La depressione nella donna

· 10 luglio 2015

La tristezza è una malattia in cui ogni paziente deve curare sé stesso”. Voltaire

In quanto donna, mi sono sempre interessata all’universo femminile e mi sono sempre chiesta come e perché le donne hanno sempre risposte diverse rispetto ai loro compagni di vita, gli uomini.

L’articolo intitolato “Perché gli uomini sono così diversi da noi?”, basato sul libro “Il cervello femminile” della professoressa di neuropsichiatria Louann Brizendine, mi ha ispirato per la stesura di questo articolo. Si tratta di un libro interessante, pubblicato nel 2006 e colpito da una certa polemica; vi consigliamo di leggerlo e di esprimere la vostra opinione al riguardo.

Un altro motivo che mi ha spinta a scrivere questo articolo è stata la curiosità di conoscere e far conoscere a voi, cari lettori, il tema della depressione della donna, visto dal mio umile punto di vista.

Si tratta di un tema realmente interessante nell’ambito della psichiatria e della psicologia, sia per le donne che per gli uomini; è proprio per questo che la depressione viene chiamata da molti specialisti con il nomignolo “il raffreddore della psichiatria”.

In generale, si può affermare che 1 persona su 10 ha sofferto o soffrirà di depressione almeno una volta nella vita; inoltre, le possibilità di soffrire di questa malattia sono il doppio per le donne che per gli uomini, a causa di fattori personali della donna come la pubertà, la gravidanza, il momento successivo alla gravidanza o la menopausa.

Ultimamente, la ricerca ci ha fornito qualche indicazione in più sul perché la donna tende a soffrire di depressione più dell’uomo:

  • La genetica. Una donna che in famiglia ha dei precedenti in fatto di depressione ha più probabilità di sviluppare la malattia in questione. Tuttavia, questo non è un fattore decisivo: spesso è necessario che ci sia una combinazione tra genetica e l’esistenza di fattori psicologici, affinché ciò accada.
  • Gli ormoni. I cambiamenti ormonali che le donne soffrono sono un vero e proprio fertilizzante per la depressione, perché influiscono sulla chimica cerebrale e, di conseguenza, sulle loro emozioni.

Quali sono i momenti più propizi nella vita di una donna in cui gli ormoni diventano un elemento decisivo per lo sviluppo della depressione?

  • La pubertà. L’approvazione del gruppo di amici, soprattutto dei ragazzi, è molto importante per le ragazze che attraversano questa fase. A volte, inoltre, le ragazze sono vittime di abusi sessuali o maltrattamenti di cui i maschi sono gli artefici. Uno studio ha dimostrato che solo il 14% dei ragazzi soffre di depressione, mentre per le ragazze questa percentuale è molto più alta: il 70%.
  • Disturbo disforico premestruale. Le donne che soffrono di tale disturbo, nella settimana precedente alle mestruazioni, subiscono delle alterazioni nella chimica cerebrale che può portarle a provare depressione.
  • Depressione post-parto. I cambiamenti ormonali, l’idea di dover affrontare una nuova vita, la responsabilità di crescere un figlio sono tra le cause dello sviluppo di questo tipo di depressione; in realtà questo accade più spesso in donne che hanno già sofferto di depressione. Fate attenzione a non confondere la depressione con il cosiddetto “baby blues”, fenomeno che accade proprio dopo il parto.
  • La perimenopausa. Precede la menopausa e i cambiamenti ormonali che può soffrire il corpo femminile durante questo periodo possono portare alla depressione.
  • La chimica cerebrale. Gli squilibri di neurotrasmettitori come la dopamina, la serotonina o la noradrenalina, creano le basi per lo sviluppo della depressione.
  • Una risposta allo stress. Ci sono situazioni molto stressanti e/o tristi nella nostra vita, come la perdita di una persona cara, il maltrattamento psicofisico, la perdita del lavoro, etc. Bisogna tenere in considerazione che le donne, in generale, tendono a riflettere più degli uomini su problemi di qualsiasi tipo; anche questa situazione è ideale per far proliferare la depressione.
  • Le pressioni socioculturali. La donna di oggi avverte la pressione sociale che le chiede di essere una specie di “Wonderwoman”: una donna di successo sul lavoro, una sposa perfetta, una mamma affettuosa e una persona esteticamente piacente. Questa forte pressione la spinge, molto spesso, a soffrire di depressione.
  • La speranza di vita. La speranza di vita della donna è maggiore rispetto a quella dell’uomo; pertanto, c’è più tempo a disposizione per sviluppare questa malattia mentale.
  • Un maggior numero di donne che richiedono aiuto. La donna ha meno difficoltà nell’esprimere i suoi problemi e nel consultare degli specialisti sul tema; per questo motivo, si conoscono più casi di donne depresse che di uomini depressi.