Stress lavorativo: trattamenti e metodi per migliorare

· 14 novembre 2016

Sono sempre di più le persone che parlano di stress lavorativo. Per molti il lavoro rappresenta lo scopo della vita e contribuisce allo sviluppo della propria entità. Ma non è così per tutti, alcuni considerano la propria occupazione un insieme sgradevole di obblighi. Compiti che considerano irrilevanti, monotoni e molto impegnativi, questo li rende vittime dello stress lavorativo.

Al di là delle preferenze che ognuno di noi può avere a livello lavorativo, lo stress può apparire in diverse occasioni. Questo si ripercuote sulla salute; soprattutto se è uno stress costante nel tempo o ha dei picchi d’intensità molto forti.

L’uomo non ha bisogno di vivere senza tensioni, ma di sforzarsi e di lottare per una meta o una missione che valga la pena

-Victor E. Frankl-

 

Cos’è lo stress lavorativo?

Non tutti abbiamo le stesse capacità di adattamento alle condizioni di stress. Questa capacità è condizionata da diversi fattori genetici, dai tratti della personalità e le condizioni fisiche e mentali di ognuno di noi.

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Lo stress correlato all’ambito lavorativo può essere definito come un insieme di reazioni emotive, cognitive, fisiologiche e del comportamento. Tali reazioni sono correlate a certi aspetti avversi per quanto riguarda l’organizzazione, il contenuto o l’ambiente di lavoro. Questo stato è caratterizzato da elevati livelli di eccitazione e di ansia e con una frequente sensazione di non poter affrontare le situazioni.

Lo stress lavorativo è uno stato di tensione fisica e psicologica prodotto dallo squilibrio esistente tra le richieste che prevedono l’organizzazione del lavoro e i mezzi dei lavoratori per affrontarle.

Un fattore che occupa sempre più importanza e attenzione è lo squilibrio tra le aspettative riguardo ciò che dovrebbe essere il lavoro e la realtà del mondo lavorativo. In alcune occasioni c’è un vero e proprio abisso tra le convinzioni o l’ideale rappresentato e la realtà. Aspirazioni irraggiungibili o poco realistiche, rendono alte le probabilità di sentirsi delusi e vulnerabili agli effetti nocivi dello stress.

Sintomi frequenti dello stress

I sintomi più frequenti che indicano che una persona potrebbe soffrire di stress lavorativo sono:

  • Sintomi fisiologici: sudorazione, tensioni muscolare, difficoltà respiratorie, palpitazioni, mal di stomaco, vertigini, nausea, secchezza alle fauci, ecc.
  • Sintomi psicologici: preoccupazione, paura, difficoltà ad articolare pensieri, concentrarsi o prendere decisioni, pensieri negativi, insicurezza, timore, ecc.
  • Sintomi motori: evitare situazioni temute, mordersi le unghie, attività motoria nevosa, muoversi da un posto ad un altro senza una finalità concreta, ecc.
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Per ridurre i nostri livelli di stress, è importante mettere in atto alcune strategie di base, come quelle che vi segnaliamo a seguire.

Tuttavia, se la situazione persiste e abbiamo difficoltà o siamo incapaci di affrontare lo stress, si dovrebbe consultare un professionista. Grazie al suo aiuto, sarà più facile affrontare il nostro problema.

Terapie per lo stress lavorativo

Le terapie per lo stress lavorativo si decidono in funzione dei sintomi e dei disturbi che presenta la persona, tenendone in considerazione anche l’intensità. Le terapia cambierà a seconda dell’individuo, favorendone l’evoluzione se si inizia presto il trattamento. Ricordiamo che esistono anche terapie di gruppo e organizzative.

Di norma, gli interventi utilizzati sono caratterizzati dal carattere cognitivo-comportamentale. Tra questi: la gestione dello stress, la restaurazione cognitiva, la terapia razionale emotiva e test comportamentali. Dal punto di vista cognitivo, si enfatizzerà il problema di lavorare con cognizioni errate, aspettative irreali e false speranze.

Tra le tecniche e i programmi diretti allo stress lavorativo possiamo evidenziare: le strategie di gestione del controllo o concentrate sul problema, la formazione alla soluzione di problemi, all’assertività e alla gestione del tempo.

A livello individuale, tutti cerchiamo di migliorare le nostre risorse di protezione o di resistenza. È un mezzo per ottimizzare i metodi con cui affrontare i fattori di stress tipici dell’ambiente lavorativo e potenziare la percezione del controllo, l’autostima e il livello di auto efficienza personale.

Punti chiave per ridurre il livello di stress

Di seguito vi diamo alcuni consigli per ridurre gli alti livelli di stress in ambito lavorativo:

  • Programmare attività gratificanti al di fuori del lavoro, cercare di staccarsi da esso, sia fuori che dentro. Si consiglia di dedicare alcuni momenti della giornata a fare qualcosa che ci rilassi e ci permetta di staccare la spina.
  • Avere obiettivi reali e raggiungibili.
  • Non lasciare tutto per l’ultimo minuto. Imparare a gestire il tempo e pianificare in modo flessibile le nostre attività.
  • Curare l’ambiente di lavoro (pulizia, ordine, luminosità, ecc.)
  • Incoraggiare le relazioni sociali al lavoro e comunicare in modo assertivo.
  • Imparare a ridurre la tensione attraverso tecniche come la meditazione, il rilassamento o lo yoga.
  • Evitare i pensieri catastrofici ed evitare di demoralizzarsi per degli errori commessi. Gli errori, infatti, sono parte inevitabile di un lavoro e possono anche essere fonte di apprendimento e miglioramento.
  • Coltivare abitudini come quella di dedicare del tempo a dormire e riposare e condurre un’alimentazione adeguata. Possiamo anche aggiungere esercizio fisico alle nostre abitudini giornaliere. Un’attività praticata regolarmente, adatta alle nostre capacità, migliora lo stato d’animo generale, aumentando l’autostima e diminuendo i livelli di stress.
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