Intelligenza emotiva durante la quarantena

04 maggio, 2020
I periodi di crisi ci rendono più vulnerabili. Oggi più che mai è il momento di risvegliare la nostra intelligenza emotiva se desideriamo gestire al meglio le preoccupazioni quotidiane, l'ansia, la frustrazione e i momenti di tristezza che affiorano con regolarità.

Fare uso dell’intelligenza emotiva durante la quarantena può aiutarci. Questo campo della psicologia può agire come un crogiolo di benessere in momenti di crisi, in quanto strumento con il quale gestire emozioni, pensieri e dimensioni come la speranza, e persino i nostri rapporti sociali.

Come sostenuto da Daniel Goleman in testi come Focus o nella sua ormai celebre Intelligenza Emotiva, nulla è più importante di saper controllare la nostra attenzione nei momenti difficili. Quando le preoccupazioni sono tante e i pensieri si aggrovigliano, la mente si riempie di ansia e angoscia, è dunque fondamentale metterla in modalità ‘pausa’ e concentrarci.

Bisogna allenare la calma, la pazienza e quell’ottimismo costruttivo utile ad accettare la situazione e che ci permette di andare avanti. La profonda comprensione dell’alchimia delle nostre emozioni ci conferisce quello strumento di vita con il quale affrontare al meglio i giorni bui, l’incertezza e anche la nostra responsabilità personale dinnanzi al presente.

Ragazza alla finestra

Intelligenza emotiva durante la quarantena: strategie da attuare

In un interessante studio condotto dall’Università di Buffalo, a New York, sotto la guida del Dottor Mark Seery, viene messo in risalto un aspetto sul quale è bene riflettere. Quello che non ci “uccide”, ma che tuttavia non sappiamo gestire, può sottoporci a uno stato di stress cumulativo in grado di creare stati di intensa vulnerabilità psicologica. Cosa significa tutto questo e come si relaziona all’attuale contesto di pandemia?

In parole semplici, ciò significa che milioni di persone sopravviveranno al Coronavirus, è chiaro. Eppure, uscire fisicamente indenni non significa uscirne anche dal punto di vista emotivo. 

La sensazione di sentirsi disorientati, tutto ciò che abbiamo visto e vissuto, ogni preoccupazione e ogni angoscia percepita, restano lì. Nessuno è immune a questo tipo di crisi, soprattutto in una situazione a impatto mondiale in cui le incertezze verso il futuro sono tante.

L’intelligenza emotiva durante la quarantena può aiutarci a gestire meglio la situazione. Vediamo come.

Coscienza di sé

Un individuo può essere un profondo conoscitore di una moltitudine di argomenti e un totale analfabeta sulle emozioni e su tutto ciò che le riguarda. Molti ignorano cosa provano, ciò di cui hanno bisogno, tutto quello che si affolla nel loro mondo interiore e che fa male. Proprio qui entra in gioco l’importanza di “abilitarci” all’arte della coscienza di sé.

Si tratta di prendere coscienza di emozioni e sentimenti; di capire cosa prova il corpo e cosa succede nella mente; saper dare un nome e un posto a tutto questo, e saperlo accettare. Avere autocoscienza è sviscerare ogni realtà interna ed entrare in contatto con essa.

Autocontrollo per prevenire il “sequestro” dell’amigdala

L’amigdala è quella piccola area del cervello che si occupa di regolare le emozioni più avverse. Ciascuna di esse è necessaria e compie una funzione. Tuttavia, a volte questa struttura intensifica realtà come la paura o l’angoscia. E lo fa in modo tale da bloccare del tutto il pensiero razionale e riflessivo.

Tutto questo ci spinge a comportamenti poco adeguati, quali gli acquisti compulsivi, il panico o quella negatività e quella paura costante verso il “che succederà domani”. Così, uno dei segreti dell’intelligenza emotiva sulla quale bisogna lavorare maggiormente durante la quarantena è l’autocontrollo. Bisogna individuare le emozioni più avverse ed evitare che si intensifichino e che finiscano per bloccarci.

Ciò è possibile individuando gli stimoli responsabili della preoccupazione, della paura o del malessere e che distolgono l’attenzione. Per esempio, anziché controllare di continuo le informazioni relative al Coronavirus, potremmo approfittarne per svolgere attività piacevoli, per parlare con gli amici, con la famiglia…

Intelligenza emotiva da anziani

Tenere in allenamento l’attenzione: conta il qui e ora

Ne abbiamo parlato all’inizio: quando l’ansia si manifesta e la mente resta ingabbiata dal suo rumore, elabora previsioni. E queste previsioni non sono mai buone. I pensieri diventano un nodo e ci ossessioniamo con ciò che potrebbe succedere, con il domani e con scenari tanto temibili quanto logoranti.

Dobbiamo imparare ad allenare l’attenzione, in modo tale da concentrarci sul momento presente. L’unica cosa che conta è il qui e ora, vivere l’istante, esserci nel presente. 

Intelligenza emotiva durante la quarantena: connessione emotiva di qualità

Allenare l’intelligenza emotiva durante la quarantena richiede anche una gestione dei rapporti sociali. Cosa implica questo esercizio? Significa che dobbiamo favorire una connessione emotiva di qualità. In questi giorni, l’ultima cosa che vogliamo è parlare con persone che peggiorino le nostre preoccupazioni e le nostre paure.

Bisogna anche evitare di alimentare l’ansia negli altri. Così, quando iniziamo a parlare al telefono o in videoconferenza con i nostri genitori, amici o con altre persone, facciamo in modo da valorizzare questi momenti. Cerchiamo di essere un porto sicuro e quella soglia che possa essere varcata dalla speranza.

La gestione delle relazioni ai tempi della pandemia implica sapersi prendere cura dei propri rapporti sociali, vicini e lontani. Dobbiamo prenderci cura di chi ci sta vicino e preoccuparci di chi è lontano da noi. Le emozioni devono fungere da benzina per l’anima, da custode e da amore vero, in grado di agire come un vaccino. Teniamo in allenamento tutti i giorni i capisaldi dell’intelligenza emotiva.

  • Seery, M. D., Holman, E. A., & Silver, R. C. (2010). Whatever Does Not Kill Us: Cumulative Lifetime Adversity, Vulnerability, and Resilience. Journal of Personality and Social Psychology99(6), 1025–1041. https://doi.org/10.1037/a0021344