La rabbia repressa è la più pericolosa

30 luglio 2015 in Psicologia 2009 Condivisi

Se siete arrabbiati, perché fingete? Proprio così, molte volte fate finta di non essere arrabbiati e dite che non è vero. Spesso in molti fingiamo di non provare rabbia per salvare le apparenze e questo, oltre a farci del male, dà agli altri indizi su cosa fare per dominarci ed imporsi su di noi.

Il vero problema è che non sappiamo canalizzare la rabbia e preferiamo tenerla dentro di noi. Ma prima o poi esploderemo.

E se non ci prendiamo il disturbo di imparare a dominare l’ira è perché si tratta di un’emozione a cui non pensiamo, crediamo che non sia contro di noi o che possiamo dominarla. Ma c’è di più, infatti ci viene insegnato che non bisogna mostrare la rabbia per evitare danni collaterali.

È vero che così si evitano situazioni tossiche, ma reprimere completamente la rabbia può comunque avere conseguenze negative. Bisogna capire quando evitarlo e quando può essere un problema. Vi invitiamo a leggere questo articolo per capire quando non dovreste reprimere la rabbia.

La rabbia repressa causa problemi di salute

Tendiamo a pensare alle emozioni come se non fossero parte di noi, qualcosa di astratto rispetto al corpo, come se il corpo fosse un recipiente per contenerle e un mezzo per esprimerle fisicamente. Questo modo di pensare implica che le emozioni si manifestano fisicamente, ma anche nei nostri pensieri.

Tuttavia, l’ira repressa può causare gravi problemi di salute, anche se in apparenza non sembra esserci una relazione tra le due cose. Alcuni di questi problemi sono mal di testa, disturbi digestivi, insonnia, aumento dell’ansia, depressione, pressione sanguigna elevata, problemi della pelle o problemi cardiaci (attacchi di cuore, tachicardia).

Bisogna trovare il modo per liberare ed esprimere la rabbia, altrimenti potrebbe scatenare gravi conseguenze per la salute.

La rabbia che non è stata gestita correttamente provoca un’alterazione nel comportamento

Le nostre emozioni vengono immagazzinate anche senza che ce ne rendiamo conto, con il rischio che vengano filtrate in modo incontrollato.
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È possibile che quando riusciamo a controllare un attacco di rabbia per non ferire o offendere nessuno, all’inizio ci sentiamo bene, ma poi, probabilmente, finiamo col prendercela con altre persone, innocenti o che non c’entrano nulla, in un altro modo perché rappresentano una piccola minaccia. Non abbiamo davvero l’intenzione di fare loro del male, ma la rabbia cresce come un fuoco lento dentro di noi e questo può far evaporare il nostro autocontrollo.

L’ira repressa può anche scatenare disturbi d’ansia, paura irrazionale e rabbia. L’emozione deve uscire in qualche modo.

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Come e dove stabilire dei limiti

Prendere coscienza del fatto che l’ira fa parte di voi è un passo importante, perché, a quel punto, potrete stabilire limiti sani. Siete arrabbiati per qualcosa che stanno facendo gli altri? Oppure la rabbia è dovuta al fatto che vi ricordano una ferita personale del vostro passato? Si tratta di insicurezza o davvero l’altra persona vi sta trattando male?

Le risposte a queste domande le potrete scoprire solo quando affrontate la vostra ira. Vi permetteranno di prendere decisioni con chiarezza riguardo le relazioni che avete con le altre persone. È possibile che dobbiate fare un passo indietro per rendervi conto che gli altri non sono così male come credete.

Gli altri devono sapere se vi stanno facendo del male

Anche se spesso le persone agiscono con l’intento di fare del male, la cosa certa è che la maggior parte delle volte non è così, non c’è l’intenzione di scatenare la rabbia. Lo sappiamo tutti. Per questo reprimiamo l’ira. E se ci sentiamo in colpa per la nostra rabbia, possiamo interiorizzarla e colpevolizzarci, senza affrontare il vero problema.

Se vi date la possibilità di arrabbiarvi e di analizzare la vostra ira, potrete acquisire maggior consapevolezza del motivo scatenante. Così, potrete ricorrere agli strumenti necessari per liberare la rabbia senza causare troppi danni, facendo un sano esercizio di auto-controllo.

Sperimentare l’ira può essere piacevole

Reprimere la rabbia vi farà sentire male; liberarla, invece, sarà di un certo conforto. È come togliersi un grande peso dalle spalle. Vivere l’ira in modo consapevole è un’esperienza totalmente diversa dalla negazione.
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Può aiutarvi a conoscervi meglio e a capire perché certe cose vi fanno arrabbiare.

Non si tratta di vivere in uno stato di rabbia costante, ma di non fingere che non esista. L’ira è un’emozione umana naturale e dovete darvi il permesso di sperimentarla. Solo così imparerete a manifestarla in modo sano e ad evitare non solo che vi domini, ma anche che compaia.

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