Intelligenze multiple in classe

08 maggio, 2020
Applicare le intelligenze multiple in classe è una sfida per l'attuale sistema educativo. C'è bisogno di un cambiamento al fine di stimolare il potenziale unico di ogni bambino.

Tenere conto dell’esistenza di intelligenze multiple in classe è il primo passo per definire una scuola più interattiva. Molti dei modelli educativi con cui si lavora attualmente tendono a limitare il potenziale individuale di ciascun alunno, dandoci una chiara dimostrazione del fatto che abbiamo bisogno di un’alternativa, di un modello più sensibile, diverso e rivoluzionario.

Il modello delle intelligenze multiple è stato reso noto da Howard Gardner, ormai oltre trent’anni fa. Eppure, ancora oggi continuiamo a elogiare le sue innovative idee e le prendiamo come fonte di ispirazione per favorire il progresso in ambito accademico. Lo diciamo per un fatto quasi evidente: il sistema educativo si basa perlopiù su progetti pedagogici tradizionali.

Sappiamo bene che non è sempre facile dare una risposta alla varietà di un’aula quando a un solo professore tocca gestire molti alunni. Non è facile nemmeno quando la comunità educativa non si vede supportata dagli organi politici e sociali o dalle famiglie dei bambini, a volte. Eppure, c’è un fatto difficile da ignorare.

La società presente e futura è immersa in un continuo cambiamento. La nostra modernità non è solo più complessa, bensì pretende anche molto più da noi. Se la scuola non è in sintonia con le dinamiche che avvengono in questo ecosistema del quale ci parlava Bronfenbrennel, formeremo persone poco preparate, poco abili ad avere successo e a favorire il progresso in vista del futuro.

In futuro saremo in grado di personalizzare, di cucire su misura l’educazione quanto vogliamo.

-Howard Gardener-

Profili colorati

Intelligenze multiple in classe, come allenarle?

Il modello di Gardner parte da un’idea: non esiste una sola intelligenza, ogni persona gode di una grande varietà di abilità cognitive che la rendono unica. Bisogna dire che questa teoria ha sempre ricevuto critiche. A tal proposito, articoli come quello pubblicato dalla pagina Psychology Today ci ricordano che la letteratura a sostegno di questa teoria presenta ancora delle lacune.

Ma bisogna anche dire che lo stesso Gardner ha affermato più volte che più che un modello teorico, quello delle intelligenze multiple è un contesto che offre una prospettiva più ampia sull’insegnamento, più ricca e, soprattutto, più interattiva. Si tratta di un punto di riferimento che può fungere da ispirazione per favorire il potenziale degli alunni, per insegnare loro a pensare in modo diverso, a scoprire le proprie capacità e a utilizzarle a proprio favore.

A questo punto, una cosa di cui senza dubbio i docenti sono consapevoli è che applicare il modello delle intelligenze multipli in classe non è semplice. C’è bisogno di rivisitare gli attuali modelli educativi; c’è bisogno di maestri e professori devoti, che diano un seguito a quanto insegnato, al fine di dare un valore agli obiettivi curricolari raggiunti.

Infine, c’è bisogno di un apprendimento significativo e che ogni bambino dimostri piccoli progressi stimolanti. Vediamo quali tecniche possono permetterci di applicare la teoria delle intelligenze multiple in classe.

Metodologie attive

Le metodologie attive sono adatte a stimolare autonomia e partecipazione dell’alunno nel processo di apprendimento. Grazie a esse, il bambino diventa sempre più protagonista del suo stesso apprendimento, non è più un destinatario passivo di conoscenze e diventa piuttosto un generatore di conoscenza, includendo processi quali la creatività, la responsabilità, il lavoro di gruppo, la curiosità

Con questa nuova prospettiva, gli alunni possono prendere decisioni, monitorare il proprio apprendimento, reindirizzare i propri compiti e i meccanismi di apprendimento allo scopo di raggiungere gli obiettivi previsti (sotto la supervisione costante del docente).

Al tempo stesso, queste metodologie devono sempre rispettare il piano di studi ufficiale e seguire un accurato progetto di valutazione.

Insegnante in classe

Unità didattiche basate su progetti

La realizzazione di progetti per portare a termine le unità didattiche sono un altro meccanismo molto indicato per stimolare le intelligenze multiple in classe. Inoltre, sono una risorsa che richiede una certa dose di creatività da parte dei docenti.

In questo modo viene stimolata l’acquisizione di nuove conoscenze, così come il lavoro attivo, la curiosità e consentono di esercitare diverse intelligenze all’unisono.

Devono essere progetti interessanti, che rispettino l’eterogeneità della classe, che stimolino la motivazione e che invitino l’alunno a usare diversi canali di apprendimento (nuove tecnologie, comunicazione orale e scritta, ricerca di informazioni al di fuori della scuola, etc).

Istruzioni su misura

Riguardo alla possibilità di includere un progetto sulle intelligenze multiple in classe, prima di tutto risulta indispensabile l’impegno dei docenti. Questo significa che, nei limiti del possibile, l’istruzione dovrà essere personalizzata. Di conseguenza, il maestro deve osservare e intuire quali attività sono più adatte a ciascun alunno.

Lo studente cinestetico, ad esempio, apprenderà meglio se l’apprendimento si concentra su compiti che prevedono movimento. L’alunno con intelligenza linguistica dimostrerà maggiore interesse per la lettura e per la scrittura. È dunque interessante avere uno sguardo abile, in grado di apprezzare il potenziale di ogni bambino.

Tuttavia, il fatto che una persona spicchi in un’intelligenza (o in più di una) non significa che si debbano trascurare le altre. La formazione basata su questo modello punterà a rafforzare sempre ogni area cognitiva, ogni processo coinvolto in ciascuna di queste intelligenze.

Capire in che modo nascono (e si rafforzano) le intelligenze multiple in classe

Gardner, Feldman e Krechevsky (2000) affermano che in ogni attività affrontata in classe possono entrare in gioco una o più forme di intelligenza. In tal senso, se scegliamo unl progetto sullo studio delle balene azzurre, potremo rafforzare l’intelligenza naturalista, quella interpersonale (lavori di gruppo), quella linguistica (leggendo materiale sul tema) e persino quella musicale (ascoltare il canto delle balene).

Intelligenze multiple e tecnologia

Gardener sottolinea che le intelligenze multiple si evolvono e fanno la loro comparsa nel corso del nostro ciclo vitale. Spesso dipendono persino da fattori quali la maturità (come nel caso dell’intelligenza cinestetica-corporea). Tutti questi sono aspetti che i docenti devono capire, ricordare e tenere a mente.

Concludiamo segnalando un fatto evidente. Questo modello richiede senza dubbio un maggiore impiego di risorse, più iniziativa e impegno da parte di tutti gli agenti sociali. Massimizzare l’insegnamento, renderlo più interattivo e sensibile ai bisogni degli alunni è senza alcun dubbio un obiettivo importante. La scuola del futuro richiede soprattutto solido impegno e responsabilità.

Amstrong, Thomas (1994) Multiple Intelligences in the Classroom. Atlantic Books

Amstrong Thomas (2012) El poder de la neurodiversidad. Ediciones Paidós

Gardner, Howard (2011) Inteligencias Múltiples: la teoría en la práctica. Paidós