La Kabbalah, una scienza spirituale per comprendere la vita

· 16 giugno 2015

La Kabbalah ha l’obiettivo di renderci ogni giorno persone migliori, metterci in connessione con noi stessi, farci prendere coscienza della vita e farci smettere di agire come se fossimo robot programmati per seguire delle impostazioni predefinite. Attraverso la sua saggezza millenaria, questa pratica ci permette di pensare al futuro e di mettere da parte il passato.

Se guardassimo indietro al nostro percorso di vita fino a oggi, probabilmente ci renderemmo conto del fatto che spesso abbiamo dedicato tutto il nostro tempo a lavorare e ad accumulare beni materiali, perché sentivamo che ci mancava sempre qualcosa. Che cosa stiamo facendo di male? Questa domanda continua a presentarsi nella mente di chi si sente insoddisfatto nonostante i suoi successi, o si sente vuoto perché crede che non raggiungerà mai la piena felicità.

Un modo per aprire la nostra coscienza e stare attenti a ciò che ci circonda è cercare di cogliere sempre i regali che ci fa la vita, lavorando per la vera crescita spirituale. E come si può ottenere? Attraverso l’apprendimento della Kabbalah, una fonte di saggezza antica quasi quanto l’uomo, che venne rivelata da Abramo e che contiene tutte le conoscenze necessarie per “sviluppare la capacità di vedere”, oltre ad aiutarci a creare un collegamento con la vita che desideriamo.

Il direttore e maestro del Centro Kabbalah, Itzhak Pollack, definisce questa conoscenza una “scienza spirituale” e indica che il suo nome deriva dall’ebraico lekabel, che significa “ricevere”, e che viene utilizzato anche in altre parole. Una di queste è la parola “parallelo”, e questo spiegherebbe perché non è necessario solo ricevere, ma anche capire che cosa sta accadendo accanto a noi e tutto ciò che non riusciamo a vedere con gli occhi, come i mondi superiori.

Gli insegnamenti della Kabbalah si basano su diversi libri. I due più importanti sono il Sefer Yetzirah (libro di formazione) e lo Zohar (il testo principale per tutti i praticanti). Per poter intraprendere questa dottrina o scienza spirituale, abbiamo bisogno di tutta la vita, visto che si tratta di un percorso molto lungo che include diversi campi di applicazione.

In alcuni casi, gli esseri umani “normali” non possono raggiungere queste conoscenze, perché sono troppo complicate. Tuttavia, alcune di queste vengono insegnate popolarmente, con un linguaggio semplice, in modo da poter essere comprese da chiunque lo desideri. In questo modo, gli insegnamenti possono essere applicati alla vita quotidiana. Questa attività viene definita come una filosofia quantistica, che si basa sulla terminologia kabbalistica.

Forse vi sembrerà un concetto complesso, ma l’idea, secondo Pollack, è che la Kabbalah venga concepita come un insegnamento, un modo di vivere. Ciò che vediamo è soltanto l’1% della nostra realtà, e per questo molti credono che la loro esistenza non abbia senso o che manchi di obiettivi. Il motivo? La nostra capacità limitata, in quanto esseri umani, di vedere quel restante 99% della realtà: è lì che si nasconde tutto ciò che ci manca, vale a dire, la forza vitale che ci aiuterebbe a godere di una vita piena.

La Kabbalah non è né saggezza popolare, né religione, né un culto, né una setta. Si potrebbe dire che si tratta di un’organizzazione o di un centro che riunisce un gruppo esclusivo di persone e diretto da “eletti” che si incaricano di diffondere questa sapienza. Questo non significa che soltanto ad alcuni possa essere trasmesso l’insegnamento, semplicemente non è ancora diffusa in tutti i paesi. L’obiettivo è quello di concentrarsi sulla scienza spirituale, senza toccare temi religiosi.

La Kabbalah insegna, in fin dei conti, a essere umani migliori. Si chiede quale sia il modo più giusto per “ricevere la luce”, quello strumento che ci permette di vivere in pace nel mondo in cui viviamo. Non ci sono molte regole da seguire, bisogna semplicemente avere la volontà di cambiare e imparare. Per molte delle persone che si recano in questi centri, si tratta di una specie di terapia.

Questa scienza non include nessun obbligo da mantenere, visto che non si tratta di una dottrina. “Al contrario”, sottolinea Pollack, “il centro ha l’obiettivo di dare a tutti un insieme di strumenti che poi ognuno può utilizzare come vuole. Tra le lezioni offerte dai centri di Kabbalah ci sono: la meditazione, l’astrologia, la lettura di testi in lingua ebraica, la filosofia quantistica, la lettura delle mani”. Nessuno deve sentirsi obbligato ad andare ai corsi, ma si possono scegliere quelli che si preferiscono.

Per esempio, si insegna che il modo in cui dormiamo può influire su come andrà la nostra giornata. Se andiamo a dormire tristi, di cattivo umore, ansiosi o felici, il giorno dopo ci sveglieremo con sensazioni simili. È necessario “seminare” qualcosa di positivo prima di andare a dormire, in modo che metta radici durante la notte e che il giorno dopo regni la calma, e la nostra giornata sia positiva e produttiva.

Infine, è bene sapere che la Kabbalah non è una “religione per famosi”, come molti credono. Questo pregiudizio è dovuto al fatto che alcuni volti del mondo dello spettacolo si sono di recente avvicinati a questa dottrina. Ma questi rappresentano solo una minoranza: la stragrande maggioranza è rappresentata da gente comune, come noi, che si è avvicinata al centro alla ricerca di se stessa, per diventare una persona migliore, trovare la luce e riempire quel vuoto che gli faceva così male. È bene fare molta attenzione alle notizie che leggiamo e chiedere il parere di un esperto prima di farsi un’opinione errata su un argomento.

Immagine per gentile concessione di CoolKengzz