L’umiltà non si predica, si pratica

11 dicembre 2015 in Emozioni 97 Condivisi

Non mi piacciono le persone che predicano l’importanza di riconoscere i propri limiti, ma che, nel frattempo, ritengono di essere meglio degli altri. Non mi piacciono nemmeno quelle che gonfiano le loro virtù, come se non ci fosse altra cosa al mondo.

Si tratta di due facce della stessa medaglia, la medaglia della falsa umiltà. Quella che è solo apparente e che cela arie di superiorità. Quella che ci provoca un’immediata sensazione di rifiuto, anche se non siamo ancora pienamente consapevoli della sua falsità.

“Se credi di essere troppo grande per le piccole cose, forse sei troppo piccolo per le cose grandi.”

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Umiltà non è …

Essere umili non vuol dire sentirsi inferiori agli altri, né sottomettersi o arrendersi. Le persone umili non sono vulnerabili agli insulti o al disprezzo; semplicemente, conoscono i loro limiti, li accettano e ci convivono. Allo stesso tempo, rendono note le loro qualità attraverso le loro azioni, e non le loro parole.

Una persona arrogante, invece, non riesce a dormire la notte a causa dei sentimenti oscuri che minano il suo riposo. Vive costantemente arrabbiata e risentita.

Essere umili non vuol dire lasciarsi colpire, bensì ammettere i propri errori, essere così intelligenti da imparare da essi ed essere abbastanza maturi da correggerli. La prepotenza ci fa inciampare, ci chiude il cammino verso l’evoluzione.

“L’umiltà non può richiedere la mia sottomissione all’arroganza e alla rudezza di coloro che mi mancano al rispetto. Quando non riesco a reagire come dovrei ad un affronto, l’umiltà mi chiede di oppormi con dignità.”

(Paulo Freire)

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La mancanza di umiltà è tipica delle persone che pensano solo a se stesse e si ritengono superiori agli altri. Questo atteggiamento non permette loro di apprezzare le qualità altrui e, spesso, vengono consumate dall’invidia.

In questo modo, la mancanza di umiltà genera un rifiuto sociale consapevole o inconsapevole, cosa che fa sì che la superbia sia accompagnata dalla solitudine. L’egoismo, per quanto sottile, ci disgusta.

Il fatto che qualcuno si vanti in modo esagerato è esasperante ed è un problema per l’autostima altrui. Per questo motivo, il riconoscimento di se stessi e degli altri è molto più rincuorante.

L’umiltà è un dono sul quale dobbiamo lavorare giorno dopo giorno. È facile cadere nel falso convincimento di essere più abili o più capaci degli altri in qualcosa, così come è semplice credere che i nostri valori siano migliori o più giusti.

La falsa umiltà è un piccolo difetto che ci impedisce di riconoscere di essere incappati in questo errore. Non ci rendiamo conto che di ritenerci superiori rispetto agli altri e non vediamo la portata che ha questo atteggiamento.

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L’umiltà frustra l’invidia e innalza la bontà

Bisogna credere e ammirare le cose semplici. Di se stessi, bisogna mettere in evidenza la gentilezza, la dignità e le qualità. Essere umili ci rende giusti e grandi, ci aiuta a comprendere quali sono i nostri limiti e ci rende consapevoli di cosa abbiamo ancora da imparare.

La pratica dell’umiltà dev’essere un esercizio quotidiano, poiché ci aiuta a saper ascoltare, a condividere i silenzi e ad essere sinceri e vicini a coloro che ci circondano. In questo modo, ci trasformeremo in persone di qualità e riusciremo a toccare il cuore degli altri grazie ai nostri sorrisi e ai nostri gesti.

Come abbiamo detto, l’umiltà è la base della grandezza; per poter crescere, prima dobbiamo capire di essere piccoli. Essere umili significa essere sinceri e bandire la superficialità dalla nostra vita, cosa che ci garantirà il benessere emotivo.

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