La tristezza non s’impadronirà della mia persona

· 31 luglio 2018

Anche oggi mi sono svegliata e la tristezza è venuta a darmi il buongiorno. A volte non so se si tratta di ansia, delusione o stupore per quello che accade attorno a me. Non lo so, ma a volte mi sento triste e basta. Ospitare queste sensazioni e lasciare che si agitino dentro di me, a volte è considerato un crimine in una società che impone l’allegria come imperativo di vita (e di consumo per ottenerla).

Tuttavia, capisco che esiste qualcosa oltre la tristezza. ME STESSA, colei che la sostiene. Ci sono IO, la persona in grado di sapere se quello che provo si impadronisce della mia persona, della mia coscienza di essere, potere, volere.

Ma non lascerò che la tristezza s’impadronisca di me. Non farò quello che mi dice la mia angoscia, perché vive grazie a me, dunque non può essere più forte di me. Continuerò a lottare, nonostante si trovi nelle mie viscere, nelle mie tempie… A volte la ascolterò, se avrà qualcosa da dirmi, altre semplicemente la ignorerò. Ma sarò sempre io a decidere.

Mi sento triste e anche questa sono io

Non sono una partita vinta a priori. Sono una scacchiera in cui convivono pedine nere e bianche. Sensazioni temporanee, che ospito occasionalmente, come se guidassero i miei passi e dettassero tutto quello che faccio; anche se la mia identità prevale sempre. Curiosamente, sono proprio queste sensazioni di tristezza che mi insegnano qualcosa. Mi raccolgo nella mia solitudine, con il silenzio frigido e assordante. Mi ascolto. A volte ho bisogno di sentirmi così per comprendere e crescere.

Bambina angelo

Non prenderò nessuna decisione in nome della tristezza, ma custodirò gli insegnamenti di questa sensazione per quando mi sentirò coraggiosa. La tristezza mi ha insegnato tante cose, e così importanti che non voglio eliminarla né farla scomparire.

Voglio che sorga in me. Mentre vivo, voglio ospitarla come un sentimento a pieno diritto. Non voglio falsificarla, violentarla. Non voglio colpi di stato per i miei sentimentiSono tutti validi perché da me nascono e di me si nutrono. Sono importante per essi, sono la protagonista della loro esistenza e grazie a essi esisto.

Osservo cosa succede, cosa germoglia da essi, da questa tristezza… Se mi reggo in piedi o cado. Alla fine, non mi vedo più come una persona comune. È il momento di maggior connessione con il mio io interiore. 

Quando vivo la tristezza come qualcosa di naturale, la creatività esce dalle mie tasche, dalle mie scarpe, dai miei sguardi, dai miei sospiri. Più grande è il dolore, più grande sono io perché, per la prima volta, a sostenermi è il sentimento e non le aspettative.

La tristezza non mi impedirà di lottare per i miei valori

I miei credo sono la mia bussola. Il resto è soltanto la forma che trovo durante il paesaggio. Nel cammino incontrerò persone che confonderanno la gentilezza con l’ingenuità, la sincerità con l’impertinenza e la tristezza con la debolezza. Nulla di tutto ciò mi impedirà di raggiungere i miei obbiettivi, che a loro volta sono il riflesso dei miei valori.

“Mi sento bene e sono felice; ma nei momenti più allegri della mia vita devo avere sempre un movente di tristezza, non posso evitarlo.”

-Fedor Dostoievski-

Tristezza

Ogni giorno farò un passo avanti per raggiungerli. Alcuni giorni la mia tristezza mi impedirà quasi di toccare la terra con i piedi. Altri mi sembrerà una passeggiata leggera. A volte, una corsa troppo veloce e sfrenata.

Tuttavia, un giorno ho capito che a volte, nell’allegria più pura, l’arrivo di una certa tristezza amplifica la vita, mette radici che mi danno l’impulso per bagnarle, curarle e farle crescere. E da lì, sorgono i più bei giardini da coltivare.