Le vertigini: un modo per fuggire

· 19 agosto 2016

Le vertigini sono un sintomo che, al giorno d’oggi, si manifesta in un numero sempre crescente di persone. Si parla di una sensazione di perdita dell’equilibrio e/o della percezione che “giri tutto” intorno a noi. Secondo uno studio, in un terzo della popolazione le vertigini non dipendono da cause organiche, bensì psicologiche. Un altro studio di neuropsicologia portato a termine da M. Dietrich (1) ha rivelato che tra il 30 e il 40% dei casi di vertigine è di origine mentale.

Le persone che soffrono di vertigini da cause non organiche dicono che si tratta di un insieme di sensazioni, tra le quali: nausea, paura, insicurezza, intorpidimento, stordimento, sensazione di svenimento o di irrealtà, debolezza, fatica, aumento delle palpitazioni, desiderio di urinare e sensazione di essere su una barca o camminare sul cotone.

“È, piuttosto, una vertigine mentale, la coscienza è sul punto di perdere il suo equilibrio interiore (…); era un impulso suicida, un impulso sottile e misterioso al quale le persone si arrendono molte volte senza rendersene conto”

-Yukio Mishima-

Non è una situazione costante, piuttosto si manifesta in esplosioni o “attacchi” di solito slegati o accentuati da alcune circostanze specifiche. Queste circostanze possono essere dovute ad un raduno di persone, un pavimento brillante o con disegni geometrici, un’autostrada, uno spazio inclinato e molto altro. Dato che le crisi di vertigini sono inevitabili, questa condizione è molto debilitante per le persone che ne soffrono, che spesso finiscono per rifugiarsi in casa e si rifiutano di uscire.

Le vertigini psicogene (o non organiche)

Sembra che gli specialisti concordino sul fatto che le vertigini che non derivano da una malattia organica sono prodotte da uno stato di ansiaCiò in cui sono in disaccordo, invece, è il modo di interpretare questa ansia e, quindi, nel modo migliore per curarla. In ogni caso, anche se non disponiamo di cifre esatte, si sa che questo sintomo compare in genere dopo una crisi di stress derivata da perdite, separazioni, malattia di una persona cara o intensa pressione al lavoro.

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A volte le vertigini sono una componente degli attacchi di panicoIn altre occasioni sono un sintomo indipendente che può arrivare a causare il panico o diventare fonte di nuovi sintomi come mal di testa o nausee frequenti. La cosa in comune, in tutti i casi, è il fatto che gli studi diagnostici non rivelano nessuna malattia a livello cerebrale che giustifichi queste sensazioni.

Gli attacchi di vertigine possono essere lievi o molto intensi. Non sembrano seguire un comune denominatore e questo tormenta particolarmente chi ne soffre, perché non sa mai quando si presenteranno. In generale, alterano la vita di una persona a diversi livelli, perché ci sarà sempre la paura di svenire, “perdere il controllo” o “cadere” in qualsiasi momento.

Un’interpretazione delle vertigini

Mentre la psichiatria e la psicologia associano le vertigini esclusivamente alla depressioni e allo stress, la psicoanalisi le considera una rappresentazione simbolica dello stato mentale. Alfred Adler ha studiato nel dettaglio questo sintomo ed è giunto alla conclusione che le vertigini esprimono un desiderio nascosto di evadere da una situazione. Sono un “rodeo” e, per questo, si manifestano con la percezione del “mondo che gira”.

Adler segnala che il sintomo emerge dinanzi ad una richiesta esterna che la persona percepisce come “eccessiva” per le sue capacità. Questa richiesta può essere lavorativa, familiare, sessuale, affettiva o di qualsiasi altra natura. Il punto è che la persona non ne è cosciente. Per questo motivo, sviluppa le vertigini psicogene.

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In fondo, la persona ha paura “di cadere”, ovvero di rendere evidente il fatto di non poter soddisfare la richiesta esterna. Questo minerebbe il suo prestigio ed interpreta la situazione come una “caduta”. Questa sensazione nasce da un sentimento di inferiorità non consapevole.

La persona sente di non essere capace, ma non è necessariamente vero. Potrebbe anche essere capace, e molto, ma i dubbi sono più forti. Tuttavia, non riconosce questa insicurezza e il tutto si manifesta sotto forma di vertigini.

In particolare, le persone che soffrono di vertigini psicogene temono di perdere il controllo quando sono in pubblico o quando sono completamente sole. Hanno paura di mettersi in una situazione di estrema vulnerabilità. Per Adler, la possibilità di uscire da questa situazione è affrontare quello da cui si sta fuggendo, ma è difficile che la persona riesca a farlo da sola. La cosa migliore sarebbe cercare l’aiuto di un professionista e/o partecipare ad una terapia di gruppo.

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(1) Dieterich M, Eckhardt-Henn A. Neurological and somatoform vertigo syndromes. 2004 ;75(3):281-302