Il sonno ricarica il cervello

5, dicembre 2016 in Psicologia 725 Condivisi

L’importanza di riposare bene è ben nota: i problemi di insonnia sono una minaccia per il nostro benessere. Un buon riposo garantisce il corretto funzionamento di diversi meccanismi cerebrali, dunque seguire una corretta routine del sonno è molto importante.

Dopo una notte in bianco, il giorno successivo manifestiamo diverse conseguenze negative come stanchezza, sonnolenza, mal di testa, mancanza di attenzione… Così, è evidente che la funzione del sonno va oltre quella di permetterci di riposare fisicamente. D’altro canto, la mancanza di sonno influenza la funzione cerebrale e sottolinea la necessità che abbiamo di dormire.

Ma cosa succede mentre dormiamo? Quale funzione ha il sonno? Come possiamo migliorare la qualità del nostro riposo? Troverete la risposta a tutte queste domande nell’articolo di oggi. Continuate a leggere per saperne di più!

Meccanismi e fasi del sonno

Mentre dormiamo, si verificano determinati processi neurologici fondamentali per i meccanismi dell’apprendimento e il consolidamento della memoria. Ricordiamo che il sonno è un bisogno basilare dell’essere umano e un’eventuale privazione comporta serie conseguenze sia mentali sia fisiche.

Quando ci addormentiamo, un ciclo di 70-100 minuti si ripete da 4 a 5 volte per notte. Più precisamente, il ciclo comincia quando stiamo per addormentarci. In quel preciso momento, comincia il sonno non REM, prima la fase superficiale e poi quella profonda. Dopo 90 minuti di sonno, ha inizio la fase REM, la fase dei sogni.

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A mano a mano che passano le ore di sonno, la durata della fase REM aumenta, per questo il sonno è più leggero inizialmente. La durata varia anche in base all’età. Ad esempio, i neonati dormono per 20 ore e in maggior misura in fase REM, il che induce a ritenere fondamentale questa fase nei confronti dello sviluppo metacognitivo.

Fattori che regolano il sonno

La necessità di dormire cambia in base alle personali attività giornaliere. Chi non accumula stanchezza fisica non ha bisogno della “guarigione fisica” che si verifica durante il sonno. Le persone che conducono uno stile di vita sedentario, dunque, avranno molte difficoltà a dormire, perché l’organismo non manifesta il bisogno di riposare.

Esiste un ciclo endogeno sonno-veglia di 25 ore che si sincronizza con il ciclo di luce-buio di 24 ore. Questo è un altro fattore che svolge un ruolo importante. Questa sincronizzazione è alterata in alcune persone che, quindi, presentano disturbi del ritmo circadiano. La melatonina è coinvolta in questo processo.

La sintesi di questo neurormone varia nel ciclo delle 24 ore e risponde ai cambiamenti dell’illuminazione ambientale. Di solito la secrezione della melatonina da parte della ghiandola pineale è inibita dalla luce e stimolata dal buio. La secrezione di melatonina raggiunge il picco nel mezzo della notte e va diminuendo progressivamente.

L’importanza di una buona igiene del sonno

Una persona su tre soffre di disturbi del sonno nel corso della sua vita, con conseguenze anche gravi. Questi disturbi possono compromettere il rendimento scolastico e lavorativo, perché provocano alterazioni cognitive, così come cambiamenti emotivi che si ripercuotono sulle relazioni interpersonali o sullo stato d’animo.

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Esistono alcune regole di base per risolvere questi disturbi oppure prevenirli, le quali rientrano nella cosiddetta igiene del sonno e ci garantiscono un riposo ristoratore. A seguire alcune norme da seguire per riposare bene:

  • La stanza in cui dormiamo deve essere un posto piacevole. Senza rumori, con una temperatura stabile e senza troppi stimoli luminosi.
  • La routine che precede il sonno prevede un progressivo abbassamento dell’attività fisica e mentale. Fare un bagno caldo, ascoltare musica rilassante o fare degli esercizi di rilassamento possono essere d’aiuto.
  • È importante stabilire un orario fisso per quanto riguarda il momento di andare a letto e quello del risveglio. Bisogna anche evitare di “recuperare” il sonno perso la mattina dopo, ma alzarsi comunque all’ora stabilita.
  • Evitare di fare sonnellini durante la giornata perché possono ostacolare il buon riposo notturno.
  • Ridurre il consumo di caffè e il fumo e qualsiasi altra sostanza eccitante che possa interferire con un buon riposo.
  • Non bisogna mangiare troppo prima di andare a letto, ma nemmeno essere affamati.

Funzione del sonno

Attualmente non è del tutto chiara, anche se ci sono diverse ipotesi. Una delle teorie è quella della conservazione dell’energia. Durante il sonno, la nostra temperatura corporea si abbassa e si riduce il consumo di ossigeno. Diciamo che è una sorta di risparmio energetico per conservare l’energia dopo le attività svolte durante la giornata.

Un’altra ipotesi è quella della funzione riparatrice. Il sonno, ovvero, ha l’obiettivo di riabilitare l’organismo dopo lo sforzo fatto. Combatterebbe la stanchezza prodotta dallo stato di veglia giornaliero ripristinando le condizioni fisiologiche dell’organismo.

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Ci sono anche studi che fanno riferimento al consolidamento della memoria. Dormire dopo aver allenato una qualsiasi funzione cognitiva, come studiare per un esame o suonare uno strumento, aumenta significativamente il rendimento. La presenza in determinate zone cerebrali di modelli di attività simili a quelli della veglia serve a consolidare questi modelli, favorendo così l’apprendimento.

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