Perché la domenica ci causa tanta angoscia?

· 18 novembre 2017

Per molte persone la domenica è senz’altro un giorno particolare della settimana. Un giorno temuto a causa delle emozioni che provoca. Per altri, invece, l’ultimo giorno della settimana aiuta a ricaricare le pile ed è “speciale”.

Alcune persone vivono con angoscia la domenica, che le sommerge con la sua nostalgia e con la sua verità. In qualche modo è come se la domenica ci desse lo “schiaffo della realtà”. “Eccomi qui, qui c’è la tua libertà, qui ci siete tu e la tua esistenza”. La fine di un ciclo: la settimana.

È come se ci mostrasse tutto quello a cui cerchiamo di non pensare. Come se aprisse quel cassetto che con tanta cura ci sforziamo di mantenere chiuso durante la settimana. Quasi come per magia, arriva sempre l’appuntamento con la domenica. Un appuntamento nel quale questo cassetto si apre e ci rivela una parte di quello che non vogliamo sentire.

La domenica è un giorno paradossale in quanto molte volte proviamo un’enorme stanchezza. Ci domandiamo come diamine sia possibile iniziare una nuova settimana con una sensazione del genere, che nella nostra mente può solo aumentare. Tuttavia, dobbiamo tenere conto che la stanchezza della domenica di solito si produce  perché nel fine settimana modifichiamo le nostre abitudini e, di conseguenza, il corpo si sente un po’ “scosso”, in molti casi perché ci siamo riposati troppo o per via del forte abbassamento di tensione rispetto al resto della settimana.

Cartello di apertura domenicale

Dopo una settimana di impegni, la domenica emerge con la sua solitudine

La domenica ci parla della nostra esistenza senza distrazioni e in modo diretto. Questa è la tua vita, questo sei tu. È come se ci denudasse davanti ad un futuro incerto. Ci penseremo poi il lunedì a metterci addosso il nostro indumento da lavoro. Letteralmente e metaforicamente. Dimenticheremo l’angoscia della domenica non appena inizieremo a lavorare.

Quando siamo occupati, troviamo la tranquillità, troviamo un senso, una direzione e una stabilità. Serviamo a qualcosa. Occupiamo un posto fertile nel mondo. Il nostro granello di sabbia aiuta a costruire la società in cui viviamo. Una società piena di persone che temono il momento nel quale la propria esistenza rimane senza veli.

Erich Fromm aveva già menzionato questa situazione nella sua opera “Paura della libertà”(1941). In essa evidenziava il curioso paradosso tra il desiderio della nostra libertà e la paura che abbiamo di essa per via della responsabilità che comporta. Se sono libero, allora sono l’unico responsabile della mia esistenza e delle mie scelte. Questo abisso nel quale devo costruirmi e inventare me stesso genera un’angoscia atroce, insicurezza e disagio.

A volte facciamo qualsiasi cosa per non provare l’angoscia domenicale

Proviamo un vuoto che si riempie di angoscia. Un’angoscia che emerge in quell’ultimo giorno della settimana che si chiama domenica. La domenica è una specie di limbo tra quello che siamo in questa società, il nostro ruolo come professionisti, e quello che siamo davvero nella nostra esistenza. Ci mette davanti alla nostra solitudine più profonda. La solitudine che abbiamo bisogno di allontanare.

A volte l’allontaniamo cercando qualsiasi tipo di compagnia pur di non stare da soli. Perché quando stiamo soli, molte volte, l’angoscia ci pervade. E per non subire gli effetti di questo uragano, faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità. Sia che si tratti di dormire tutto il giorno, uscire con persone la cui compagnia non ci arricchisce o semplicemente distrarci.

Molte persone maniache del lavoro non potrebbero sopportare l’idea stessa di stare un giorno senza lavorare. Quel giorno li forzerebbe a guardare in faccia la realtà, la propria esistenza, il modo di vedere se stessi. L’attività frenetica ci riempie la vita in quanto ci mantiene occupati e ci fa sentire utili. Ma ci allontana anche da chi siamo davvero. Ci allontana dalla nostra solitudine, dal nostro sconforto.

Uomo di spalle

Il lavoro ci distrae dalla parte più profonda di noi stessi

Il lavoro ci aiuta a sfuggire da quest’angoscia, per questo motivo emerge con tanta violenza la domenica. Quello che mascheriamo con tanta insistenza uscirà quando meno ce l’aspettiamo. È importante, dunque, riflettere in modo onesto su quello che sta succedendo nel nostro mondo interiore; altrimenti saremo incapaci di sfruttare quel riflesso cristallino che neghiamo di vedere.

È logico sentirsi in questo modo la domenica, poiché rappresenta il ritorno da un viaggio, il giorno che precede la nostra routine impegnativa…questa tempesta interiore ha un significato e un senso. Un senso che non dobbiamo ignorare. È importante vivere in questo mondo come esseri umani utili che seguono e credono in un senso, in un obiettivo da costruire.

Nel contempo, però, è anche importante far fronte alla nostra natura come esseri umani. In modo tale da poter comprendere tutte le reazioni naturali che ci assalgono in modo brusco e repentino. Ascoltare, non negare, e accogliere la nostra angoscia sono atteggiamenti che la renderanno più gestibile e, certamente, più fertile.