Le conseguenze dell’iperprotezione

24 giugno 2016 in Psicologia 79 Condivisi

Non dovremmo confondere la protezione con l’iperprotezione. La protezione nei confronti dei nostri figli è vitale per loro. Quando sono piccoli, hanno bisogno di noi e dipendono da noi quasi per tutto.

Tutti gli animali, per istinto, proteggono e si prendono cura dei loro cuccioli per un certo periodo. Così, quando il cucciolo potrà cavarsela da solo, comincerà il suo viaggio da solo nel mondo, staccandosi dai genitori.

Nel caso degli esseri umani, questa protezione è più prolungata nel tempo e non solo, in molte occasioni, quello che al principio era un modo per prendersi cura dei propri figli e tenerli al sicuro può trasformarsi in un atteggiamento davvero dannoso per la loro salute mentale. In questo caso si parla di iperprotezione.

Si potrebbe dire che l’iperprotezione nei confronti di un figlio va ben al di là del coprire e soddisfare le sue necessità di baseVuol dire pensare per un figlio, prendere decisioni al posto suo, risolvere tutti i suoi problemi; vivere per un figlio, quando è una persona che deve sviluppare le proprie capacità personali se vuole avere successo nel mondo.

Non sono pochi i genitori che ripetono continuamente ai figli “Non fare questo che puoi farti male”, “Non andrai a dormire dal tuo amico perché non conosco quella casa”, “Non andrai in gita perché può essere pericoloso” e no, no, no. 

Logicamente con questo atteggiamento riusciamo solo a inculcare paura nei nostri figli, oltre alla falsa idea che il mondo sia un posto pericoloso.

D’altra parte, questi genitori sono molto permissivi, nel senso che in genere non pongono limiti o regole chiare che i bambini possano capire e interiorizzare. Oltre a questo, se i figli violano queste regole diffuse, i genitori non stabiliscono delle conseguenze definite per paura di fare un torto ai propri figli, ma in realtà le conseguenze servono per educare, non per far del male.

Non impongono ai propri figli neanche obblighi e responsabilità che potrebbero essere adatti alla loro età, sostenendo che “non vogliono farlo”, “lo fanno male” o “poverino è troppo piccolo”.

Queste sono le idee disfunzionali dei genitori iperprotettivi. Pensano che iperproteggendo i propri figli, si prenderanno cura delle loro autostima e che non faranno del male alla loro salute mentale, perché non creeranno momenti di imbarazzo né frustrazioni e che saranno felici perché “non gli mancherà mai nulla”.

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Che conseguenze può avere l’iperprotezione?

Persone paurose

È logico: se abbiamo trascorso la vita ammonendo i nostri figli su tutti i “pericoli” che potrebbero incontrare nella vita, per quanto improbabili o insignificanti che siano, vivranno nella paura di quello che “potrebbe succedere”.

Inoltre, se non abbiamo mai dato loro gli strumenti perché sappiano affrontare e risolvere i loro problemi da soli, saranno incapaci di confrontarsi con essi e potrebbero anche diventare dipendenti da qualcun altro che li risolva per loro ogni volta che si troveranno in una situazione complicata.

Persone dipendenti

Come accennato nel punto precedente, se non insegniamo loro a prendere le proprie decisioni, a gestire la loro vita o a risolvere i loro problemi, dipenderanno sempre da qualcuno che lo faccia al posto loro perché non sanno farlo da soli.

Questo, a sua volta, crea problemi di autostima; se una persona capisce di non sapersela cavare da sola nella vita o se non prende mai l’iniziativa per nulla, la sua concezione di sé sarà, purtroppo, quella di essere “inutile” e di aver sempre bisogno di qualcuno al proprio fianco.

Poca tolleranza per la frustrazione

I loro genitori si sono sempre accertati di non farli soffrire né che si sentissero frustrati non ottenendo quello che volessero; hanno dato loro tutto quello che chiedevano nel momento in cui lo chiedevano e minimizzando il dolore. Questi bambini, dunque, non hanno imparato a tollerare che nella vita le cose non vanno sempre come uno se le aspetta, che piaccia o meno, questa è la realtà.

Può accadere che, sotto la protezione della propria famiglia, un figlio senta di avere tutto e che i genitori siano quasi dei valletti, sempre pronti a servirlo quando gli serve.

Tuttavia, prima o poi, la vita e la società gli dirà che non è così che va il mondo e che ci sono cose che inevitabilmente ci feriranno e frustreranno. La cosa più probabile è che reagiscano a queste situazioni con ira, esigenza e anche aggressività, ciò può causare problemi nelle relazioni sociali e nella vita in generale.

Annullamento dello sviluppo delle capacità personali

Se anticipiamo di continuo ai bambini quello che può o meno accadere, se non gli permettiamo di imparare dai loro errori e se facciamo tutto per loro, evidentemente,miniamo la loro capacità di apprendimento.

Se prima ancora che il bambino debba andare in bagno, lo stiamo già obbligando ad andare “perché, non sia mai che ti venga voglia più tardi e non si trovi un posto dove andare in bagno”, lui non saprà capire da solo i suoi segnali fisiologici quando avrà bisogno di andare in bagno.

Se non lasciamo che cada, non imparerà mai cosa deve o non deve fare. Le persone imparano attraverso le conseguenze negative e positive delle loro esperienze dirette, per questo è indiscutibile la necessità che il bambino sperimenti il mondo per imparare come agire meglio in futuro.

Tutto quello che si impara, si può anche disimparare e questo è positivo. Se siete stati bambini iperprotetti, ora che siete adulti, è vostra responsabilità rieducarvi per crescere come persone e per migliorare.

E voi, genitori che vi siete appena identificati con questo articolo, vi diremo che siete ancora in tempo per cambiare la vostra mentalità se volete aiutare i vostri figli ad essere persone autonome, indipendenti e felici. Non essere iperprotettivi è il miglior regalo che potete fare ai vostri figli. 

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