Genio o plusdotato: quali differenze?

Che differenza c'è tra essere un genio ed essere una persona superdotata? I due concetti sono sinonimi? Come stiamo per vedere, non è tutta questione di intelligenza. Scoprite perché!
Genio o plusdotato: quali differenze?

Ultimo aggiornamento: 02 dicembre, 2020

Sapevate che anche in Italia alcuni alunni sono riconosciuti come plusdotati o con eccezionali capacità cognitive? Anche se i dati vengono periodicamente aggiornati, non è facile individuarli a scuola. Ma essere un genio è la stessa cosa che essere plusdotato?

In realtà no. Proprio per questo vogliamo spiegare alcune differenze tra questi due termini. In generale, possiamo dire che i bambini plusdotati sono molto intelligenti, hanno un quoziente intellettivo superiore ai 130 (in media la popolazione presenta un quoziente pari a 100), mentre i geni sono persone che spiccano in un determinato ambito grazie a un talento ben specifico.

Non sempre i geni sviluppano precocemente la loro intelligenza, a differenza delle persone plusdotate, bensì li si considera tali per il loro operato particolarmente significativo o importante per la società. Ma scopriamo insieme tutte le tra un genio e un plusdotato!

Non conta quanto tu sia intelligente; ciò che conta davvero è come è la tua intelligenza.

-Howard Gardner-

Bambino genio in matematica.

Genio e plusdotato: cosa vuol dire?

Il dizionario Treccani definisce il genio come “talento, disposizione naturale, attitudine a qualche cosa”. La plusdotazione definisce invece “soggetti con un livello di abilità superiore alla media e soggetti dotati di un talento eccezionale in un campo specifico, come l’arte, la musica, la logica”.

Ma queste definizioni lasciano diversi dubbi, perché sembrano molto simili (anche se non è così!). Una definizione più prettamente psicologica indica che la plusdotazione si riferisce alle persone che riescono a sviluppare un certo potenziale in determinate aree.

Per considerare una persona plusdotata, il suo QI deve essere superiore a 130. Tale individuo si distingue per un pensiero diverso a livello neurale, mentale, cognitivo ed esecutivo. Può anche presentare tratti della personalità ben specifici.

Un genio, invece, potrebbe essere definito come quella persona che spicca fortemente in una determinata area, che realizza un’impresa di notevole importanza per la società, con un particolare talento; un individuo creativo, innovatore e rivoluzionario.

Per riassumere, una persona plusdotata è tale in tutti gli ambiti, mentre un genio lo è in uno specifico ambito.

Differenze tra un genio e una persona plusdotata

Fatte queste premesse, analizziamo ora le principali differenze tra genio e plusdotato. Come stiamo per vedere, queste riguardano principalmente il tipo di intelligenza, le aree interessate e la motivazione all’apprendimento.

Se nel contesto psicopedagogico o psicologico, ci si trovasse davanti a un bambino con doti prodigiose o con un’intelligenza superiore alla media, sarà necessario fare una corretta valutazione prima di trarre delle conclusioni. Si stabilirà di conseguenza un piano di intervento che contribuisca al suo sviluppo, a  migliorare la sua qualità della vita e la sua autostima.

Ambiti in cui spicca

Un plusdotato potrebbe essere una persona fortemente intelligente in diverse aree tematiche: in matematica, nelle lingue, nello studio del linguaggio. Ciò significa che la sua intelligenza potrebbe abbracciare diversi ambiti.

Un genio, invece, spicca fortemente in un ambito specifico e viene definito tale per il suo impegno o per il suo operato.

Intelligenza VS Talento

Un bambino plusdotato di solito ha una capacità di apprendimento innata che lo porta a svolgere compiti e a risolvere problemi difficili; questo significa che la sua intelligenza è molto precoce (o elevata) ed è evidente sin da bambino, anche se non sempre con largo anticipo rispetto ai coetanei.

Un genio non sempre è fortemente intelligente; a definirlo genio è il suo talento, il suo operato, il suo lavoro in un determinato campo. Per esempio, un genio dell’arte o un grande matematico.

Il modo migliore per scoprire più talenti è ottimizzare i talenti che abbiamo.

-Edward Bickersteth-

Intelligenza precoce: un genio e un plusdotato

In linea con il punto precedente, un’altra differenza tra genialità e plusdotazione è la precocità di cui parlavamo. Se nei plusdotati l’intelligenza è elevata e precoce (parliamo di bambini in grado di risolvere problemi più difficili rispetto a quello che ci si aspetta dalla loro età), per i geni non è detto che sia così.

Un genio non necessariamente dimostra un’intelligenza precoce e viene definito tale a partire dall’attuazione del proprio talento. Vale a dire, grazie alle sue opere.

La motivazione all’apprendimento o alla creazione, genio o plusdotato?

La motivazione verso lo sviluppo di un talento in particolare o verso la predisposizione a un determinato ambito potrebbe essere un’altra differenza tra genio e plusdotato.

Mentre i bambini plusdotati in genere hanno bisogno di essere motivati a scuola, e per questo è così importante individuare le loro elevate capacità per evitare che si annoino, i geni di solito hanno una motivazione interiore e innata allo sviluppo del proprio talento, perché fanno ciò che amano.

Questo aspetto è facilmente verificabile, poiché i geni si appassionano a qualcosa che oltretutto sanno fare molto bene.

La passione per ciò che fai ti farà capire che i tuoi limiti sono mentali.

-Anonimo-

Bambina plusdotata che suona il pianoforte.

La scoperta

Anche se i bambini plusdotati non sempre vengono riconosciuti a scuola, sono più facilmente individuabili rispetto ai geni. Questo aspetto potrebbe essere spiegato dicendo che i plusdotati di solito imparano molto in fretta o, al contrario, hanno un basso rendimento scolastico perché si annoiano; in ogni caso “si nota” che hanno un’intelligenza superiore alla media.

I geni, invece, non sono necessariamente più intelligenti o più facilmente “individuabili”. Può darsi che a scuola siano bambini nella norma, ma che una volta usciti da tale norma sviluppano un particolare talento in un ambito ben specifico (ad esempio, in quello musicale).

Conclusioni

Se ogni bambino è un mondo a sé, immaginate quando si parla di piccoli geni e plusdotati. Le differenze esistono sempre! E molto spesso sono abissali. Non bisogna mai generalizzare, quanto piuttosto analizzare ogni caso in particolare.

L’importante è poter accompagnare ogni bambino (come genitori e come educatori) e adattarsi alle sue esigenze, in modo da sostenere i suoi punti di forza. Lo scopo principale, tuttavia, è contribuire al benessere del bambino, supportandolo affinché si senta realizzato nell’ambito che più lo appassiona.

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