Intelligenza machiavellica: teoria psicologica

· 27 ottobre 2018

Conosciuta anche come ipotesi del cervello sociale, la teoria dell’intelligenza machiavellica spiega perché si è verificata un’evoluzione così rapida del cervello umano nell’Homo sapiens. Questo organo iniziò a crescere e a svilupparsi circa 400.000 anni fa e si è stabilizzato “solo” 50.000 anni fa. Come si può spiegare questo fenomeno?

Francis de Wall coniò il concetto di intelligenza machiavellica nel 1982. Vennero condotte numerose ricerche sulla condotta sociale e politica dei primati. Ma fu nel 1988 che questa teoria venne elaborata come la conosciamo oggi. E ciò avvenne per opera degli psicologi Richard W. Byrne e Andrew Whiten, ricercatori dell’Università di St. Andrews in Scozia.

Questi due autori pubblicarono le loro scoperte in Intelligenza: esperienza sociale ed evoluzione dell’intelletto in scimmie, primati ed esseri umani. Ciò presuppose la nascita della teoria dell’intelligenza machiavellica. Ma, che cosa propone questa teoria?

Evoluzione umana dalla scimmia all'uomo attuale

Il cervello, un consumatore di prima categoria

Il peso del cervello è di un 2% in relazione alla totalità del corpo. Tuttavia, il dispendio energetico che rappresenta è del 20%. Il suo consumo di glucosio, il principale combustibile di cui si alimenta, è di un quarto del totale del corpo. Per questo motivo, si può affermare che pensare ci costa caro. E ancora di più se, come alcuni affermano, possiamo giustificare solo il 10% di questo consumo energetico. L’altro 90% sarebbe ancora un mistero…

Tuttavia, il cervello umano è andato evolvendosi a un ritmo molto più rapido rispetto a quello di altri mammiferi. In “soli” 25 milioni di anni sono state registrate molteplici mutazioni nel genoma. Un’attenzione speciale merita la neocorteccia, la parte più sviluppata del cervello umano. Occorre dunque chiederci perché si è trasformato in un organo così complesso?

Complessità cognitiva e sociale

Sono molte le teorie che hanno cercato di spiegare il passaggio da una mente più semplice a un’altra molto più complessa. Di tutte queste, la teoria dell’intelligenza machiavellica continua a essere una delle più importanti.

Quest’ipotesi considera che tale sviluppo cerebrale sia dovuto all’incremento delle esigenze cognitive dell’ambiente, frutto a sua volta della vita in società. Quest’intensa competizione con il gruppo, il numero crescente di interazioni sociali, la convivenza e la complessità dei rapporti interpersonali, sarebbero dunque gli agenti scatenanti e i motori di questa pressione evolutiva.

Secondo questi autori e a quanto dimostrato grazie al supporto di numerose prove neuroanatomiche, questo si ripercuoterebbe sullo sviluppo dell’intelligenza in generale.

Uomo che pensa a cervello e idee

Teoria dell’intelligenza machiavellica: strategie richieste

Per i sostenitori di quest’idea, i nuovi e crescenti problemi sociali esigono l’adozione e il miglioramento delle nostre strategie, con il fine di migliorare il nostro adattamento a un contesto tanto dinamico come quello che ci circonda. La neurofisiologia ha apportato diverse prove del fatto che queste astuzie sono soprattutto relazionate all’anticipazione del futuro e alla presa delle decisioni.

Per raggiungere il successo sociale, si allena il dominio di arti come la dissimulazione, l’inganno, la bugia o la manipolazione. Tali risorse vengono definite machiavelliche”, perché implicano qualsiasi genere di comportamento (e non necessariamente etico). Si può osservare l’associazione fra una persona considerata come machiavellica (caratterizzata da sociopatia) e la teoria spiegata.

Per la teoria dell’intelligenza machiavellica, tanto ingannare quanto aiutare sono considerate condotte socialmente intelligenti.

Lo sviluppo del cervello, frutto dell’evoluzione sociale, rende possibile la gestione delle proprie emozioni e il riconoscimento di quelle altrui. Allo stesso modo, rende più semplice identificare strutture sociali, fraternizzare con altre persone e riconoscere il ruolo che queste rivestono in ogni situazione. Ci permette anche di catalogare le loro azioni, facilitando la comprensione degli atteggiamenti e delle intenzioni altrui.

Uomo con mente circondata da punti illuminati

Selezione naturale

Per spiegare questa teoria, non possiamo tralasciare il principio della selezione naturale sviluppato da Charles Darwin. La convergenza di entrambi i postulati risiede nell’idea che gli individui capaci di sviluppare strategie sociali e riproduttive di successo sono stati “promossi”. In altre parole, e a grandi linee, le persone con maggiori capacità sociali avevano più possibilità di sopravvivere.

La teoria dell’intelligenza machiavellica ha invece ben poco in comune con un’altra teoria che gode di grande rilievo, ma che giustifica lo sviluppo cerebrale con una ragione pratica. Sostiene, infatti, che l’incremento del volume di questo organo si debba al bisogno di superare nuovi problemi: uso di utensili, identificazione di un rifugio o ricerca del cibo.

La teoria dell’intelligenza machiavellica risulta cruciale per la comprensione della relazione fra l’evoluzione cerebrale e il livello di sviluppo sociale delle specie. In ultima analisi, sostiene che l’intelligenza è legata a un insieme di capacità che permettono all’uomo di adattarsi costantemente a nuove situazioni, nelle quali predomina la dimensione sociale. Grazie evoluzione! Grazie plasticità cerebrale!