Il modello genetico della psicanalisi

31 maggio, 2020
Freud ha elaborato diversi modelli sulla personalità. Molti di questi sono il frutto di prospettive rivoluzionarie per l'epoca e, con alcune modifiche, sono giunti fino ai giorni nostri. Uno dei più interessanti è il modello genetico che analizzeremo in questo articolo.
 

Grazie a diversi autori, oggi vediamo la personalità in modo diverso. Sigmund Freud, padre della psicanalisi, è stato uno di loro. Con il suo innovativo modo di percepire la psiche umana, è riuscito a trovare nuove risposte al nostro comportamento, elaborando teorie all’epoca impensabili. Una di queste è il modello genetico della psicanalisi, di cui tratteremo oggi.

Lo studio della sessualità e dell’inconscio non ha di certo origine solo con Freud. Tuttavia, egli fu il primo a mettere in luce questi aspetti dell’essere umano da un punto di vista innovativo: quello della psicodinamica. Le sue teorie, i suoi studi, il suo operato clinico e le sue pubblicazioni rappresentarono una totale rivoluzione.

I suoi primi approcci alla sessualità diedero molto di cui parlare. Andavano ben oltre il pensiero dell’epoca, trattando questioni controverse come quella della sessualità nei bambini.

Le prime nozioni sulla sessualità si manifestano nel lattante.

-Sigmund Freud-

Modello genetico della psicanalisi: le origini

La psicanalisi si basa su diversi concetti che sono complessi proprio perché affondano le radici in ulteriori concetti: è difficile isolare una definizione senza darne un’altra. Ciò si deve alla loro essere complementari e in costante movimento. Per questo motivo, non possiamo dire che il modello genetico della psicanalisi abbia un’unica origine.

Più che altro, si tratta di una disposizione teorica che nasce da tutte le prime esplorazioni fatte da Freud. Tra queste gli studi, le ricerche e la sua attività in diversi ospedali e in clinica su diversi pazienti.

 

Sforzandoci di fissare un’origine più specifica, potremmo dire che questa teoria inizia a consolidarsi nel testo Tre saggi sulla teoria sessuale: un libro che ci avvicina alla comprensione della sessualità umana da una prospettiva psicanalitica.

Freud e il modello genetico

Modello genetico della psicanalisi: in cosa consiste?

Freud ha proposto diversi modelli per comprendere la personalità. Il modello genetico è uno di questi. Gli altri sono topografico, dinamico, economico e strutturale.

Nello specifico, il modello genetico mette in luce la ricerca della gratificazione con la stimolazione delle diverse zone erogene. Esso sembrerebbe coinvolgere il nostro ciclo vitale per intero, quindi anche l’infanzia ne farebbe parte.

Ora, a seconda del tipo di gratificazione, analizzeremo i diversi tipi di personalità. In caso di frustrazione, questo tipo sarà diverso da quello in cui la gratificazione è eccessiva. In tal senso, ogni essere umano sarà singolare per la psicanalisi, perché affronterà uno sviluppo proprio.

Fasi dello sviluppo psicosessuale della psicanalisi

Il modello genetico della psicanalisi prevede diverse tappe. Ciascuna avrà la sua zona erogena, una fissazione e una frustrazione improvvisa. Vediamo ciascuna delle fasi della cosiddetta teoria dello sviluppo psicosessuale:

 
  • Fase orale. Si sviluppa da 0 a 18 mesi. La sua zona erogena è la bocca. La soddisfazione passerà attraverso di essa (ad esempio, baciando, ciucciando, mordendo e mangiando). Si divide in due: fase orale passiva, in cui è la suzione a dare piacere, e fase orale attiva, che si manifesta con la comparsa dei denti ed è caratterizzata dal mordere. La fissazione, in questa fase, dà origine a una personalità ricettiva, in cui il fulcro del piacere continua a essere orale (ad esempio, fumando). La frustrazione improvvisa, invece, dà origine a una personalità aggressiva, in cui si ricerca il piacere in modo ostile.
  • Fase anale. Va all’incirca dai 18 mesi ai 4 anni di età. Al centro del piacere vi è l’ano, associato alle azioni di espellere e trattenere. C’è una fase anale sadica, caratterizzata dall’espulsione delle feci e che può essere associata a una fissazione che genera lo sperpero di denaro; e una fase anale passiva o ritentiva, caratterizzata dal controllo dello sfintere, che può delineare un individuo con tendenze alla spilorceria come metodo per mantenere il controllo.

Fasi successive…

  • Fase fallica. Si sviluppa dai 4 ai 7 anni circa. I genitali sono la zona erogena di questa fase. Durante questa tappa, aumenta la curiosità del bambino verso il proprio corpo, per questo è comune la masturbazione. Si manifesta anche l’angoscia per la differenza tra i sessi e ci si identifica con il padre o con la madre. Inoltre, si dà risoluzione al complesso di Edipo, meccanismo che andrà a comporre la nostra personalità. Il risultato può essere Edipo positivo, in cui il bambino proverà attrazione per il genitore del sesso opposto e odio o rivalità per quello dello stesso sesso; oppure negativo, quando si manifesta attrazione per il genitore dello stesso sesso e rifiuto verso quello opposto.
 
  • Fase di latenza. Si verifica all’incirca tra i 7 e i 12 anni. Qui, la pulsione sessuale resta repressa, in modo che il soggetto si integri al suo ambiente e per favorire l’apprendimento. In questa fase si struttura o si forma la personalità. Questa tappa è caratterizzata dal gioco dei bambini con i coetanei dello stesso sesso.

Ultima tappa del modello genetico

  • Tappa genitale. Si manifesta all’incirca dai 12 anni in poi e la zona erogena sono i genitali. In questa fase si riafferma l’identità sessuale. Inoltre, riemergono fantasie edipiche. Si esterna la pulsione sessuale durante l’adolescenza, più incline ai rapporti sessuali.
Il modello genetico

Lo sviluppo psicosessuale è dinamico, motivo per cui le fasi coesistono senza rigidezza. In base a come si sviluppa, si potrebbero manifestare diversi disturbi.

Come abbiamo visto, il modello genetico di Freud ci offre un avvicinamento originale alla personalità dell’individuo, tenendo conto della sua sessualità. Una prospettiva rivoluzionaria per l’epoca e che oggi continua a essere oggetto di controversie.

 

Freud, S. (2012). Tres ensayos sobre una teoría sexual. Buenos Aires: Alianza editorial.

Domínguez, D. (2014). La singularidad de la teoría psicoanalítica. Jornadas Jaques Lacan y la psicopatología. Psicopatología Cátedra II- Universidad de Buenos Aires, Argentina.