Il mito di Imeneo, dio greco del matrimonio

19 settembre, 2020
Il mito di Imeneo è uno dei più romantici di tutta la mitologia greca, e a differenza di altri non narra di intrighi e tragedie, bensì della decisa lotta degli innamorati per consacrare il loro amore.

Il mito di Imeneo è strettamente legato al matrimonio. Non è chiaro se la parola “hymén”, ovvero imene, che corrisponde alla membrana presente nell’apertura vaginale delle donne vergini, provenga dal nome del dio o se la divinità greca sia stata battezzata così a partire da questo termine. La seconda opzione è forse la più plausibile.

Come spesso accade per la mitologia greca, esistono diverse versioni del mito di Imeneo. Una di esse descrive questo dio minore come figlio di Dioniso, dio del vino e della fertilità, e di Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. Un’altra versione sostiene fosse figlio di Apollo, dio della bellezza e della musica, e di una delle sue muse, probabilmente Calliope, dea della poesia epica e dell’eloquenza.

“Il matrimonio è la causa prima del divorzio.”

-Groucho Marx-

Esiste poi una terza versione sull’origine del mito di Imeneo, secondo cui il nostro protagonista all’inizio non fosse un dio bensì un mortale, figlio di Magnes. Le tre versioni hanno tutte un elemento in comune: lo descrivono come un giovane dalla bellezza straordinaria. Nella terza, tuttavia, viene descritto di così bella apparenza che Apollo se ne innamorò e non abbandonò mai più la sua casa.

Templi greci illuminati dal sole ad Atene.

Il mito di Imeneo

Imeneo era un giovane mortale di straordinaria bellezza, ma di stirpe molto povera. Ebbe la sfortuna di innamorarsi della figlia di uno degli uomini più ricchi di Atene, condannandosi a un amore impossibile a causa delle sue umili origini rispetto a quelle della ragazza.

I suoi sentimenti per la fanciulla lo portarono a seguirla ovunque, senza però farsi vedere. Dovunque lei fosse c’era anche lui, nascosto ad ammirarla, ma abbastanza vicino da poter ascoltare le sue conversazioni. Fu così che scoprì che, insieme ad altre donne, aveva intenzione di recarsi in processione fino a Eleusi per offrire un sacrificio a Demetra, dea greca dell’agricoltura.

Il mito di Imeneo racconta che il giovane decise di cogliere l’occasione per avvicinarsi alla ragazza. Poiché nella processione non erano ammessi gli uomini, decise di travestirsi da donna e unirsi al gruppo. La bellezza di Imeneo era tale che fu facilmente confuso con una donna.

Un’opportunità da sfruttare

Poche ore dopo la partenza, la nave su cui salparono le donne venne intercettata da alcuni pirati. Questi presero il comando dell’imbarcazione e delle donne al suo interno, virando verso un luogo deserto sulla costa. Una volta arrivati, decisero di chiudere gli occhi per riposarsi un po’. Imeneo ne approfittò.

Il giovane mostrò la sua identità alle ragazze ed elaborò un piano. Riuscirono così ad attaccare i pirati e ad annientarli, uno dopo l’altro. Al termine dell’impresa, la fanciulla che amava si era perdutamente innamorata di lui.

Imeneo prese il controllo della nave e diresse le donne in un luogo sicuro. Poi, tornò ad Atene per raccontare quanto accaduto. Annunciò che avrebbe liberato le donne soltanto se in cambio gli avessero concesso il matrimonio con la donna che amava. Gli ateniesi accettarono la sua richiesta di buon grado e, come da accordi, ebbero inizio i preparativi per il matrimonio.

Statua di cupido e Imeneo.
Cupido soffia sulla torcia di Imeneo, scultura di George Rennie.

Un mito trasformato in tradizione

Il mito di Imeneo narra di un matrimonio preparato nei minimi dettagli tra due giovani profondamente innamorati e il popolo di Atene pronto a festeggiarli. Al termine della cerimonia, tuttavia, Imeneo cadde improvvisamente a terra, morto.

Il giovane defunto e la fanciulla iniziarono a emettere un profondo lamento. Entrambi si rifiutavano di accettare la loro sorte e pregavano gli dei affinché non li privassero della loro felicità. Uno degli invitati al matrimonio, il dio Asclepio della medicina e della guarigione, decise di intervenire e di resuscitare Imeneo commosso per il pianto della coppia.

Da allora gli fu affidato il compito di partecipare a tutti i matrimoni, in quanto la sua assenza era un augurio di sfortuna per le coppie di sposi. Per questo motivo, a ogni matrimonio i greci urlano “Imeneo, Imene! O Imene, Imeneo!”, invocando il giovane in segno di buon auspicio per la nuova unione.

Valbuena, A. I. F. (1999). El mito del himeneo celeste en la ópera romántica italiana. In Amor y Erotismo en la Literatura: Congreso Internacional Amor y Erotismo en la Literatura (pp. 313-322). Caja Duero.