Le due grandi leggi della memoria

· 31 luglio 2018

La memoria è ancora un processo psicologico misterioso e affascinante, che non finisce mai di stupirci. Questa capacità di avere a disposizione della coscienza oggetti, eventi e situazioni del passato è un talento meraviglioso. Sono stati fatti molti progressi nel suo studio ed è per questo che alcuni postulano due grandi leggi della memoria.

Grazie alla memoria, l’essere umano riesce a mantenere una visione integrale della sua esistenza. La capacità di evocare eventi già verificatisi ci consente di stabilire una linea di continuità nella vita. Il passato è ciò che ci fissa al presente e genera i semi del futuro. Quando una persona perde la memoria, anche la sua personalità finisce per disintegrarsi.

“La memoria, ch’è la sentinella del cervello”.

-William Shakespeare-

La memoria ha anche un ruolo fondamentale nell’apprendimento. Ciò implica, tra gli altri processi, un’associazione di dati già noti con nuove informazioni. Quando si risolve un problema nella memoria, si apprende qualcosa di nuovo. È allora che le due grandi leggi della memoria diventano importanti: la vivacità dell’impressione e la percezione delle prime sensazioni. Vediamolo nel dettaglio.

Alcuni aspetti della memoria

La memoria è fondamentale nei processi di associazione. Questo, a sua volta, è cruciale per l’assimilazione delle esperienze. Si vive qualcosa e questo ci lascia un’impronta. Quando ci troviamo in ​​una situazione simile, la nostra memoria viene attivata. Mettiamo in relazione l’esperienza passata e quella attuale. Se è qualcosa di negativo, la memoria ci permetterà di adottare le misure del caso.

Tre teste che simboleggiano le leggi della memoria

La memoria ha quattro fasi:

  • Memoria di fissazione. È il processo attraverso il quale qualcosa viene percepito e gestito perché rimanga nella memoria e sia un dato disponibile.
  • Memoria di conservazione. Ci permette di immagazzinare i ricordi e mantenerli con il passare del tempo. In apparenza, tutto è fisso nella memoria, ma non tutto è ricordato coscientemente.
  • Memoria di evocazione. Permette di riportare nel presente i ricordi memorizzati nel passato. A volte avviene automaticamente, altre deliberatamente.
  • Memoria di riconoscimento e di localizzazione. È il processo che consente di specificare i dettagli di un ricordo evocato e inserirli in un contesto.

Secondo quanto stabilito dalla scienza, un ricordo viene fissato, mantenuto, può essere evocato, riconosciuto e localizzato in modo più efficiente se risponde alle due grandi leggi della memoria: vivacità dell’impressione e percezione delle prime sensazioni.

Le due grandi leggi della memoria

Vivacità dell’impressione

La vivacità dell’impressione è un fattore decisivo nella memoria di un’immagine, di un evento o di un’esperienza.

Donna che corre in un campo con dei palloncini

La legge della vivacità afferma che più impressione fa un dato, un fatto o una situazione nel momento in cui viene percepito, più saldamente sarà fissato nella memoria. Per impressione si intende quell’affettività a cui un individuo è sottoposto quando si trova esposto a una certa realtà.

Ad esempio, una sorpresa dà origine a un’esperienza molto vivida. La sorpresa implica percezione, ragione ed emozione ad un alto livello di intensità. Tutto quello che apprendiamo, accompagnato da forti impressioni, sarà registrato con maggiore chiarezza.

La percezione delle prime sensazioni

La seconda delle grandi leggi della memoria è la percezione delle prime sensazioni. Sono quelle che derivano soprattutto dalla pelle, cioè dal tatto. Poi dall’olfatto e dal gusto. Sono tutte sensazioni fondamentali per la sopravvivenza, quindi sono anche le prime a manifestarsi all’inizio della vita.

Tutto quello che è collegato a quelle prime sensazioni si fissa più facilmente nella memoria. Ciò che viene toccato, assaggiato o annusato penetra più profondamente nella coscienza. Un apprendimento basato sull’esperienza diretta, dunque, è molto più efficace di uno teorico.

Mani di una coppia che si stringono

Queste due grandi leggi della memoria non sono le uniche, ma tra le più importanti. La loro rilevanza è dovuta al fatto che entrambi i processi rendono il ricordo molto più profondo e l’esperienza più disponibile, anche dopo molto tempo. Se desideriamo memorizzare qualcosa, l’ideale è ricorrere a queste due leggi.