La disciplina positiva per educare figli felici

10 ottobre 2016 in Psicologia 13 Condivisi

Credete che l’educazione si basi tutta su invenzioni? Pitagora disse “educate i bambini e non sarà necessario punire gli uomini”, una frase che non si allontana troppo dalle teorie e dalle tecniche della disciplina positiva, di cui parleremo oggi in questo articolo.

L’educazione dei bambini è un tema sviluppato da centinaia di pensatori, psicologi, educatori, sociologi e specialisti. Al giorno d’oggi esistono un’infinità di teorie, perciò la decisione dipende da ciascun genitore. Tuttavia, la disciplina positiva potrebbe essere un’opzione eccellente per educare bimbi autonomi e felici.

Che cos’è la disciplina positiva?

Secondo l’autrice Jane Nelsen, possiamo considerare la disciplina positiva un insieme di insegnamenti attraverso cui capire i comportamenti del bambino e il modo migliore di indirizzare i suoi atteggiamenti. Si tratta di una sorta di guida per chi accompagna i bambini nel loro processo di crescita.

Per mettere in pratica la disciplina positiva, servono diversi strumenti, come l’empatia e la comunicazione. Mostrando comprensione e affetto al bambino, si stabiliscono relazioni che servono a genitori e mentori per muoversi verso atteggiamenti rispettosi.

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Un punto singolare di questa tecnica educativa è l’assenza di castighi e punizioni. Il principio di base è il rispetto tra l’adulto e il bambino, oltre alla reciproca collaborazione, per cui il bambino sviluppa autonomamente alcune competenze di base, senza troppo controllo o permissività da parte dei genitori. È un approccio che permette a bambini e adulti di sentirsi a loro agio e fiduciosi.

Gli accordi nella disciplina positiva

La disciplina positiva si basa sugli accordi. Sempre in modo coerente, si punta a raggiungere una forma di comprensione tra il tutore e il bambino in un ambiente di regole che entrambi hanno stabilito e che si impegnano a rispettare.

Qualunque tipo di decisione, dunque,si basa sulla collaborazione e tutti, bambino o adulto, se ne assumono la responsabilità, accettandola previamente.

In questo senso, la disciplina positiva si basa su quattro criteri, ovvero la gentilezza e la fermezza, la connessione e l’importanza del figlio, l’efficacia a lungo termine e gli insegnamenti validi per acquisire competenze.

La punizione nella disciplina positiva

La punizione è uno strumento che viene totalmente escluso dalla disciplina positiva. Secondo gli esperti, infatti, punire permette di raggiungere solo risultati a breve termine, ma le conseguenze possono essere negative con il passare del tempo.

I sostenitori della disciplina positiva ritengono che la punizione possa far risentire il bambino, il quale assumerà un atteggiamento vendicativo. Il bambino, inoltre, potrebbe diventare troppo ribelle, oltre che riservato e sfuggente.

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Questo perché la punizione comporta colpa e senso di vergogna, i quali non sono effetti desiderati né efficaci. In questo senso, molti studi dimostrano che i bambini possono assumere un atteggiamento troppo sottomesso o ribelle proprio a causa delle punizioni.

Le risorse usate dalla disciplina positiva

Come qualsiasi tecnica o teoria educativa, i genitori e gli educatori devono avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per mettere in atto questa disciplina positiva. In questo caso, se desiderate applicarla con i vostri alunni o i vostri figli, dovete tenere conto di alcuni aspetti:

  • Dovete facilitare ai bambini lo sviluppo delle competenze più importanti. Così raggiungeranno una maggiore autonomia, responsabilità, conoscenza di sé, ecc.
  • Dovete evitare tecniche che abbiano solo risultati a breve termine, come il caso delle punizioni di cui abbiamo precedentemente parlato.
  • Dovete scartare l’idea che per sentirsi meglio, bisogna prima stare peggio. Questa risorsa va di pari passo con la negatività del castigo.
  • È necessario coinvolgere attivamente il bambino nello stabilire le regole, le responsabilità o i limiti.
  • Le frasi e gli atteggiamenti verso il bambino devono sempre dimostrare affetto, ma mai permissività o accondiscendenza.

Questa è a grandi linee la disciplina positiva. Una tecnica educativa che molti genitori ed educatori mettono in pratica, anche se ancora non è abbastanza diffusa per valutarne gli effetti e le conseguenze reali. In ogni caso, creare un ambiente di autonomia e responsabilità per il bambino è sempre la base migliore per il suo sviluppo.

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