Madri maniacali

· 21 maggio 2015

Numerosi studi hanno dimostrato che, fin dalla gravidanza, i neonati percepiscono dall’utero i suoni esterni e le emozioni della madre. Durante lo stato interessante, alcune donne, a seconda dell’ambiente emotivo durante il periodo in questione, possono sviluppare sentimenti di rifiuto verso il neonato, i quali possono aumentare se si verifica la depressione post-parto. Nella maggior parte dei casi questa è una situazione passeggera.

Perché alcune madri allevano i figli in modo dannoso?

Una spiegazione può essere che anche loro sono state maltrattate durante l’infanzia e hanno imparato così che il mondo è un posto insicuro per definizione. In questo caso, il comportamento di queste madri scaturirebbe dallo stesso trattamento che riservano ai loro figli. Curiosamente, durante i soprusi, alcune di loro avranno detto a loro stesse che per niente al mondo si sarebbero comportate così con i loro figli. Perché, quindi, agiscono in questo modo? Perché è un comportamento inconsapevole: ciò che più hanno detestato è diventato un atteggiamento automatico perché è questo che hanno imparato.

Una madre maniacale controlla e per farlo usa i paragoni e l’umiliazione pubblica, è così che lei è stata sottomessa. Quando procrea più di un figlio, a seconda della posizione, si identificherà con uno di loro preferendolo e disprezzando gli altri.

È lì che il paragone fa la sua comparsa: non c’è arma più distruttiva di un paragone ingiusto. Esalta uno e sminuisce l’altro. Come ricompensa, ottiene tra i figli un alleato che si mette dalla sua parte. Una madre di questo tipo ha bisogno di formare coalizioni con altri membri della famiglia per esercitare il controllo.

La manipolazione è un altro aspetto del comportamento ossessivo dei genitori: spesso accade che la madre si mostra come una vittima per far sentire colpevole suo figlio o sua figlia, soprattutto quando questi, da adulti, prendono decisioni autonome.

Le madri maniacali trattano i loro figli come se fossero ancora dei bambini, negando il ruolo di adulti a cui hanno acceduto. Il controllo va dalla scelta dei vestiti, fino al  modo di parlare. La situazione diventa più critica quando i figli decidono di formare una famiglia. Queste madri vogliono istruire i figli su come crescere i bambini, su come la nuora/il genero deve preparare i pasti, addirittura sul concepire figli o meno. Senza dubbio, la scelta del partner è una bomba ad orologeria che scatena discordia: normalmente c’è disapprovazione su questa decisione.

Tuttavia, si comportano così solo perché l’hanno appreso durante l’infanzia? In realtà no: dietro a questo atteggiamento si nasconde la paura dell’abbandono e della solitudine. Situazione che si verifica più tardi, quando i figli non riescono a tracciare il limite tra il loro spazio familiare e quello individuale. Con il controllo e la maniacalità, però, ottengono ciò che più temono: la solitudine.

Nel caso dei figli unici o affetti da una qualche malattia o handicap, la madre ossessiva comincia a fare i conti in tasca al figlio: è tutta una messinscena colma di “per te ho fatto, ho lasciato, mi sono sacrificata, ecc …” Discute con il figlio perché non ragiona come lei.

Come agire di fronte a questa situazione?

In primo luogo, è importante riconoscere che si ha bisogno dell’aiuto di un professionista, perché c’è un’elevatissima percentuale che le ferite inflitte, se non trattate, si estendano ai propri figli. Bisogna rompere il ciclo dell’ossessività.

Si consiglia, inoltre, se la disponibilità economica lo permette, di mettere una certa distanza fisica tra il genitore ossessionato dal controllo ed il figlio o figlia. Bisogna ammettere che quando il figlio adulto dipende ancora economicamente dalla madre, è difficile delineare dei limiti. Tuttavia, è importante cercare di mantenere l’indipendenza avvalendosi di altre abilità e non accettare che un tipo di dipendenza (in questo caso quella economica) implichi automaticamente la dipendenza in altri ambiti.

C’è anche da riconoscere che in alcuni paesi la situazione economica non permette ai lavoratori neanche di potersi pagare un affitto se vivono da soli.

In questo caso l’importante è il processo psicologico. Quando ci si è resi rende conto che c’è della manipolazione nella relazione, dopo una prima reazione indignata di fronte alla realtà, spesso nel genitore si produce la liberazione dal peso della colpa. Quando riconosciamo la manipolazione, possiamo proteggerci e rompere il legame.

Se questo articolo rispecchia la vostra situazione, cercate l’aiuto di un esperto. Non discutete: non farete altro che aumentare la frustrazione, la rabbia e il dolore. Siate assertivi, spezzate il ciclo e non ripetete la stessa sceneggiatura.