Ipocondria e nosofobia: paura della malattia

Siete terrorizzati dall'idea di contrarre una malattia? Tendete a esagerare i segnali che vi manda il corpo? Vi invitiamo scoprire l'ipocondria e la nosofobia, due disturbi simili ma diversi.
Ipocondria e nosofobia: paura della malattia

Ultimo aggiornamento: 19 luglio, 2022

Avete notato una pallina sottocutanea e avete subito pensato a un tumore? Avete accusato una leggera fitta al petto e vi siete preparati per l’arrivo di infarto? Queste interpretazioni segnano la vita di molte persone preoccupate e angosciate dalla malattia, ma non sono l’unica manifestazione di questa paura. Per questo oggi parliamo delle differenze tra ipocondria e nosofobia.

L’ipocondria è abbastanza nota; il termine, di fatto, pur essendo tecnico, fa ormai parte del linguaggio colloquiale. Sappiamo che si riferisce alla convinzione di avere una malattia non diagnosticata.

Tuttavia, in altre occasioni questa si manifesta in anticipo: si teme di sviluppare una malattia in futuro e ciò provoca grande disagio. Vi invitiamo a saperne di più.

Donna preoccupata per il dolore.
La paura della morte è spesso alla base di ipocondria e nosofobia.

Ipocondria: la paura di ammalarsi

Nell’ultima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) il termine “ipocondria” è stato sostituito con “ansia da malattia”.

L’ipocondria si riferisce alla ferma convinzione di soffrire di una grave malattia, generalmente a causa di qualche sintomo lieve. Si tratta, quindi, di un’interpretazione erronea ed esagerata di un segnale fisico. Questa è contraddistinta da diversi comportamenti:

  • Estrema attenzione alla parte del corpo ritenuta interessata. È normale guardarla o toccarla ripetutamente per confermare la propria ipotesi o rilevare eventuali cambiamenti.
  • Ricerca di informazioni su internet, su riviste o libri che trattano la malattia che la persona pensa di avere, i sintomi e i test diagnostici.
  • La persona chiede costantemente alla famiglia e agli amici di assicurarsi del suo stato di salute. Tuttavia, quando cercano di rassicurarla e razionalizzare i suoi sintomi, la fanno solo sentire isolata, incompresa e più preoccupata.
  • È frequente cambiare medico in cerca della diagnosi che confermi la propria ipotesi. A breve termine, la conferma da parte di un professionista che l’individuo è sano può rassicurare. Tuttavia, in poco tempo i dubbi riaffioreranno. Si penserà che il medico abbia torto, che abbia eseguito esami inadeguati o troppo presti.
  • La convinzione di essere malati provoca grande sofferenza e alti livelli di ansia che, a loro volta, possono acuire i sintomi fisici che la persona provato e fraintende. In genere le prestazioni lavorative, le finanze e le relazioni sociali sono spesso influenzate.

Nosofobia: una paura anticipatoria

Anche il termine “nosofobia” indica la paura della malattia, ma in questo caso si tratta di paura di ammalarsi in futuro. La persona sperimenta una paura intensa, irrazionale e incontrollabile di contrarre una malattia, ma il suo modo di affrontare la paura è ben diverso dall’ipocondria:

  • Evita di andare dal medico e di sottoporsi a esami diagnostici anche se ne hai bisogno. Il tutto per evitare di confermare che si è ammalata.
  • Non parla di sintomi o malattie, non guarda film o serie sull’argomento, non va in ospedale né trascorre il tempo con persone malate. In questi casi la sua ansia può salire alle stelle.
  • È terrorizzato dall’idea della sua morte e di quella dei suoi cari.
  • Vi è anche una forte paura dell’invecchiamento e un rifiuto della vecchiaia. Per lo stesso motivo, le persone con nosofobia cercano di rimanere giovani.
Donna che pensa molto preoccupata.
La persona con nosofobia nutre una paura irrazionale, intensa e incontrollabile di contrarre una grave malattia in un futuro indeterminato.

Principali differenze tra ipocondria e nosofobia

Nonostante la paura della malattia sia centrale in entrambi i disturbi, ipocondria e nosofobia presentano differenze significative. La persona ipocondriaca è convinta di essere malata ed è terrorizzata da ciò, chi soffre di nosofobia teme di ammalarsi in futuro.

Nel primo caso si presta attenzione ai sintomi corporei, si cercano informazioni e risposte; nel secondo, si evita tutto ciò che riguarda la malattia (non se ne vuole sapere nulla).

È comune per le persone ipocondriache aver avuto un’infanzia segnata dall’iperprotezione o da malattie proprie o dei propri cari. Allo stesso modo, aver dovuto convivere o prendersi cura di persone malate poi decedute, il che li induce a vedere la malattia sempre dietro l’angolo.

D’altro canto, la nosofobia di solito si manifesta dopo i 40 anni a seguito della paura di invecchiare, del declino e della morte. Tuttavia, i casi sono vertiginosamente aumentati a causa della pandemia da Covid-19.

Al di là delle differenze, ipocondria e nosofobia sono due disturbi che causano grandi sofferenze e per i quali va cercata una cura. In entrambe le situazioni, la terapia cognitivo-comportamentale è la più consigliata.

Attraverso tecniche di rilassamento, esposizione e ristrutturazione delle convinzioni, è possibile calmare l’ansia, regolare le percezioni e ridurre l’impatto della paura della malattia.

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