L’autostima ricompensa il lavoro ben fatto

15 Luglio 2019
Uno dei pilastri che influiscono sulla nostra condotta è l'autostima. Il modo in cui ci sentiamo rispetto all'immagine che abbiamo di noi stessi condiziona gli obiettivi che ci prefissiamo, le relazioni che scegliamo e l'intensità delle nostre emozioni.

L’autostima è la ricompensa che riceviamo dopo un lavoro ben fatto; non è una lotteria, che vinciamo un giorno, ma è il frutto di una disposizione personale. Quando cerchiamo un risultato, dobbiamo capire innanzitutto che bisogna raggiungerlo in seguito a un processo ben preciso.

Uno dei pilastri sui quali si fonda la personalità umana è l’autostima. Abraham Maslow suggerì nel 2009 che tutti hanno bisogno di ricevere una ricompensa sotto forma di stima e rispetto: da se stessi (ovvero l’autostima) e dagli altri, come status, riconoscimento o successo sociali.

Quando abbiamo scarsa autostima, ci sentiamo inferiori, indifesi e presi dallo sconforto e non abbiamo fiducia nelle nostre capacità di affrontare le situazioni. Allo stesso tempo, perdiamo tempo ed energie dirigendo l’attenzione verso il confronto con gli altri, e concentrando il nostro pensiero e le nostre azioni nel tentativo di raggiungere il livello altrui.

Considerato come un atteggiamento, l’autostima è la forma di percepire, pensare, sentire e comportarci rispetto a noi stessi. È strettamente correlata al modo in cui ci confrontiamo con noi stessi e valutiamo la nostra identità.

Parlare della componente cognitiva dell’autostima è, innanzitutto, fare una distinzione fra ciò che intendiamo per autostima e ciò che intendiamo per autoconcetto. L’autoconcetto si definisce come l’immagine che abbiamo di noi stessi nella dimensione cognitiva, percettiva e affettiva.

L’autoconcetto è associato alla rappresentazione che hanno le persone di se stesse. L’autostima, invece, è intesa come la valutazione positiva o negativa che la persona ha del suo antoconcetto. E non solo, anche le emozioni che associa e l’atteggiamento che ha rispetto ad esso.

«La realizzazione personale non si limita al mero piacere.»

Ricompensa per se stessi

Se l’autostima è una ricompensa, quando arriva?

Avere obiettivi da raggiungere, fissarsi una meta e cercare di arrivarci è profondamente correlato con il benessere e la salute mentale.

Prefissare degli obiettivi si riflette in modo positivo su altre aree della nostra vita e ci permette di controllare aspetti psicologici importanti come l’attenzione, l’autostima o la motivazione.

Uno dei motivi principali, o sintomi, di una depressione è proprio la perdita di motivazione e interesse verso gli obiettivi vitali. Il Dottor Albert Ellis afferma che i problemi di autostima nascono da alcune forme di pensiero, che chiama irrazionali, illogiche o autodistruttive.

A volte il nostro modo di pensare include frasi illogiche, che minano la nostra autostima. Vediamo quali sono alcune di queste credenze generiche e irrazionali:

  • Credere di dover essere competenti ed efficienti in tutto.
  • Essere amati e ricevere l’approvazione da tutte le persone importanti che ci circondano.
  • Gli eventi del passato determinano il nostro comportamento attuale e futuro, perché influiranno per sempre e in modo definitivo sulla nostra vita e si ripeteranno in futuro.
  • È più facile evitare che affrontare le responsabilità e i problemi della vita.
  • Le disgrazie umane scaturiscono da cause esterne e non possiamo fare niente, o quasi nulla, per evitare o controllare la pena e la sofferenza che ci provocano.

Intervenire sull’autostima non è una cosa semplice; un elemento a favore è la natura dinamica e sensibile di quest’aspetto, pertanto modificarla a nostro favore si converte in un esercizio di precisione.

Allo stesso tempo, l’autostima arriva come ricompensa, è il risultato di una serie di azioni, abitudini e atteggiamenti e, pertanto, è una capacità acquisita.

L’autostima è la reputazione che acquisiamo di noi stessi.»

-Nathaniel Branden-

Ragazza con braccia aperte l'autostima è una ricompensa

La scarsa autostima è come guidare con il freno a mano

Le cose e le persone che ci circondano non sono più importanti di ciò che abbiamo dentro e come lo vediamo, e che ci definisce. La qualità della vita è influenzata dall’autostima, che implica il modo in cui ogni persona si percepisce e si valuta, modulando il suo comportamento a livello familiare, sociale e individuale.

Un livello di autostima alto o basso influenza la nostra relazione con gli altri e si riflette nella dimensione sociale e nelle abilità che mostriamo per affrontare le sfide della vita.

In conclusione, avere una scarsa autostima ci fa sentire incapaci, e ci fa entrare in un circolo vizioso di meccanismi autodistruttivi, come i sentimenti negativi, idee ossessive e sbagliate, che filtrano i pensieri e il sentire degli altri. In poche parole, ci rende meno funzionali e precisi.

«Voi stessi, come qualsiasi altro nell’intero universo, meritate il vostro proprio amore e rispetto.»

  • García, N., Cermeño, F., & Fernández, M. T. (1991). La tutoría en las Enseñanzas Medias. Madrid: Publicaciones ICCE.
  • Gracia, J. C. L. (1995). Autoestima.
  • Maslow, A. H., & Răsuceanu, A. (2009). Motivaţie şi personalitate. Editura Trei.