La sindrome dell’arca di Noè

· 27 maggio 2015

La sindrome dell’arca di Noè è una patologia di tipo ossessivo-compulsivo per cui chi ne soffre non può resistere all’impulso irrefrenabile di avere sempre più animali in casa. Possono essere animali di specie diverse (anche se solitamente si tratta di cani o gatti) o della stessa specie, abbandonati, comprati, etc.

In qualunque caso, il criterio fondamentale per dichiarare che una persona soffre di sindrome dell’arca di Noè è il fatto di avere più animali di quanti possa effettivamente accudire nel modo corretto.

Il nome di questa patologia è stato coniato dal National Institute of Health degli Stati Uniti e fa riferimento ad un problema sociale sempre più diffuso. L’origine di questo disturbo non è ben chiara, ma quel che è certo è che in un gran numero di casi le persone iniziano a manifestare manie di “accumulo” a seguito di una perdita importante (morte di un familiare oppure rotture sentimentali).

Il motivo di questo comportamento ha sempre a che vedere con la necessità di proteggere gli animali, senza tenere in considerazione le eventuali conseguenze negative.

Cane

Si stima che il 4% della popolazione soffra di sindrome dell’arca di Noè. Le immagini di persone con sindrome da accumulo (spazzatura, oggetti, animali, etc.) evocano in noi sentimenti di solitudine, isolamento e necessità. Basta guardare l’immagine di questo articolo che raffigura una signora circondata da gatti.

In effetti, questo disturbo colpisce con maggiore frequenza le persone adulte e gli anziani che si sentono soli, abbandonati e sono carenti di affetto. Gli animali soddisfano questa necessità di affetto e di legame perché offrono compagnia e amore.

Quel che è certo è che nel 25% dei casi c’è uno scompenso psichico di tipo ossessivo-compulsivo che, in qualche modo, riflette un significativo deterioramento sociale e/o personale. La comorbilità (cioè la presenza simultanea di diverse patologie in uno stesso individuo) con disturbi dell’umore indica che è necessaria una valutazione corretta ed esauriente per distinguere le diverse malattie.

Una volta diagnosticato il disturbo da accumulo e circoscritto il problema, si raccomanda un trattamento adeguato, sia a livello di terapia psicologica individuale sia a livello farmacologico, per garantire una prognosi favorevole.