Lettera dalla parte più nascosta di me

· 6 novembre 2015

C’è quasi un 10% di me che non conoscerai mai. Puoi sforzarti quanto vuoi, ma non riuscirai mai a decifrarlo. Di fatto, io stesso non arriverò mai a conoscere il 5% di me e c’è da dire che, senza sembrarti presuntuoso, io convivo con me stesso da più tempo di te.

Che tu non conosca quella parte non vuol dire che sia un aspetto negativo o perverso di me o che manchi di sentimenti o empatia. Semplicemente, non ti sembrerà mai logica né razionale, non potrai mai prevederla.

Perdonami se mi viene da ridere quando ci provi e ti disperi, ma ho la sensazione che tu sia come un bambino piccolo che vuole il pacchetto regalo nascosto sulla mensola più alta o come chi cerca in tutti i modi possibili di terminare un puzzle e prova tutti i pezzi, quando in realtà quello che serve è finito sotto al tavolo.

Aspetta. Crescerai e, anche se non sarai abbastanza alto per toccare la mensola, sarai forte a sufficienza per prendere la scala che ti consentirà di raggiungerla o forse non ti importerà più arrivarci perché hai preferito vivere nella realtà che riesci a percepire e che non ti fa più paura.

Amore

Sì, capisco. Hai paura che questa parte di me ti faccia soffrire. Con il vantaggio che ho nella conoscenza di me stesso, ti direi di no, ma il resto di me vorrebbe che tu corressi il rischio.

Non posso obbligarti, né pretendere che tu lo faccia, posso solamente esprimere il mio desiderio, ma forse nemmeno questo è giusto perché sono fermamente convinto che io mi prenderò il meglio se lo fai.

La parte imprevedibile di me potrebbe farti del male, ma è anche una delle ragioni più importanti per cui stai con me. Quella parte che ti sorprende sempre e mi rende come Wally in un mondo di persone più simili che diverse tra loro.

… e tu vuoi Wally…

… e io voglio qualcuno che tutti i giorni cerchi Wally…

… cioè, te…

… e io voglio te, ora e sempre con questa parte imprevedibile, perché è quella che fa battere il mio cuore. È in sintonia con i sentimenti di cui entrambi siamo più che sicuri dentro di noi perché fanno parte del 90% di noi che conosciamo.

Io mi impegno ad aiutarti a vivere con quella parte di me, qualcosa in cui forse non sono stato troppo abile. Ma di certo nessuno nasce sapendo fare già ogni cosa e, come ti ho detto prima, sei quasi affascinante quando ti metti in punta di piedi nell’intento di raggiungere il pacchetto sulla mensola.

Hai molte cose da dire su di me e sulla mia vita, ma lasciami l’ultima parola, anche se non sei d’accordo, lasciami decidere con chi relazionarmi e il modo in cui farlo. Lascia che io mi ami per come sono o come sarò, e non come l’ombra di chi sono o sarò.

Libertà

Non provare tutti i pezzi per risolvere il puzzle che sono, perché non c’è un pezzo per me. Dovrai costruirlo e anche in questo caso i bordi non sempre coincideranno.

Non chiederti se sono normale o meno. Ti dico già che non lo sono, che non rientro nella tipologia di persona che ti piace, così come non sono il tipo di nessuno.

Non pensare di avere il diritto di dover necessariamente decifrare quel 10%, perché l’unica cosa che otterrai è che rimarrà sempre in silenzio e al buio. Io smetterò di essere Wally e tu smetterai di cercarmi ogni giorno.

Smetterai di amarmi e io mi sentirò profondamente triste.

Quel 5% è una parte minuscola, piccolissima, anche se tu non sai quantificarla perché riesci solo a vederne il contorno.

Continua a giocare in giro per casa. Non vale la pena perdere tempo prezioso per ciò che entrambi non conosciamo. Piuttosto, vale la pena vivere la vita che abbiamo immaginato insieme.

In qualche modo, quindi, ti chiedo di essere mio complice nella mia stessa ignoranza, cosicché insieme e senza fretta cominciamo a porci delle domande. E come un filo di speranza pensa che l’ultima cosa che è caduta da quella mensola che non riuscivi a raggiungere è questa lettera che ti scrive una persona innamorata.