L’effetto Lucifero: quando le persone buone diventano cattive

· 7 maggio 2016

“Tutti possiamo diventare torturatori”, afferma il prestigioso ricercatore e psicologo Phillip Zimbardo. Tutto dipende dalle condizioni esistenti, dato che sono quelle a rendere cattive le persone buone. Questo fenomeno è chiamato “effetto Lucifero”.

L’affermazione di Zimbardo si basa sul fatto che tutti abbiamo dentro di noi una parte buona e una parte cattiva. Una risalta più dell’altra in base alla situazione concreta che viviamo, la quale favorisce l’emergere di una versione di noi o di un’altra.

Dobbiamo eliminare l’idea che “la cattiveria” sia qualcosa di anormale e che sia persino patologica. Nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo: siamo una scala di grigi in cui a volte predomina il bianco e altre volte il nero.

“La mente ha una capacità infinita di trasformare qualsiasi persona in amorevole o crudele, compassionevole o egoista, creativa o distruttiva, e di rendere qualcuno eroe e qualcun altro antieroe”.

(Phillip Zimbardo)

tasselli puzzle rossi

 

L’esperimento che ha dato forma all’effetto Lucifero

È interessante citare ciò che ha detto Papa Giovanni Paolo II a proposito del Cielo e dell’Inferno. Secondo lui, Cielo e Inferno si trovano dentro di noi, per questo non possiamo evitarli. Non è necessario essere cattolici per comprendere quest’affermazione, la possiamo semplicemente usare per analizzare la realtà del fatto che non siamo sempre buoni con gli altri.

Darth Vader era malvagio, finché non abbiamo visto che in realtà era un umano normale, lasciatosi trasportare dalle sue emozioni ed ambizioni e trasformatosi in un cattivo rappresentato dal lato oscuro. (Una suggerimento: la metafora di Star Wars è meravigliosa per spiegare ai bambini il concetto di bene e male).

Ritornando alla descrizione dell’esperimento che ha dato origine al concetto di “effetto Lucifero”… Correva l’anno 1971, quando Phillip Zimbardo e il suo team decisero di realizzare la simulazione di un carcere in una zona abilitata dell’Università di Stanford.

faccia in bianco e nero

I volontari che lavoravano nella prigione vennero previamente esaminati, affinché fosse verificata la loro stabilità psicologica, fisica ed emotiva. Tutti erano giovani universitari in salute, tutti con la voglia di far parte di uno studio così singolare ed importante.

A ognuno di loro venne assegnato casualmente il ruolo di prigioniero o guardia. Questo esperimento doveva durare due settimane; tuttavia, passati 6 giorni, si dovette fermare tutto, a causa di ciò che stava accadendo in quel nuovo “carcere”.

L’esperimento divenne troppo reale, i prigionieri diventarono presto persone sottomesse e depresse, così come le guardie si fecero sadiche, crudeli e sfruttatrici.

volto di donna sfumato

I partecipanti all’esperimento si immedesimarono a tal punto nel loro ruolo che adottarono dei comportamenti dominanti e autoritari con i loro compagni. Non erano stati indottrinati, semplicemente venne detto loro di stare a guardia della prigione… Così l’effetto Lucifero si impossessò di loro.

L’effetto Lucifero si produce come conseguenza di situazioni che favoriscono il potere sociale e la strada verso il male.

La maggior parte di noi soccomberebbe al lato oscuro se ci fossero le condizioni adatte, se venissimo spogliati della nostra identità e venissimo obbligati ad esercitare la violenza e l’oppressione.

L’esperimento di Stanford sul grande schermo

L’industria cinematografica volle portare questo studio impressionante sul grande schermo. A seguire trovate il link del trailer ufficiale del film “The Stanford Prison Experiment”:

https://www.youtube.com/watch?v=7LviGTHud5w

Non c’è dubbio sul fatto che l’essere umano racchiude dentro di sé la più immensa bontà e la più terrificante e sinistra crudeltà. È sufficiente guardare un telegiornale per capirlo.

Tuttavia, solo una persona buona può evitare che la cattiveria si annidi dentro al suo animo, e riprendere la retta via. Se siamo consapevoli di questo, possiamo cambiare e addirittura controllare l’effetto Lucifero.