L'autocompassione aumenta la forza di volontà

La tesi secondo cui l'autocompassione rafforza la volontà ha la sua origine nella feroce lotta che alcune persone devono intraprendere per raggiungere i propri obiettivi. In questi casi un dialogo interiore troppo censorio e critico può finire per separare da numerosi obiettivi.
L'autocompassione aumenta la forza di volontà

Ultimo aggiornamento: 10 gennaio, 2022

La dottoressa Kelly McGonigal della Stanford University ha proposto un’interessante teoria nel suo ultimo libro The Willpower Instinct: l’autocompassione aumenta la forza di volontà. In altre parole, essere buoni con noi stessi ci aiuta a superare gli ostacoli, a remare quando il vento non soffia a nostro favore.

Si vede molto chiaramente in materia di abitudini. Soprattutto alla fine dell’anno, ci riproponiamo di cambiare un’abitudine o acquisirne un’altra che consideriamo positiva. Tuttavia, non è facile, pur così crediamo che ne varrà la pena. Iniziamo con molto entusiasmo, ma dopo un po’ cediamo e torniamo sui nostri passi.

Smettere di fumare, fare più attività fisica, seguire una dieta sana e molto altro. Spesso si verifica una feroce lotta dentro di sé tra ciò che si vuole e ciò che si deve. Il primo vince quasi sempre.

La dottoressa McGonigal sottolinea che ciò si verifica perché non si tiene conto del fatto che l’autocompassione è capace di aumentare la forza di volontà.

La mente è complessa. Saperlo e applicare il pensiero paradossale ci permette di sorridere alle macchinazioni della mente e di procedere verso direzioni migliori”.

-John Campbell-

Donna preoccupata che guarda fuori dalla finestra.

Andare contro se stessi

La dottoressa McGonigal ha sollevato la tesi secondo cui l’autocompassione aumenta la forza di volontà come base per una riflessione sulla motivazione e sullo stress. Qualsiasi obiettivo difficile da raggiungere provoca una certa quantità di stress. Questa tensione può essere risolta dalla motivazione.

Quando lo stress aumenta, la motivazione viene meno. In questi casi non è più così importante raggiungere l’obiettivo ambito, quanto piuttosto recuperare uno stato di benessere. Lo stress non è facile da superare e può diventare quel fattore che ci fa demordere.

Naturalmente tutti gli esseri umani sono inclini a ottenere maggiori gradi di comfort. Non c’è niente di sbagliato in ciò, di fatto è una tendenza biologica. Ogni organismo vuole riservare la propria energia per svolgere le attività obbligatorie e non sprecarle per ciò che può essere gestito in altro modo. Si tratta, dunque, di ottimizzazione energetica.

L’autocompassione aumenta la forza di volontà

La maggior parte delle persone pensa che il modo migliore per raggiungere obiettivi difficili sia perseverare e ricorrere all’autocritica. Il problema è che a volte possiamo essere davvero duri con noi stessi.

Non raggiungere un obiettivo, come riprendere a fumare dopo aver smesso per alcuni giorni, può indurci a imporre una punizione mentale a un costo molto alto: abbandonare il nostro obiettivo.

Possiamo anche finire per disprezzarci per non aver raggiunto quanto ci eravamo prefissati. Dopotutto, dice la dottoressa Kelly McGonigal, viviamo in una società che sopravvaluta i risultati.

Utilizziamo da anni social network in cui le persone tendono a pubblicare i successi. Abbiamo interiorizzato che il fallimento o l’errore è raro e tipico solo di persone goffe o incapaci.

Punirci è una strategia che spesso fallisce. Quando invece manteniamo un dialogo gentile con noi stessi – onesto, ma senza essere crudeli – le cose possono cambiare.

Da un lato si riduce lo stress implicito nella situazione. D’altra parte, è possibile mantenere la motivazione sulla base dell’aspetto più importante: il proprio benessere.

Donna preoccupata che guarda fuori dalla finestra.

Rafforzare l’autocompassione

Il successo nel raggiungimento di un obiettivo è possibile quando la motivazione è maggiore e più intensa dello stress coinvolto nello sforzo.

Il segreto riguarda la gestione delle battute d’arresto, che compaiono sempre. Il consiglio di McGonigal è di essere buoni con se stessi quando si cede alla tentazione di demordere. Cosa si dovrebbe fare in quei momenti? McGonigal suggerisce tre azioni:

  • Osservare e descrivere come ci si sente subito dopo il fallimento. C’è autocritica? Se sì, come spesso accade, bisogna analizzarla.
  • Ricordare che siamo esseri umani. Il solo pensiero aiuta a essere più gentile con se stessi.
  • Sostegno e conforto. È importante trattarsi come si farebbe con un caro amico. Sono necessari supporto, comprensione e conforto, non un dito puntato.

La dottoressa McGonigal è convinta che sottrarre forza e aggiungere coraggio sia più facile per raggiungere qualsiasi obiettivo. L’autocompassione rafforza la forza di volontà perché quest’ultima è il risultato della motivazione e la prima la alimenta.

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  • Corominas, F. (2013). Cómo educar la voluntad (Vol. 50). Palabra.