Insegnamenti di Viktor Frankl sulla resilienza

25 giugno, 2020
Viktor Frankl ci ha trasmesso l'esigenza di trasformarci quando non possiamo cambiare il contesto in cui ci troviamo. Il padre della logoterapia è un esempio di come la resilienza ci offra obiettivi e punti di forza utili per affrontare al meglio le avversità.

Di questi tempi gli insegnamenti di Viktor Frankl sulla resilienza sono più utili che mai. Il celebre psichiatra raccontò che durante la sua reclusione nei campi di concentramento aveva l’abitudine di fare uno sforzo mentale: immaginava se stesso, in un futuro non così remoto, mentre teneva una conferenza davanti a un pubblico numeroso a cui spiegava come gestire il trauma della guerra.

Questo sforzo fu per lui di grande aiuto, poiché gli permise di crearsi un rifugio interiore in cui mantenere viva la speranza, la forza psicologica. Fissò un obiettivo all’orizzonte e fece di questo obiettivo un’ancora alla quale aggrapparsi.

Riuscì a dare un senso a ciò che non l’aveva; voleva che il terrore e la sofferenza vissuti avessero un significato per la sua vita: imparare per poi insegnare ad altre persone a sopportare il dolore emotivo.

Gli insegnamenti di Viktor Frankl e il suo metodo psicoterapeutico non passano mai di moda. Così, per quanto non abbia parlato di resilienza in quanto tale (quanto piuttosto di resistenza), possiamo prendere i suoi insegnamenti come substrato a partire dal quale capire meglio questo concetto. 

Non è importante quello che ci aspettiamo dalla vita, bensì quello che la vita si aspetta da noi.

-Viktor Frankl-

Mani che liberano colombe in cielo e la resilienza

Gli insegnamenti di Viktor Frankl sulla resilienza, un’eredità su cui riflettere

Il concetto di resilienza affonda le sue radici nel mondo della fisica e dell’ingegneria. È la proprietà di certi materiali di recuperare il loro stato originale dopo aver subito un impatto o una interferenza (si potrebbe paragonare all’elasticità delle gomme). Il campo della psicologia ha preso in prestito questo termine per applicarlo ai suoi studi già a partire dagli Anni ’40.

È stato Norman Garmezy, professore emerito dell’Università del Minnesota, nella città di Minneapolis, uno dei primi a servirsi di questa metafora presa in prestito da un reale fenomeno fisico.

Durante i suoi studi di ricerca sul mondo della schizofrenia scoprì un aspetto interessante: i figli dei pazienti in genere non ereditavano la malattia. Inoltre, erano soliti mostrare personalità piuttosto resistenti, abili e inclini a una grande crescita personale. Le esperienze vissute in casa plasmavano quella che Garmezy ha definito “personalità resiliente“.

D’altra parte, e analizzando la stessa epoca, l’ex presidente del Boston Psychoanalytic Society and Institute Maurice Vanderpol notò che buona parte dei sopravvissuti ai campi di concentramento tedeschi presentava questa stessa caratteristica. Viktor Frankl me era un esempio.

Lo stesso approccio terapeutico da lui formulato e applicato ai pazienti aveva lo scopo di aiutare le persone a dare un nuovo senso alla propria vita, a plasmare una personalità che fosse più resistente, con la quale trovare uno scopo per andare avanti.

Sono le nostre decisioni, non le condizioni, a determinare chi siamo.

-Viktor Frankl-

Accettare la realtà

È sempre un buon momento per ricordare gli insegnamenti di Viktor Frankl sulla resilienza. Così, un aspetto che potremo cogliere leggendo i suoi studi e le sue conferenze è che nulla è decisivo quanto accettare la realtà che ci tocca vivere. Il più delle volte non possiamo controllare quello che succede. L’ostacolo ha spesso una componente caotica che ci supera.

In un tale contesto rientra solo l’accettazione. Non vale a nulla ossessionarci con il “perché”, dobbiamo concentrarci sul “come e a quale scopo”. Cosa posso fare per affrontare la sfida? Cosa posso imparare da questa esperienza?

Il significato della mia vita è aiutare gli altri a trovare un senso alle loro vite.

-Viktor Frankl-

Luce in mano

Cercare un senso proprio

Nei suoi testi, Viktor Frankl racconta che la vita nel campo di concentramento si riduceva a chiedersi se sarebbe stato possibile scambiare una sigaretta per un piatto di zuppa. Ma anche se quel supervisore sadico con il quale gli toccava lavorare di tanto in tanto lo avrebbe ucciso quel giorno o quello dopo.

Nel bel mezzo di questo scenario di angoscia continua, in cui la mancanza di un senso e l’orrore erano una costante, decise di cercare un modo per trovare la forza per sopravvivere.

Decise di voler trovare un senso a tutto ciò che vedeva, sentiva e subiva. Da tutto traeva un insegnamento, diceva a se stesso, e un domani avrebbe potuto sfruttarlo per aiutare altre persone a superare i loro traumi. Questo era il suo scopo e ciò che lo aiutò a sopravvivere.

Davanti a una difficoltà, dunque, questa dovrebbe essere la nostra strategia. Avere chiari i nostri obiettivi e lottare per essi. Così, come spiega lo stesso Frankl,una volta trovato un significato alla vita, non solo ci sentiamo un po’ meglio, ma troviamo anche il coraggio di lottare contro la sofferenza”.

Gli insegnamenti di Viktor Frankl sulla resilienza: mentalità e trasformazione

Il nostro atteggiamento nei confronti della vita e le difficoltà determinano, secondo Frankl, la nostra capacità di affrontare quasi ogni cosa. È nelle nostre mani scegliere l’atteggiamento più giusto: arrenderci, mantenere la speranza e avere fiducia nel fatto che il nostro passato non deve determinare il nostro futuro.

L’atteggiamento e la capacità di trasformarci per gestire le avversità fanno parte dell’eredità lasciataci dagli insegnamenti di Viktor Frankl sulla resilienza. Come da lui stesso spiegato, non sono il contesto o le circostanze a determinare chi siamo. ma piuttosto le nostre decisioni e i nostri pensieri. Prendiamocene cura.

Vi invitiamo a tenere a mente queste idee e cercare di applicare, per quanto possibile, queste lezioni del padre della logoterapia alle vostre vite.

La nostra più grande libertà è la libertà di scegliere quale atteggiamento assumere.

-Viktor Frankl-