Il principio di piacere: cos'è?

Il principio di piacere può essere legato all'atto sessuale, ma in realtà va ben oltre. È un principio che interviene nei nostri bisogni e desideri.
Il principio di piacere: cos'è?

Ultimo aggiornamento: 31 marzo, 2021

Ci sono momenti in cui ci sentiamo talmente felici che la felicità letteralmente ci travolge. In quei momenti sentiamo di aver ottenuto ciò che volevamo così tanto. Tutte queste sensazioni sono associate al principio di piacere.

Parlare del principio di piacere significa fare riferimento a uno dei concetti essenziali della teoria psicoanalitica. Questa teoria è stata descritta da Sigmund Freud, l’autore che ad oggi continua ad essere colui che ci ha fornito una delle riflessioni più complete su questo argomento.

In questo articolo spieghiamo di cosa si tratta, per quale motivo va ben oltre il piacere generato dall’atto sessuale e quali sono le obiezioni al principio di piacere che Freud ha riscontrato durante la sua ricerca clinica.

Cos’è il principio di piacere?

Il principio di piacere è un concetto che fa parte del modello economico della psicoanalisi, quello secondo cui ci sono delle forze che ci spingono a cercare un fine nel quadro delle cosiddette pulsioni.

Sigmund Freud sottolinea questo concetto nel suo libro Al di là del principio del piacere. Riguarda la ricerca che facciamo per soddisfare le nostre esigenze. In altre parole, evitare ciò che non ci dà piacere. Inoltre, attraverso questo principio, si cercherebbe l’equilibrio per mantenere l’eccitazione al minimo.

Quindi, dal principio di piacere si allenterebbero le tensioni, perché è come una sorta di scarica per poter tornare all’equilibrio. Il piacere sarebbe quello che fa diminuire quella tensione. Il principio del piacere è strettamente correlato all’ “Es”, cioè alla nostra parte istintiva. È anche correlato all’Io e al Super-io, ma l’Es è quello che cerca di scaricarsi per tornare in equilibrio.

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Il principio di piacere al di là della sfera sessuale

Potremmo pensare che il principio del piacere sia strettamente correlato alla sessualità, forse proprio perché alcune situazioni associate alla sessualità comportano il rilascio di tensione. Tuttavia, non è sempre così: la ricerca del piacere non sempre coinvolge la sessualità.

Per esempio, il dolore viene evitato in modo che non influisca sull’equilibrio; anche la fame e la sete disturbano questo equilibrio. In questi casi, entra in gioco il principio di realtà.

Quindi, questo principio guida la soddisfazione di tutte le nostre esigenze. Inoltre, non agisce da solo, ma va di pari passo con il principio di realtà e i processi primari.

Il principio della realtà è quello che regola i nostri appetiti, cioè ci spinge a rimandare i nostri bisogni e desideri a favore della nostra sopravvivenza. I processi primari invece sono quelle questioni inconsce che ci consentono di raggiungere la soddisfazione dei nostri desideri; un esempio potrebbero essere i sogni.

Obiezioni al principio di piacere

Il principio del piacere ha a che fare anche con quello della costanza, ovvero quello che aiuta la nostra mentre a mantenere la quantità di eccitazione ad un livello il più basso o costante possibile. Durante i suoi studi, Sigmund Freud ha sollevato alcune obiezioni al principio del piacere, vediamone alcune:

  • Principio di realtà. Quando maturiamo psichicamente, comprendiamo che non tutti i piaceri possono essere soddisfatti, ed è per questo che a volte devono essere rimandati, trasformati o non soddisfatti.
  • Nevrosi di guerra e incubi. Freud si rese conto che questi non erano l’adempimento di un desiderio, ma un modo in cui la persona che non ha provato l’angoscia può farlo, ad esempio, attraverso i sogni.
  • Compulsione della ripetizione. Cioè, rivivere ciò che non è piacevole, invece di evitarlo, attraverso il sintomo psichico.
  • Gioco “for da”. È un gioco da cui il bambino arriva per elaborare l’assenza materna, un evento che in precedenza aveva vissuto passivamente.
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Conclusioni

Freud comprese appieno i principi che regolano questa pulsione e li espresse nella sua opera Oltre il principio di piacere. Soprattutto comprese che doveva esserci qualcosa al di là del principio di piacere.

Poi, ha suggerito le pulsioni di vita, che sono quelle che vanno di pari passo con l’istinto di auto conservazione. E ancora, cosa c’è al di là di queste pulsioni associate alla distruzione, ciò che lui chiamava pulsione di morte.

Il principio di piacere è necessario per la nostra sopravvivenza e si trova in sintonia con essa, ma non saremmo nulla senza gli altri meccanismi associati. Per questo motivo, ci rendiamo presto conto che oltre alla soddisfazione dei nostri bisogni e desideri, ci sono altri principi, come la realtà, che ci aiutano a non rimanere vittima delle nostre pulsioni.

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  • Freud, S. (1976/1920). Más allá del principio del placer. Obras completasBuenos Aires: Amorrortu.
  • Spilka, J. I. (1997). Reflexiones en torno a: Más allá del principio de placer. Revista de psicoanálisis, 26, 83-106.