Educare: un compito tanto bello quanto complesso

· 20 giugno 2016

Educare bene è un compito tanto bello quanto difficile. Il modo in cui ci comportiamo con i nostri bambini determinerà il loro futuro e le loro abilità socio-emotive essenziali, a loro volta legate a quelle razionali.

A questo proposito, la prima cosa che dobbiamo avere ben chiara è che è impossibile separare la ragione dalle emozioni, o la mente dal cuore, come si suol dire. Tale dicotomia non obbedisce alla nostra realtà, dato che siamo un tutt’uno e che costruiamo la nostra crescita e la nostra vita con entrambe le parti.

Questo vale per i bambini, per i giovani e per gli educatori (padri, madri, zii, nonni, professori, terapeuti). Se vogliamo generare benessere, dobbiamo prima di tutto sentirlo dentro di noi.

A questo scopo, è importante educare con le emozioni; dunque, se non ci sentiamo bene con noi stessi, non potremo educare nel modo corretto. Ad esempio, se abbiamo alti livelli di stress e frustrazione, non potremo trasmettere calma e motivazione ai nostri bambini.

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10 principi fondamentali per educare al meglio

Partiamo dalla premessa che l’educazione si basa soprattutto sul nostro esempio. Non si possono fare i mattoni senza l’argilla e senza cemento non si può costruire. Si può dire che l’educazione è un lavoro di squadra che coinvolge tutto l’ambiente che circonda i bambini.

Usando come base i principi proposti da Laurence Steinberg, oggi vi illustriamo una selezione di 10 elementi fondamentali che vi aiuteranno ad educare al meglio. Vediamoli insieme in dettaglio:

1 – Quello che facciamo non è ininfluente

Dobbiamo pensare prima di agire; tuttavia, è evidente che non possiamo sempre aspettare che regni la calma assoluta per poter educare, dato che a volte attraversiamo anche momenti emotivamente controversi. Questo non ci esonera dall’impegnarci il più possibile. Dobbiamo sempre ricordarci che:

  • I geni non sono tutto: l’educazione e l’ambiente sono strumenti fondamentali per lo sviluppo.
  • I bambini imparano attraverso l’osservazione. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: dobbiamo fare molta attenzione all’esempio che diamo.
  • Dobbiamo gestire le influenze esterne al nucleo familiare in modo tempestivo e positivo.
  • Imparare dagli errori è essenziale per garantire una buona educazione.
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2 – L’affetto non è mai troppo

Se un bambino di 5 mesi piange, forse ha fame o richiede la presenza della sua figura di riferimento. Non risparmiarsi in affetto è fondamentale per trasmettere amore ai nostri bambini; non è l’eccesso di affetto a viziarli, bensì il fatto di farlo dopo episodi di cattiva condotta.

È comunque adeguato riflettere su questo tema. Non è bene rafforzare la demotivazione nei confronti di doveri scolastici, è invece giusto sostenere il bambino quando comprende l’errore di aver trascurato i suoi compiti o di non aver studiato. Inoltre, è importante ricordare che:

  • È positivo dare affetto fisico, ovvero abbracci, baci, carezze e sguardi.
  • Dobbiamo lodare correttamente i successi dei nostri bambini.
  • Dobbiamo essere disponibili a vedere e a rispondere delle necessità emotive dei bambini.
  • Dobbiamo fungere da rifugio sicuro in cui il bambino si senta protetto.

3 – Dobbiamo farci coinvolgere nella vita dei bambini

È fondamentale avvicinarsi alle loro motivazioni, ai loro interessi e ai loro gusti. Allo stesso tempo, è molto importante interessarsi al tempo che passano a scuola e non assumere atteggiamenti critici o di sfida, dato che ciò ci estrometterebbe dalla loro vita.

4 – Il nostro metodo di educazione deve essere adattato al bambino

Ogni bambino ha un suo ritmo, il quale va assolutamente rispettato. Spesso ci impegniamo ad adattare il temperamento dei nostri bambini al nostro metodo di educazione e perdiamo di vista quello che è davvero importante, ovvero che ogni bambino è unico. Dobbiamo essere pazienti e rispettare i loro periodi di transizione.

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5 – L’importanza di stabilire norme e limiti

Non tutto è concesso. I bambini hanno bisogno di norme e limiti che li guidino, devono conoscere le restrizioni e sapere cosa è vietato. Dobbiamo essere fermi e giusti, equilibrati e coerenti.

Allo stesso modo, è fondamentale che ci sia controllo e fare attenzione a quello che fanno i bambini, in modo tale da poter riflettere al riguardo e adattare il nostro modello man mano che i piccoli crescono.

6 – Fomentare la loro indipendenza

Non possiamo vigilare su ogni singolo dettaglio della vita del bambino; questi deve poter scegliere da solo e sapere che ha la possibilità di essere autonomo. Il nostro detto deve essere “proteggiamoli quando dobbiamo e lasciamoli liberi quando possiamo”.

7 – Essere coerenti

Essere coerenti, mantenere certe abitudini, creare un fronte comune, non essere inflessibili e aiutarli a conoscere le norme considerate inviolabili rende equilibrato il rapporto e favorisce il ragionamento e l’accettazione delle regole da parte dei bambini.

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8 – Meglio evitare i castighi severi

Il castigo fisico è controproducente e dannoso. Esso implica un maltrattamento e una mancanza di rispetto nei confronti del bambino, cosa che non facilita affatto l’equilibrio. C’è una domanda che di solito apre la mente agli adulti: “come possiamo insegnare ai nostri bambini a non picchiare, se noi siamo i primi a picchiarli quando fanno qualcosa di male?”. Nemmeno uno scappellotto è molto indicato.

Per questo motivo, dobbiamo imparare a dominare la nostra rabbia. I rimproveri smisurati non sono utili. Se il bambino ne combina una, possiamo mandarlo in camera, spronarlo a riparare al danno causato, limitare o ridurre i suoi privilegi (i giochi, le uscite, la televisione, ecc.).

9 – Spiegare le norme e le decisioni prese

Un altro aspetto fondamentale è spiegare le norme e le decisioni che prendiamo e farlo sempre con la massima chiarezza. Dobbiamo fare in modo che le nostre delucidazioni siano esaustive e complete, cosa che garantirà la comprensione del bambino e la conseguente applicazione delle regole.

La frase da tutti conosciuta “perché te lo dico io” non aiuta i bambini a ragionare né noi ad ammettere i nostri errori e ad ascoltare il punto di vista dei più piccoli. Spiegare, ragionare ed ascoltare fortificherà le opinioni e i sentimenti dei bambini, fattore che forma la base della loro autonomia e indipendenza emotiva.

10 – Trattare i nostri bambini con rispetto

Dobbiamo trattare i bambini con rispetto affinché loro siano a loro volta affettuosi: intrattenere con loro dialoghi anziché monologhi, ascoltarli, dar loro la possibilità di manifestare quello che provano e pensano, lasciare che agiscano e facciano quello che possono a seconda della loro età. I bambini tratteranno gli altri nello stesso modo in cui noi trattiamo loro e saranno i nostri insegnamenti quelli che ripeteranno in futuro.

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