Leonhard Euler, una mente prodigiosa

Il contributo di Leonhard Euler nei campi della matematica, della fisica e dell'astronomia fu tale che con il tempo divenne difficile tenere traccia di tutte le sue scoperte. Scopriamo di più su questo genio, mente tra le più brillanti della storia.
Leonhard Euler, una mente prodigiosa

Ultimo aggiornamento: 28 febbraio, 2021

Forse la memoria collettiva non ha reso il giusto omaggio alla memoria di Leonhard Euler o Eulero, una delle menti più prodigiose di tutti i tempi. Stiamo parlando del matematico più importante di tutto il XVIII secolo, e forse della storia in generale.

Leonhard Euler fu un genio della matematica, ma contribuì ampiamente anche nel campo della fisica, dell’astronomia, della filosofia e persino della letteratura e delle lingue classiche. Si stima che una raccolta di tutte le sue opere di porterebbe a ben 80 tomi. Oggi scopriremo qualcosa di più sull’incredibile vita di Leonhard Euler.

“Dobbiamo confidare nei calcoli piuttosto che nel nostro giudizio.”

-Leonhard Euler-

Anche se universalmente è conosciuto soprattutto per il noto numero di Eulero, in realtà il suo contributo è inestimabile. Le sue scoperte e le sue ricerche sono talmente tante che divenne difficile tenerne traccia e associarle al suo nome. Non sarebbe strano se un asteroide o un cratere lunare portassero il suo nome.

Ritratto di Eulero.

Leonhard Euler, un genio precoce

Leonhard Euler nacque a Basilea (Svizzera) il 15 aprile 1707. La sua famiglia era profondamente religiosa e questo lo segnò per tutta la vita. Aveva due sorelle più piccole, Anna Maria e Maria Maddalena.

I genitori lo mandarono a vivere con la nonna per facilitare la sua formazione. Fin da piccolissimo si appassionò alla matematica, imparandola per conto suo. A soli 13 anni fu ammesso all’Università di Basilea. A 16 anni ricevette il titolo di maestro di filosofia.

A quell’epoca era già entrato in contatto con Johann Bernoulli, amico di famiglia e matematico più celebre di tutta Europa. Fu lui a persuadere il padre di Eulero a fargli abbandonare gli studi di teologia, iniziati per volontà paterna, permettendogli di dedicarsi finalmente alla matematica.

Eulero il matematico

A soli 19 anni ricevette il titolo di dottore in matematica e pubblicò il suo primo articolo scientifico (1726). Conosceva anche il greco e l’ebraico. Nel 1727 partecipò a un concorso organizzato dall’Accademia Francese delle Scienze, che quell’anno testava il miglior modo di disporre gli alberi su una nave. Eulero ottenne il secondo posto. Negli anni successivi, vinse il premio 12 volte.

Il suo grande sogno era diventare rettore dell’Università di Basilea. Per ottenere tale ruolo scrisse un articolo sull’acustica, che presto divenne un classico della fisica. Tuttavia, probabilmente a causa della sua giovane età, non ricevette l’incarico.

Bernoulli, suo mentore e benefattore, collaborò per fargli ottenere una cattedra a San Pietroburgo (Russia). La occupò nel 1727 e dopo due anni fu eletto membro dell’accademia di scienze della città. All’epoca servì anche come tenente medico per la marina russa.

La consacrazione del genio

Nel 1733 Leonhard Euler consolidò il suo posto come titolare a San Pietroburgo e l’anno successivo sposò Katharina Gsell. Con lei ebbe 13 figli, soltanto 5 dei quali sopravvissuti. Eulero diceva che varie delle sue più grandi scoperte erano avvenute con un neonato in braccio o vedendo i suoi figli giocare.

Nel 1735 contrasse una strana febbre che lo rese cieco da un occhio e lo portò a un passo dalla morte. Riuscì a sopravvivere e portò avanti il suo lavoro grazie con incredibili sforzi. Nel 1740 aveva già acquisito fama internazionale e ricevette l’invito da parte di Federico il Grande a fare parte dell’Accademia di Berlino.

Lì divenne il maestro della nipote del re e scrisse la famosa opera Lettere a una principessa tedesca. All’epoca era l’opera più letta in assoluto in Europa e America del Nord. Visse a Berlino per 25 anni, fin quando la sua relazione con il re iniziò a incrinarsi. Questi lo chiamava “il Ciclope” ritenendolo troppo volgare per la sua corte.

Ritratto di Leohanrd Euler.

Morte e lascito di Leonhard Euler

Nel 1766 Leonhard Euler scelse di tornare a San Pietroburgo. Poco dopo, perse del tutto la vista. Questo genio è famoso per la sua memoria spaventosa, si dice infatti che potesse recitare l’intera Eneide. Questa sua straordinaria memoria gli permise di continuare le sue titaniche ricerche nonostante la cecità.

I suoi figli lo aiutarono il più possibile, e la metà dei suoi scritti furono elaborati proprio durante la cecità. La moglie morì nel 1773 dopo 40 anni di matrimonio. Eulero si risposò dopo tre anni.

Alle 17:00 del 18 settembre 1783 Eulero fu colto da un malessere improvviso. “Sto morendo” disse prima di perdere la coscienza. Morì alle 23:00 dello stesso giorno per un’emorragia cerebrale. La sua figura appare sulle banconote e i francobolli svizzeri. Sette strade al mondo portano il suo nome.

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  • De la Fuente Martínez, C., & Doxiadis, A. (2006). Pasión por los primos. Revista Suma, 113-118.