La sapiosessualità: il fascino del sapere

6 Novembre 2019
Per i sapiosessuali poche cose sono seducenti quanto una conversazione interessante, intima e che arricchisce. Per questa fascia di popolazione, il desiderio sessuale va ben oltre la pelle e il semplice aspetto fisico: scaturisce dall'intelligenza.

La sapiosessualità è arrivata per restare. Molte agenzie e pagine di appuntamenti on-line includono già questo termine come un’ulteriore identità sessuale. Nel 2014, inoltre, il New York Times ha rivelato che buona parte della popolazione si eccita più per una conversazione interessante che per un corpo scultoreo. Che stia cambiando qualcosa nel linguaggio dell’attrazione?

Assolutamente no. La sapiosessualità viene definita come quel fascino che l’intelligenza altrui provoca nell’altro, laddove un dialogo interessante rappresenta un gioco sessuale tra due menti, e in cui la parola si erge a potente arma di seduzione. In realtà, l’intellettualità come forma di erotismo non è un fenomeno nuovo; è sempre esistito ed è stato Platone a palarcene nel 380 a.C.

Oggigiorno siamo testimoni non solo della sua recente popolarità, ma anche dei diversi tentativi di dare a questo termine una valenza scientifica per definire un certo numero di persone. Conoscere qualcuno colto su vari argomenti, in grado di accendere la nostra mente e di risvegliare quel mix di curiosità, mistero e ammirazione, mette in piedi un gioco che va ben oltre la pelle.

I cervelli, come i cuori, vanno dove si sentono apprezzati.

(Robert McNamara)

 

Coppia che conversa

La sapiosessualità: quando il cervello è la qualità più sexy di una persona

In molti considerano questo concetto come una forma di discriminazione e di orgoglioso elitarismo. In tal modo, l’attrazione che nasce tra persone di spiccata intelligenza lascia da parte, come si può immaginare, chi ha un quoziente intellettivo medio o basso e, come ovvio dedurre, le persone con deficit.

I sapiosessuali sostengono che in questa forma di attrazione non ci sia alcuna arroganza. Oltretutto, questo tipo di sessualità non si risveglia solo a contatto con una persona molto intelligente. In realtà, la sapiosessualità non è questione di “sapere tutto”, ma di trovare qualcuno con cui il dialogo possa diventare una forma di intimità, di riflessione. Qualcuno con cui entrare in connessione emotiva, attraverso la parola, la conoscenza e l’emozione.

Intelligenza e mente come fattore di attrazione interpersonale, cosa c’è di certo?

Il New York Times ha pubblicato nel 2017 un interessante articolo che raccoglieva le testimonianze di vari sapiosessuali. Così, in quest’epoca in cui molte relazioni iniziano tra social network e contatti online, c’è chi si sente a disagio e frustrato per via delle interazioni che avvengono in questi contesti virtuali.

Lo scambio di foto e di conversazioni banali in cui esaltare il valore dell’aspetto fisico, comporta, molto spesso, una totale delusione. Quando queste persone riescono a intrattenersi con qualcuno in grado di sostenere una conversazione brillante, che approfondisce gli argomenti con abilità, empatia e anche con interesse, in loro si accendono l’attrazione e l’eccitamento.

Dunque, davvero una persona può sentirsi attratta sessualmente da qualcuno solo con una conversazione? Grazie a uno studio condotto dall’Università Western di Crawley, in Australia, i ricercatori sono giunti alla conclusione che circa l’8% dei giovani tra i 18 e i 35 anni sono sapiosessuali. D’altro canto, in pagine di incontri come OkCupid viene segnalata la sempre maggiore diffusione di questo fenomeno tra i 30 e i 45 anni.

Allo stesso tempo, Gilles Gignac, autore di questo studio, ha affermato che, in effetti, l’intelligenza è per alcune persone un elemento alla base dell’attrazione sessuale. L’uomo o la donna intelligente provoca eccitazione sessuale perché in un certo senso ci allontana dal convenzionalismo e dalla superficialità quotidiana. A lui o a lei attribuiamo altre qualità, come il rispetto, la capacità di prendere delle buone decisioni, la comprensione e il senso di protezione verso l’altro.

Menti connesse

Accarezzami il cervello: l’intelligenza è la bellezza che va oltre la pelle

Sono in molti a guardare con un certo scetticismo il concetto di sapiosessualità. In un certo senso, questi nuovi paradigmi lessicali continuano a comparire sempre più spesso. Termini come pluviofili (coloro che hanno una passione o un amore per la pioggia) o bibliofili (colore che amano i libri), sono etichette recenti che danno un nome a realtà sempre esistite.

quando parliamo di sapiosessualità, non ci riferiamo a una passione né a un orientamento sessuale. Esperti dell’argomento, come la dottoressa Debby Herbenick – educatrice sessuale e professoressa di salute pubblica presso l’Università dell’Indiana – sostengono che ci troviamo dinnanzi a un tipo di identità.

Sono molti gli eterosessuali, omosessuali e bisessuali che si identificano e si definiscono sapiosessuali. L’intelligenza li seduce, li conquista e non considerano l’aspetto fisico come un fattore rilevante quando si tratta di sentirsi attratti sessualmente da qualcuno. Di certo a più di una persona può sembrare sospetto che esistano persone che non sgranano gli occhi alla vista di una donna o di un uomo attraente.

I sapiosessuali non sono certo immuni al fascino della bellezza né la rinnegano. Assolutamente no. L’unica particolarità risiede nel fatto che quest’ultima non risveglia in loro un forte desiderio né un fascino particolare.

Sono la conversazione, il dialogo e quella parola che fluisce e che abbaglia, che intrappola e che entra nel profondo degli argomenti più disparati con consapevolezza ed eleganza a ravvivare la fiamma. Sono questi aspetti a sedurli e a farli innamorare davvero. Accarezzare il cervello invece che la pelle è per molti la manifestazione più interessante della sessualità.

  • Gignac, G. E., Darbyshire, J., & Ooi, M. (2018). Some people are attracted sexually to intelligence: A psychometric evaluation of sapiosexuality. Intelligence66, 98–111. https://doi.org/10.1016/j.intell.2017.11.009
  • Walton, M. T., Lykins, A. D., & Bhullar, N. (2016). Beyond Heterosexual, Bisexual, and Homosexual: A Diversity in Sexual Identity Expression. Archives of Sexual Behavior, 45(7), 1591–1597. doi: 10.1007/s10508-016-0778-3