Lo straordinario lascito di Nelson Mandela

23 aprile 2015 in Psicologia 0 Condivisi

Uomini del genere si vedono soltanto poche volte. La sua vita è stata un’esaltazione dei più nobili valori dell’uomo. Nelson Mandela incorporava una strana combinazione: era senza dubbio un uomo potente, un “animale politico” fino al midollo. Tuttavia, allo stesso tempo, fu capace di mantenere l’etica al di sopra dei freddi calcoli che spesso accompagnano i grandi leader di massa.

Nelson Mandela fu soprattutto un esempio di tenacia. Il suo coraggio impressionante e la sua perenne costanza dimostrarono al mondo che si può ottenere l’impossibile. Solo qualche decina di anni fa la sua lotta non era altro che uno sforzo idealista e isolato, che non sembrava avere grandi possibilità di successo. Invece ci ha lasciati dopo aver portato a termine una trasformazione storica senza precedenti nel suo paese e lo si continua a ricordare in tutto il mondo.

Aveva 44 anni quando fu condannato all’ergastolo nella tetra prigione di Robben Island, in Sudafrica; l’avevano accusato di sabotaggio ed altre colpe relazionate con la sovversione. Era da molti anni che Mandela faceva parte di un gruppo che lottava violentemente per porre fine all’apartheid nel suo paese.

Durante i primi nove anni di prigionia, Mandela rimase praticamente isolato dal resto del mondo; viveva questa solitudine in una cella ben più che stretta, dove dormiva sopra una stuoia di paglia. Gli era proibito parlare, poteva ricevere una visita di mezz’ora ogni sei mesi e scrivere al massimo due lettere all’anno. Alcuni anni prima che entrasse in prigione, era morta la sua prima figlia, ancora in fasce. Da carcerato, dovette affrontare anche la morte del suo primo figlio maschio, causata da un incidente automobilistico.

In queste atroci condizioni Nelson Mandela vinse la sua prima battaglia. Non si arrese, non affondò; iniziò invece un profondo processo di riflessione sulle sue convinzioni ed i suoi atti. Chissà in che punto della sua lunga meditazione riconsiderò la violenza in quanto strumento e cominciò a congegnare un altro modo di portare avanti la sua lotta. Riuscì anche a laurearsi in Diritto, studiando per corrispondenza.

Da queste notti di solitudine e prigionia emerse un Nelson Mandela colmo di serenità e saggezza. Arrivò alla conclusione che non era uccidendo i bianchi, che i neri avrebbero potuto raggiungere un degno posto nel mondo, posto che al momento gli era stato negato, ma che solo con mezzi pacifici il suo paese avrebbe potuto vedere la svolta. Se il Sudafrica fosse cambiato, sarebbe stato attraverso la persuasione, la tolleranza e le negoziazioni.

Nel febbraio del 1990, dopo 27 anni di reclusione, venne finalmente liberato. In quel momento egli aveva già impiegato tutte le sue forze per convincere i suoi compagni carcerati della bontà delle sue idee pacifiche. La sua predica aveva cominciato ad acquisire importanza, riuscì a trasmetterla con successo anche fuori dalla prigione e la fece arrivare fino ai membri del Congresso Nazionale Africano (il gruppo con il quale Mandela aveva militato) e poi persino alle minoranze bianche, che fino a quel momento si erano mostrate irremovibili in quanto ai diritti dei neri.

La popolarità di Nelson Mandela raggiunse delle proporzioni inaspettate. Non era più solo un leader politico: era diventato il leader spirituale del suo popolo. La legittimità della sua lotta si era fatta indubbia. La sua forza era la forza delle idee e riuscì a sorprendere tutti gli scettici.

Ottenuta la libertà, divenne il principale interlocutore del Presidente Frederik de Klerk; insieme trattarono il processo di democratizzazione del Sudafrica e diedero inizio a una nuova era per il paese. Insieme vinsero anche il Premio Nobel per la pace nel 1993; l’anno successivo Mandela venne eletto Presidente: si trattava del primo presidente nero nella storia della sua nazione. Così, i sogni che gli riempivano la mente ai tempi della prigionia si realizzarono.

Nelson Mandela: la dimostrazione vivente del potere delle idee e delle parole, una prova del livello di grandezza che può raggiungere la specie umana e, soprattutto, una persona che lasciò il mondo cambiandolo in meglio.

Immagine per gentile concessione di Domenico

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