vittima dell’amore ed ebbe numerosi discendenti. Il suo figlio più famoso è Pan, dio della natura e delle mandrie. La parola ermeneutica, o arte di interpretare significati nascosti, deriva proprio dal nome di questa divinità che nella mitologia romana prendeva il nome di Mercurio.

Vernant, J. P. (2001). Mito y pensamiento en la Grecia antigua. Ariel.