Ricerca di approvazione: condotte disfunzionali

· 29 ottobre 2018

A chiunque piace sapere che gli altri lo apprezza e approva il suo modo di essere e le decisioni che prende. Questa ricerca di approvazione non è affatto una debolezza. Se viene mantenuto un equilibrio che assicuri l’indipendenza delle nostre azioni e decisioni, è anzi positiva. Se però per ottenere l’approvazione altrui non riusciamo a preservare la nostra indipendenza, abbiamo un problema.

Tutti abbiamo bisogno di essere accuditi, apprezzati, incoraggiati e appoggiati. Non abbiamo solo bisogno che gli altri ci dicano di apprezzarci, ma che lo pensino davvero. La ricerca di approvazione nelle nostre relazioni sociali è un fenomeno che può essere definito come “dipendenza salutare”. Soddisfare questa necessità in modo sano contribuisce a renderci, in alcuni frangenti, più autonomi in modo da poter sostenere e incoraggiare a nostra volta.

Stiamo parlando di interdipendenza, una pratica che consiste tanto nel dare quanto nel ricevere e che è necessaria per la nostra sopravvivenza e per le nostre relazioni. Eppure, in molte circostanze è facile cadere nella sovradipendenza, ovvero l’intensa ricerca di approvazione altrui.

Quando la maggior parte della nostra energia viene diretta al compiacimento degli altri nel tentativo di ottenerne l’approvazione, entriamo in un pericoloso circolo vizioso. In quest’ottica, la sovradipendenza genera sensazioni di vuoto, inadeguatezza, perdita, confusione e insignificanza.

Lucchetto a forma di cuore

Quando la ricerca di approvazione diventa un’ossessione

Per capirci meglio come adulti, dobbiamo analizziamo alcuni aspetti della nostra infanzia. Il primo fattore d’influenza, non necessariamente condizionante, riguarda l’approvazione/disapprovazione che abbiamo ricevuto da parte dei nostri genitori o dei nostri cari. Questo aspetto è spesso legato al nostro tentativo di suscitare riconoscimento o meno in età adulta. Il nostro cervello potrebbe aver programmato a livello infantile alcuni comportamenti autodifensivi contro la disapprovazione altrui, che rischiano da adulti di ostacolare le nostre relazioni.

Le difese che creiamo durante l’infanzia, quando non ci sentiamo sufficientemente amati o apprezzati dai nostri cari, sono indubbiamente importanti per il nostro sviluppo. In età adulta, tuttavia, queste difese rendono difficile la costruzione di nuove relazioni basate sulla fiducia e sull’intimità. Ironia della sorte, possono anche impedirci di ottenere proprio l’approvazione che tanto cerchiamo.

Come ci comportiamo per evitare la disapprovazione?

Nel nostra ricerca di approvazione ci comportiamo spesso in modo sbagliato. Questi comportamenti disfunzionali sono una forma di auto sabotaggio della quale, molte volte, non siamo consapevoli. Secondo la teoria del dottor Leon F. Seltzer, i comportamenti disfunzionali che ci impediscono di trovare l’approvazione altrui sono i seguenti.

Essere perfezionisti o esporsi alla pressione per rendere di più

Questa condotta disfunzionale ci fa sentire in dovere di fare tutto nel miglior modo possibile. Questo tentativo di eliminare la disapprovazione altrui non ha nulla a che fare con la ricerca dell’eccellenza, molto più salutare e selettiva, o con una personale motivazione al miglioramento.

Si tratta piuttosto di una condotta in cui “essere all’altezza” non basta. Se avvertiamo di essere i migliori, ci convinciamo automaticamente di non essere capaci.

Essere la miglior versione di noi stessi non vuol dire per forza essere i migliori in senso assoluto. Ma se anche fosse, non lo sapremo mai se non smettiamo di concentrare i nostri sforzi nel tentativo di soddisfare le aspettative altrui e non le nostre.

Uomo stanco che lavora

Evitare progetti nei quali si potrebbe fallire

Quando si associa il fallimento alla disapprovazione o al rifiuto dei genitori, rischiamo di negarci la possibilità di intraprendere un qualsiasi progetto il cui esito non sia garantito. L’origine di questa avversione al rischio è riconducibile all’infanzia, così come a situazioni posteriori nelle quali abbiamo corso un rischio, fallendo, e pagando per questo un caro prezzo.

Le persone di successo spesso lo sono perché non fuggono dal rischio. Sono disposte a correrlo perché convinte che il fallimento sia solo il primo passo per il successo finale.

Preservarsi dal rischio di disapprovazione mantenendo una distanza di sicurezza

Se in un determinato momento della vostra infanzia avete smesso di cercare l’approvazione dei vostri genitori, perché non vi aiutava a sentirvi più vicini a loro, è possibile che siate arrivati a negare del tutto il bisogno di tale approvazione. Che risalga a quella prima relazione o ad altre successive, ormai l’automatismo nel mantenere le distanze è stato appreso.

Se da bambini non avete ricevuto l’approvazione o il supporto di cui avevate bisogno, ora nutrite sfiducia negli altri. Il vostro istinto di protezione vi obbliga a mantenere gli altri a distanza. Come conseguenza, non potrete mai sentirvi intimamente legati alle persone. In questi casi, l’ira è solitamente la difesa più usata per mantenere gli altri a distanza di sicurezza.

Essere compiacenti e codipendenti

La quarta condotta disfunzionale per evitare la disapprovazione degli altri proposta dal dottor Seltzer consiste in un atteggiamento compiacente e codipendente. Se da piccoli avete imparato ad anteporre sempre i voleri degli altri ai vostri, lasciando quest’ultimi in secondo piano, è probabile che abbiate tutt’ora questa condotta.

La condotta compiacente e codipedente porta a dare priorità ai pensieri e sentimenti altrui rispetto ai propri. Se da bambini dare la precedenza ai vostri bisogni ha suscitato la disapprovazione dei vostri genitori, da adulti temerete che accada lo stesso con amici e conoscenti.Amica che consola

Conclusione

Se avete riconosciuto una o più delle condotte elencate, forse è giunto il momento di analizzare in dettaglio cosa vi impedisce di essere soddisfatti. Non si può cambiare il passato, ma si può influenzare il presente e il futuro.

Possiamo riprogrammare il nostro cervello. Se non ci riusciamo da soli, possiamo sempre chiedere aiuto.