Cos’è l’intelligenza intrapersonale e come ci aiuta?

8 agosto 2017 in Psicologia 0 Condivisi

Immergersi nella propria interiorità, navigare nel profondo dei propri pensieri o in una placida introspezione sono le caratteristiche di questa abilità che Howard Gardner ha definito come “intelligenza intrapersonale”. Quest’abilità di auto-riflessione e metacognizione ci consente di vivere in armonia con noi stessi.

Avere un’immagine precisa, corretta e reale di se stessi non è facile. È un compito che richiede soprattutto la piena consapevolezza dei propri stati d’animo, una corrispondenza tra autostima, disciplina e auto-motivazione, insieme alla capacità di risolvere problemi in armonia con la propria interiorità.

D’altro canto, c’è da dire che l’intelligenza intrapersonale fa parte della rivoluzionaria teoria delle intelligenze multiple che Howard Gardner ha esposto negli anni ’80 nel suo libro Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences. Il suo approccio, come potete immaginare, ha suscitato opinioni contrastanti sia in ambito accademico sia tra i professionisti dell’educazione, come pedagogisti, professori ed insegnanti.

Il suo obiettivo era mettere in discussione il paradigma dell’intelligenza unica e le relative prove limitate e standardizzate per proporre diverse alternative possibili riguardo l’intelligenza. Secondo Gardner, le persone necessitano di abilità che si adattino al modo in cui imparano le cose, interagiscono e portano a termine i processi di pensiero.

Anche se molti psicologi e scienziati, come Robert J. Sternberg, ritengono che non ci siano prove a dimostrazione dell’approccio di Gardner e che quelle che lui definisce come intelligenze siano in realtà “attitudini” o “abilità”, non possiamo sottovalutare l’impatto positivo della sua teoria per quanto riguarda il miglioramento del potenziale umano, considerando l’apprendimento come una coreografia di dimensioni su cui lavorare tutti i giorni.

L’intelligenza intrapersonale è la settima di nove intelligenze individuate dall’esperto ed è senza dubbio una delle più importanti.

L’intelligenza intrapersonale o capacità di guardarsi dentro

Potremmo fare molti esempi di persone che hanno dimostrato un grande potenziale in questa dimensione che Gardner ha definito come intelligenza intrapersonale. Virginia Woolf, ad esempio, attraverso il suo saggio A Sketch of the Past, offre una completa testimonianza di immersione nel proprio essere in cui chiarisce pensieri, sensazioni presenti in relazione al proprio passato.

Un altro esempio di introspezione nuda e cruda è La metamorfosi di Kafka, dove Gregor Samsa, commesso viaggiatore si risveglia sotto le sembianze di insetto. Anche lo stesso Albert Einstein ha lavorato molto sulla sua intelligenza intrapersonale senza saperlo. Era appassionato di lunghe passeggiate che gli permettevano di esplorare i suoi pensieri, di entrare in connessione con se stesso e con le sue teorie matematiche, con il cosmo e il modo in cui funziona l’universo.

Con questi esempi possiamo giungere alla conclusione che questa abilità, quasi una magica creazione del pensiero, sia una capacità innata degli scrittori, dei poeti o degli scienziati. Questo avviene per motivi molto semplici in cui molti di noi, senza essere poeti o ingegneri, possono identificarsi: persone indipendenti, che si godono la loro solitudine, creative e che dimostrano una significativa autonomia personale.

Vediamo ora quali sono le caratteristiche principali che definiscono l’intelligenza intrapersonale.

Com’è una persona dotata di intelligenza intrapersonale?

Facciamo un esempio molto semplice. Marco ha 17 anni ed è appena tornato a casa da scuola. Non è stata una bella giornata. Non saluta nessuno e si rinchiude nella sua stanza dopo aver sbattuto la porta. Inizia a giocare con la XBox per poi cominciare a pubblicare sui social post aggressivi, dicendo che odia il mondo e tutte le persone che vi vivono.

Questo adolescente ha bisogno di adeguati strumenti con cui costruire un’equilibrata intelligenza intrapersonale ed essere, quindi, in grado di gestire le sue emozioni, di auto-regolarsi e anche di acquisire una buona coscienza etica.

In questo senso potremmo riassumere le caratteristiche dell’intelligenza:

  • Chi ne è dotato, è abile nell’auto-regolazione e nella metacognizione.
  • L’introspezione è un’altra caratteristica essenziale, l’atto deliberato di guardarsi dentro per capire meglio i propri sentimenti e pensieri.
  • La capacità di gestire le proprie emozioni.
  • Le persone dotate di intelligenza intrapersonale sanno sfruttare i momenti di solitudine per entrare in connessione con se stesse.
  • Sono persone assertive, sanno esprimere a voce alta le loro emozioni e i loro bisogni nel pieno rispetto degli altri.
  • Hanno una buona auto-disciplina e un buon autocontrollo.
  • Hanno una buona autostima.
  • Sono consapevoli dei loro limiti e delle loro conoscenze.
  • Analizzano le loro azioni, valutandone l’impatto e imparando dai loro errori.
  • Queste persone sono connesse al presente, al qui ed ora.

Possiamo migliorare la nostra intelligenza intrapersonale

L’intelligenza intrapersonale si può riassumere sostanzialmente nella capacità di vedere con realismo e obiettività come siamo e cosa vogliamo. Una dimensione così semplice che non sempre sviluppiamo in maniera efficace e realistica. Spesso non facciamo altro che sopravvivere con un surrogato di intelligenza intrapersonale, convinti di essere in totale sintonia con le nostre emozioni, bisogni e pensieri.

Anche se questo tipo di intelligenza dovrebbe essere integrata a scuola, c’è da dire che si è sempre in tempo per potenziarla, per migliorare dal punto di vista personale ed emotivo. A seguire, vi invitiamo a riflettere su alcune semplici strategie.

Conviene ricordare che l’intelligenza intrapersonale, a differenza delle altre individuate da Gardner, è visibile solo attraverso gesti e comportamenti. È, quindi, una creazione interiore che richiede innanzitutto una comprensione profonda di se stessi.

Ecco alcuni meccanismi per riuscire a conoscere a fondo se stessi:

  • Tenere un diario, scrivere i propri pensieri, annotare sensazioni e ricordi. Approfondirli in dettaglio.
  • Praticare la meditazione, uscire a fare una passeggiata, a correre. Sono tutti modi stupendi per entrare in connessione con il proprio essere.
  • Mantenere sempre un atteggiamento riflessivo, non solo reattivo.
  • Essere critici con noi stessi, auto-valutarsi.
  • Imparare a pensare meglio: organizzare le proprie idee, fare delle mappe concettuali, esplicitare le cose implicite, confrontare, criticare, pianificare, analizzare.
  • Osservare ciò che vi sta attorno, entrare in connessione con ciò che vi circonda con i sensi e fare attenzione a come ci sentiamo o cosa ci offre ciò che vediamo.
  • Potenziare la propria creatività.
  • Gestire meglio le proprie emozioni, dare esse un nome, canalizzarle, esplorarle.

In conclusione, favorevoli o meno alla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, c’è un aspetto che non possiamo trascurare: queste dimensioni rappresentano una porta per sviluppare adeguate competenze, per darci l’opportunità di vivere la vita in maniera più competente, più felice e più in armonia con noi stessi. L’intelligenza intrapersonale è senza dubbio una delle risorse più preziose a  nostra disposizione.

Riferimenti bibliografici:

  • Gardner, Howard (2005). Educazione e sviluppo della mente. Intelligenze multiple e apprendimento. Trento: Erickson.
  • Gardner Howard (1997) Extraordinary minds. New York: Basic Books.
  • Gardner, Howard (1998). “A Reply to Perry D. Klein’s ‘Multiplying the problems of intelligence by eight” Canadian Journal of Education 23 (1): 96-102.

Immagini per gentile concessione di Lucy Campbell

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