Leggere ad alta voce o in silenzio?

27 aprile 2018 in Emozioni 240 Condivisi
Ragazza che studia leggere ad alta voce o in silenzio

Quale modalità di studio vi risulta più facile? Molte persone studiano in silenzio, altre preferiscono leggere ad alta voce. Se siete fra queste ultime, probabilmente dopo aver letto o appreso le nozioni, le esprimete a voce; più che un monologo, potreste iniziare una vera e propria conversazione con voi stessi. Ma cos’è più efficace: leggere ad alta voce o in silenzio?

In realtà suggeriamo di utilizzare entrambi i metodi, infatti come scopriremo leggere ad alta voce o in silenzio serve a sviluppare aspetti diversi. Anche se ognuno di noi tende a prediligere e dare più importanza a uno dei due, vediamo in che modo sono entrambi utili.

Studiare in silenzio e la memoria visiva

Quando studiamo in silenzio, l’ideale è realizzare una prima lettura volta a captare il senso generale del testo a cui ci stiamo dedicando. Naturalmente, lo studio non può fermarsi qui. Dopo questa prima lettura, è importante sottolineare i punti chiave, fermarsi su quello che non è chiaro e riflettere o cercare altrove le informazioni che aiutino a dissipare i dubbi.

Sottolineare e prendere note a margine è fondamentale, anche usando evidenziatori colorati, poiché aiuta a stimolare la nostra memoria visiva (ricordiamo che la localizzazione di un’informazione facilita il processo di recupero, ossia farla riemergere dalla nostra memoria). L’uso dei colori, inoltre, ci consente di prestare più attenzione, di concentrarci sulle parti del testo che abbiamo ritenuto più importanti.

Per fissare meglio i concetti, la lettura in silenzio deve essere completata con riassunti e schemi.
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 Ragazzo che legge

L’importanza di studiare in silenzio consiste nel fatto che possiamo concentrarci a fondo sul testo che abbiamo davanti; tuttavia, la lettura di per sé non potrà servirci a molto. È necessario, infatti, lavorare in modo attivo con l’elemento di studio, farlo nostro. Non soltanto leggendo, ma anche prendendo appunti, annotando, scrivendo a parole nostre quello che stiamo assimilando. È da qui che nasce l’idea che studiare ad alta voce abbia molto più da offrirci.

Leggere ad alta voce affina la conoscenza

Quando leggiamo ad alta voce, si instaura un meccanismo diverso: l’orecchio inizia a fare parte di quest’esperienza, favorendo il risveglio delle capacità cognitive legate alla memoria, all’attenzione, alla comprensione… Quest’azione attiva la capacità di trattenere e immagazzinare le informazioni che arrivano al cervello.

Tuttavia, come succede con la lettura in silenzio, accade dell’altro… Come mai ci risulta molto più facile ascoltare una spiegazione dalla bocca altrui piuttosto che leggere degli appunti? Questo accade perché riusciamo a dare un valore personale ai concetti letti, li interpretiamo con parole diverse, facendo sorgere altre domande, dubbi, dibattiti. Questo fenomeno arricchisce lo studio e favorisce il processo mnemonico.

Ragazza con tocco

Leggere ad alta voce ci consente di fare delle connessioni. D’improvviso, ci capita di collegare quello che stiamo dicendo con un concetto letto prima o in un’altra pagina. Creiamo uno schema mentale di supporto agli schemi scritti o alla lettura realizzata a bassa voce. Si tratta di un perfetto elemento complementare per affinare la conoscenza e inciderla nella nostra mente.

I benefici di ascoltare se stessi

I due grandi ricercatori Colin MacLeod e Noah Farrin si sono dedicati allo studio degli effetti della lettura ad alta voce e del suo rapporto con l’apprendimento. Dal 2010 si sono dedicati a questo ambito fino a pubblicare, sulla rivista Memory, una delle loro ricerche intitolata “I benefici di ascoltare se stessi”.

La ricerca ha coinvolto 100 studenti dell’Università di Waterloo, in Canada, ai quali sono state date 80 parole che dovevano riprodurre ad alta voce. La maggior parte di loro hanno appuntato per sicurezza le parole che non ricordavano.

La prova successiva prevedeva l’analisi di 4 metodi diversi per ricordare i termini: leggerle in silenzio, ascoltarle tramite la registrazione della voce di altre persone, ascoltarle tramite la registrazione della propria voce o, in ultimo, leggerle ad alta voce.

I risultati sono stati sorprendenti e gli autori sono arrivati a coniare il cosiddetto “effetto produzione”. Dopo due settimane dalla prova, ai partecipanti sono state consegnate una serie di parole al fine di indicare se facevano parte di quelle lette o memorizzate durante la prova. Le persone che avevano letto ad alta voce hanno dato risposte più accurate.

Leggere ad alta voce ci consente di dare un carattere personale a quello che stiamo leggendo, il che ci consente di ricordarlo meglio.
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Tuttavia, è stato altresì scoperto che ascoltare registrazioni della propria voce aiuta. Il terzo metodo più efficace si è rivelato l’ascolto di registrazioni con la voce di altri, il che suggerisce che quanto più personale è la registrazione, più è facile ricordarla.

Ragazza che pensa con agenda in mano

Nonostante leggere ad alta voce sia un’ottima opzione, non possiamo scartare del tutto le altre; spesso lo scopo dello studio è memorizzare del materiale con significato e non singole parole. Una combinazione di vari metodi può portare a risultati più soddisfacenti.

Alcune persone preferiscono studiare in silenzio oppure registrarsi mentre leggono un testo e poi riascoltarsi. Altre, scelgono di leggere ad alta voce fin da subito, per poi studiare in silenzio scrivendo o facendo degli schemi sulle nozioni apprese. Consiste tutto nell’adottare la metodologia che permetta a ciascuno di noi di ottenere il maggiore rendimento.

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