L'ansia che alimentiamo

L'ansia che alimentiamo

Ultimo aggiornamento: 08 febbraio, 2022

L’ansia è spesso un’emozione che non sappiamo gestire e che, anzi, accresciamo spesso inconsapevoli. Immaginiamo di vivere con una piccola tigre affamate, avremo l’impressione che voglia mangiarci o almeno è quello che ci verrà da pesare. È una piccola tigre, ma fa paura.

Per evitare che ci aggredisca, le lanciamo della carne per tenerla calma. Per un momento si allontana, ma solo per un momento. Oltre a ciò, tutte le volte che mangia diventa più grande.

Quando avrà di nuovo fame, dunque, sarà più feroce e pericolosa. Le diamo sempre più cibo e la piccola tigre cresce sempre di più. Molto presto diventerà una tremenda tigre, impossibile da controllare.

Ansia, fretta e disagio sono tigri pronte a divorarci. Se ci sforziamo di essere più flessibili nei nostri giudizi, verrà il momento in cui queste tigri smetteranno di infastidirci. Tuttavia, dovremo accettare che non se ne andranno mai.

“Ciò che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma”.

Carl Gustav Jung

Il tentativo di controllare a tutti i costi i nostri pensieri e sentimenti può provocare un simile disagio che ci induce a mettere da parte quello che stiamo facendo.

Cosa vuole spiegarci questa metafora?

La metafora della tigre è ampiamente usata dalle psicoterapie cognitivo comportamentali di terza generazione. Queste non cercano di cambiare o combattere con i nostri pensieri, bensì aiutano a instaurare un rapporto più naturale con essi, accettandoli.

Quando proviamo ansia o qualsiasi altra sensazione spiacevole, non dobbiamo combatterla. Più attenzioni rivolgiamo essa, più diventerà presente.

“L’errore dell’intellettualismo è supporre che la mente umana obbedisca a un bisogno generale di ricevere spiegazioni.”

Pascal Boyer

Come applicare questo insegnamento nella vita?

Molte volte avere la sensazione di provare ansia (meta-conoscenza) è peggio dell’ansia stessa. Inoltre, in molte occasioni la percezione della stessa completa il cerchio, facendola aumentare in modo esponenziale.

Se diamo molta importanza all’ansia che stiamo provando, con il tempo non occuperà solo il nostro corpo, ma anche la nostra mente, anticiperà le situazioni.

È il caso della paura che si prova quando si è esposti al pubblico è maggiore e più anticipatoria. Occuperà le ore, persino i giorni che precedono la situazione.

La rabbia e l'ansia.

Se avvertiamo l’ansia come una sensazione fastidiosa, inutile e anomala, la mente presterà sempre più attenzione a essa piuttosto che all’azione che dovremmo eseguire.

Evitiamo di alimentare la tigre (l’ansia), perché verrà il momento in cui diventerà più forte e controllerà tutto quello che facciamo.

L’ansia è un “ospite sgradito”

È difficile accettare di non dover combattere l’ansia accogliendone invece la presenza. A tale scopo, illustreremo il concetto con un altro esempio, “L’ospite indesiderato”.

Pensiamo di essere a una piacevole festa, ma che la nostra mente venga continuamente assalita da pensieri disperati. Invece di ignorarli, vi prestiamo sempre più attenzione. Cerchiamo di eliminarli, ma ecco che tornano con maggiore virulenza.

Alla fine, riescono a catturare la nostra piena attenzione e a bloccarci. I nostri pensieri ci hanno rovinato la festa. Ma la storia può prendere una svolta a seconda della nostra decisione.

Possiamo crescere grazie a una corretta gestione dell’ansia, perché la mente lavora meglio se non combattiamo contro di essa.

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