Logorrea: persone che non stanno mai zitte

Una persona che parla senza sosta si trova in uno stato di agitazione patologico o è presa da un egocentrismo senza limite. In entrambi casi, la logorrea è sintomo dell'incapacità di stabilire una comunicazione sana con gli altri.
Logorrea: persone che non stanno mai zitte
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 03 febbraio, 2023

Chi ha frequenti attacchi di logorrea è senz’altro una persona comunicativa. Non c’è niente di male se si ama parlare, il problema insorge quando si esagera. Alcune persone parlano talmente tanto che se cucissimo loro la bocca, le lettere uscirebbero dalle orecchie. Non riescono a fare silenzio, al punto da parlare con il televisore se non trovano nessun interlocutore.

Questa condotta a volte risulta soffocante per gli altri. C’è chi prova a intrattenere una conversazione normale, ma si arrende dopo poco. Non c’è maniera di farle smettere. In genere scelgono le loro “vittime” con cura. Sono persone silenziose e affabili, che non avrebbero il coraggio di chiedere silenzio o di essere lasciate in pace durante un attacco di logorrea. Incassano senza reagire.

“Chi non sa tacere, non sa neppure parlare.”

-Seneca-

I discorsi delle persone logorroiche in genere ruotano attorno a un unico asse: se stesse. Gli altri dovranno sorbirsi un dettagliato monologo sulle loro opinioni, fatti, apprezzamenti, piani, ricordi e qualsiasi altra cosa giri che le riguardi. Questo, alla lunga, non sfinisce. Ma perché queste persone non riescono a stare zitte?

Sanno di tutto e di più

Gli attacchi di logorrea sono frequenti nelle persone che vantano di sapere tutto su qualsiasi argomento. O almeno questo è quello che credono. Non c’è area su cui non abbiano indagato né argomento su cui non abbiano un’opinione da condividere. Tutto quello che succede nel mondo è accaduto prima a loro o sta per succedere.

Non esiteranno a impartire la loro lezione anche quando non hanno studiato un argomento, ma semplicemente letto qualcosa al riguardo. Se sono davvero competenti, ancora peggio. Sono professori instancabili pronti a offrire dati e analisi minuziose senza che nessuno le abbia richieste. A volte si trasformano in un incubo.

Queste persone adorano le parole difficili e i discorsi pomposi. Vedono il mondo come un grande pubblico pronto ad ascoltarle. Non ritengono di poter imparare dagli altri, solo loro possono insegnare qualcosa. In poche parole, amano essere al centro dell’attenzione.

Ragazza che parla a un ragazzo

La logorrea non colta

Le persone logorroiche non sempre sono colte. Ci sono anche quelle che non disquisiscono su qualsiasi argomento, bensì si limitano a narrare agli altri la loro vita. Mettono un’enfasi smisurata su qualsiasi cosa sia capitata loro, narrandola in ogni minimo particolare come se fosse di estrema importanza.

Altre ancora credono che le persone attorno a loro chiedano di continuo un’opinione o un consiglio. Non si può fare un commento sulla propria situazione che formulano diagnosi e congetture su cosa dovremmo fare, come e perché. Si verifica una dinamica simile a quella innescata da chi si lamenta senza sosta.

Il problema è che una volta caduti nella loro rete di parole, l’inerzia ci impedisce di uscirne. L’unica sgradevole alternativa è chiedere loro di fare silenzio. Da soli difficilmente troveranno il momento per ascoltare.

Uomo che parla con il megafono

Come comportarsi con un logorroico?

Una persona che fa della logorrea il suo stile comunicativo potrebbe avere un disturbo psicologico o semplicemente un egocentrismo senza limiti. Sebbene quest’ultimo non possa essere catalogato come un disturbo vero e proprio, di sicuro non è sintomo di una mente sana.

Alcuni stadi di mania, ansia o agitazione portano a parlare, parlare e ancora parlare. Comunicare senza sosta è un modo per esprimere un’inquietudine che impedisce loro di tacere o/e ascoltare. Queste persone parlano in maniera compulsiva, spesso disordinata. Possono passare da un argomento a un altro senza nessun collegamento. In questi casi, ascoltarli può aiutare. Seguire il loro discorso e fare i propri commenti può essere utile per tranquillizzarli.

Se il logorroico è invece egocentrico, caso più frequente, significa che non ha sviluppato le capacità psicologiche per instaurare una comunicazione bilaterale. Gli interlocutori diventano contenitori passivi dei suoi eterni monologhi, il suo pubblico. In questi casi la cosa migliore da fare è non prestarsi a questo gioco narcisista.


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  • Ayesterán, L. A. Á. Sobre los excesos de discursos y el mal de la viveza. Una aproximación a la reflexión ética en Arturo Uslar Pietri.

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