Intelligenza emotiva nello sport, come ci aiuta?

· 3 dicembre 2018
L'intelligenza emotiva nello sport provoca meno assenteismo, maggiore rendimento sportivo e un numero inferiore di ritiri

La psicologia dello sport è una branca della psicologia. Studia i nostri processi cognitivi e la nostra condotta durante l’attività sportiva. Questa scienza applicata cerca di conoscere e ottimizzare le condizioni interiori dell’atleta.

Tramite la psicologia dello sport e si cerca di ottenere l’espressione del potenziale fisico, tecnico e tattico acquisito durante la preparazione. I ricercatori, dunque, studiano i diversi processi cognitivi che influiscono sul comportamento degli sportivi.

Tali processi cognitivi fanno riferimento a concetti come la motivazione, le emozioni e la loro influenza sul rendimento sportivo. Vengono studiati anche diversi aspetti relazionati all’intervento della psicologia nello sport quali rendimento, allenamento e salute.

In questo modo, lo psicologo sportivo aiuta l’atleta a tenere sotto controllo lo stress, stato che produce una disorganizzazione emotiva e comportamentale che può comprometterne il rendimento.

È a partire dal 1995, con la pubblicazione dell’opera Intelligenza emotiva di Goleman, che viene avviato e ampliato lo studio dell’intelligenza emotiva in diversi ambiti, scientifici e no. Da quel momento si produsse un aumento dell’interesse sociale e scientifico sui processi emotivi. Tuttavia, nel contesto sportivo apparirà solo nel 2001, anno in cui iniziano i primi studi al riguardo. È dunque a partire dal 2009 che vengono presentati i primi studi più importanti in materia.

Nuoto

Cosa intendiamo per intelligenza emotiva?

L’intelligenza emotiva rappresenta un altro modo di intendere l’intelligenza. Si va oltre gli aspetti cognitivi, tali come la memoria e la capacità di risolvere i problemi.

Il concetto di intelligenza emotiva è, prima di tutto, la nostra capacità di rivolgerci con efficacia agli altri e a noi stessi. Ma non solo, permette anche di entrare in sintonia con le nostre emozioni, gestirle, automotivarci, frenare certi impulsi, vincere le frustrazioni. Daniel Goleman, il guru dell’intelligenza emotiva, spiega che questa abilità è strutturata in quattro dimensioni basilari:

  • Autoconoscenza. Fa riferimento alla nostra capacità di capire quello che proviamo e di essere sempre connessi ai nostri valori, alla nostra essenza.
  • Automotivazione. È la nostra abilità di orientarci verso le mete prefissate, di reagire ai contrattempi, di gestire lo stress.
  • Coscienza sociale, ovvero la nostra empatia.
  • Abilità relazionali. Rappresentano senz’altro la pietra miliare dell’intelligenza emotiva e riguardano il modo in cui instauriamo rapporti, comunichiamo, giungiamo ad accordi al fine di connetterci, con ottimismo e rispetto, agli altri.

Intelligenza emotiva nello sport

Nello sport le esigenze e le richieste della competenza crescono vertiginosamente e le differenze sono determinate sempre più da fattori che non derivano direttamente dall’allenamento fisico, come l’alimentazione o la psicologia. La psicologia dello sport si incarica quindi di analizzare, studiare e osservare condotte, reazioni e risposte emotive dell’individuo o del gruppo.

A tale scopo, bisogna controllare in modo positivo le proprie emozioni o reindirizzarle in modo che non influiscano negativamente sull’attività sportiva. E in che modo ci aiuta l’intelligenza emotiva? Perché nello sport bisogna prendere alla svelta le decisioni più adatte.

L’intelligenza emotiva è oggetto di grande interesse per gli sportivi. Gli elementi intrapersonali e interpersonali hanno un’applicazione diretta nell’attività fisica. Conoscere se stesso, autoregolare le emozioni, automotivarsi, godere di adeguate abilità sociali ed empatia sono strumenti che ogni sportivo controlla in misura maggiore o minore.

Nel mondo dello sport, ad esempio, si fa uso di numerose tecniche di rilassamento, concentrazione e visualizzazione che di solito applichiamo nella nostra vita quotidiana. I club, le federazioni e gli allenatori assumono sempre più spesso professionisti che impartiscono tali tecniche agli atleti al fine di migliorarne il rendimento.

Molti strumenti condivisi dall’intelligenza emotiva e lo sport hanno una caratteristica principale, ovvero sono applicabili anche e soprattutto nella vita quotidiana.

L’intelligenza emotiva nello sport è un’area molto interessante che produce numerosi benefici

Donna in tuta da ginnastica

Perché è importante esercitare il controllo sulle emozioni

Diversi studi evidenziano l’importanza della capacità dell’atleta di controllare le sue emozioni in relazione alla pratica sportiva. Hanin e Sirja (1995) affermarono che le emozioni relative al successo sportivo del singolo individuo godono di aree ottimali.

Tuttavia, ciò non accade con il gruppo. Ogni atleta reagisce in modo diverso allo stress e richiede un certo grado di emozioni negative o positive che gli diano un punto ottimale di riscatto durante il gioco.

Lo studio dell’intelligenza emotiva nello sport, tuttavia, finora è stato scarso. Un dato curioso se consideriamo l’importanza di questo processo in altri ambiti, come quello educativo o professionale (all’infuori dello sport). I pochi studi che abbiamo a disposizione, ma in crescita, ci dicono che l’intelligenza emotiva è molto importante per la performance.

Benefici dell’intelligenza emotiva nello sport

L’intelligenza emotiva nello sport provoca meno assenteismo, maggiore rendimento sportivo e un numero inferiore di ritiri. D’altro canto, è un costrutto strettamente relazionato con la personalità che agisce come fattore determinante quando lo sportivo si trova sotto pressione.

In situazioni cariche di pressione, l’atleta deve prendere decisioni in decimi di secondi, cosa che genera picchi di stress. Per questo motivo, ogni sportivo, soprattutto ad alti livelli, deve essere allenato anche in questo senso. I benefici dell’intelligenza emotiva nello sport possono così essere riassunti:

  • Livello emotivo. Migliora il raggiungimento degli obiettivi, la competitività, l’identificazione di valori sportivi e personali, l’autovalorizzazione, il lavoro di squadra, la leadership, l’empatia, il controllo delle reazioni ed emozioni negative.
  • Livello fisico. Aiuta a sapersi organizzare, a non ossessionarsi con lo sport, a tenere momenti di riposo, a gestire meglio il tempo e a creare adeguate abitudini alimentari.
  • Livello sociale. Migliora la relazione con la squadra, gli allenatori, i preparatori, i fisioterapisti, etc.
  • Livello razionale. Aiuta a imparare come funziona il gioco, gli aspetti tecnici e tattici.
Uomo che ascolta la musica mentre fa sport

I benefici dell’intelligenza emotiva nello sport sono numerosi, anche se gli studi che li confermino sono ancora scarsi. Questo numero, tuttavia, è in aumento; e soprattutto nello sport, un mondo nel quale un secondo o due centimetri possono fare la differenza tra vincere e perdere, i piccoli-grandi fattori, come l’intelligenza emotiva, sono molto importanti.