Non è mai tardi se il momento è giusto

· 25 marzo 2017

Sembra essere sempre più accettata l’idea che il tempo si costruisce momento per momento, accumulando esperienze che ci cullano e ci spingono verso correnti circostanziali. Il professore di fisica e studioso tedesco Georg Lichtenberg ha affermato che nulla ci fa invecchiare più in fretta che pensare incessantemente che stiamo invecchiando.

Pensare che è tardi per fare qualcosa è dare ali al “mai” ed uccidere opportunità e venti di cambiamento in diversi ambiti della nostra vita. Bisogna capire che decidere di svolgere una determinata attività non deve dipendere dal tempo che ci resta nella giornata, nella settimana o nella vita; è qualcosa che bisogna valorizzare in base al momento nel quale ci troviamo.

“Abbi cura dei minuti e le ore avranno cura di se stesse”

-Lord Chesterfield-

Le eterne cose lasciate in sospeso

Possiamo sempre lamentarci del tempo perso, del tempo libero sacrificato o del passatempo abbandonato. Tutto questo può generare una certa ansia. Un’ansia che ci porta a rimuginare pensieri come “non avrei dovuto lasciarlo”, “dopo tutta la fatica che c’è voluta”, “quando sarà il momento giusto'”. D’altra parte, proposte irraggiungibili possono farci sentire delusi di noi stessi, poiché non riusciamo a raggiungere l’obiettivo prefissato, il quale si trova al di fuori delle nostre attuali possibilità.

Bisogna dire che quando ci riproponiamo un proposito, esso tende a girare intorno all’incorporazione di nuove attività. Non è una cattiva idea. Tuttavia, è altrettanto vero che possiamo guardarci intorno, osservare quello che già facciamo o possediamo e sfruttarlo a nostro vantaggio.

Lavorare per migliorarlo, ampliare la visione al riguardo ed approfondire il tutto. Forse seguendo questo percorso -in apparenza più modesto- otterremo una lezione più valida rispetto a quella che potremmo ottenere perseguendo obiettivi che si trovano al di fuori delle nostre possibilità a breve termine, per quanto ci risultino più allettanti all’inizio.

Reinventando un “momento” conosciuto

Reinterpretare uno degli elementi che occupano le nostre giornate può apportare molte più cose se cambiamo il prisma attraverso cui lo guardiamo.

Molte volte la crescita non è così lontana come pensiamo. Di fatto, semplicemente cambiando la prospettiva dalla quale osserviamo molti elementi che occupano la nostra vita quotidiana- relazioni, condotte, obiettivi, etc.- possiamo fare grandi scoperte.

Si possono potenziare infinite capacità ed abilità se cambiamo il nostro punto di vista. Per semplificare, mi baserò su un’esperienza personale. Durante il periodo natalizio, durante il quale ho avuto a disposizione più tempo libero, ho iniziato una proposta di reinvenzione. Mi sono concentrata su un’attività che fino a quel momento facevo in modo automatico: cucinare. Con questa diversa prospettiva su un’attività che svolgevo “senza consapevolezza”, mi sono resa conto di poter apportare alla  mia vita molti elementi, non solo una dieta ricca e varia.

La cucina è un elemento che, anche se motivante per alcuni, può essere un incubo per altri. Di solito la riduciamo a una scusa per socializzare, per ottenere nutrienti e per attivare il gusto. Tuttavia, oltre a ciò, vi sono altre possibilità che spesso non esploriamo e che ho avuto la fortuna di mettere in pratica e perfezionare 

Oltre all’ovvio

Ogni attività cela qualità nascoste che possono farci godere al massimo di quel momento. Nel mio caso particolare con la cucina, ne ho scoperte diverse:

  • Creatività: un aspetto importante nella cucina è il cambiamento: avere il coraggio di immaginare nuovi piatti, di cucinarli e provarli. Tale vantaggio è tipico di questa disciplina. È vero che a volte è meglio attenersi ad una ricetta in concreto- soprattutto di pasticceria-, ma è solo una parte del processo. Pensate che esso non termina finché non incontra un palato che degusti il piatto. Così, per esempio, possiamo dare sfogo alla nostra immaginazione nel creare una particolare disposizione degli elementi o, semplicemente, decorare quello che abbiamo già fatto.
  • Disciplina: l’altra faccia della moneta. La precisione ed i tempi sono elementi importanti per molte attività; infatti, affinché il risultato sia positivo, dobbiamo avere sotto controllo entrambi gli elementi. Imparare a misurare e a lavorare seguendo le istruzioni ed i passaggi ordinati è una disciplina che garantirà una “corretta realizzazione” della nostra creatività.
  • Pazienza: in questo caso ci sono due strade. Avere pazienza con se stessi ed avere pazienza con la disciplina stessa. Rispettare i tempi di apprendimento personale, così come i processi che intraprendiamo è fondamentale per avere successo. Di fatto, è facile che la fretta e la voglia di terminare siano due dei fattori che influiscano negativamente sul risultato finale. Inoltre, dovete pensare che cucinare, così come qualsiasi altro passatempo, dovrebbe seguire un ritmo diverso da quello che adottiamo per realizzare i nostri obblighi quotidiani.
  • Memoria: possiamo vedere la cucina come una sfida. Cercando di memorizzare ricette, quantità o ingredienti, alleniamo e mettiamo alla prova la nostra memoria a breve e lungo termine.
  • Pianificazione: attualmente è un elemento essenziale nella nostra vita quotidiana. Sapere quando, come e cosa fare in ogni momento ci aiuterà a concentrare il nostro tempo sulle attività che dobbiamo svolgere senza rivedere di continuo la nostra agenda mentale. Dunque, avere un’agenda strutturata e, allo stesso tempo, flessibile ci libererà delle risorse mentali che possiamo così destinare a migliorare l’esperienza stessa dell’attività in cui siamo immersi.
  • Tolleranza alla frustrazione: sbagliare. Allenarsi e continuare a sbagliare. Pensare di non sapere o non potere è un demonio che ci minaccia in qualsiasi momento e circostanza. In questa disciplina si sbaglia, si ricomincia e, possibilmente, si sbaglia di nuovo. Dobbiamo rivedere le nostre aspettative, analizzare gli errori e lavorare per migliorare poco a poco.

Non volevo concludere senza segnalare un ulteriore obiettivo: la disconnessione con il nostro ritmo routinario e, in molti casi, ansioso. Concentrarsi su qualcosa che ci coinvolga, che non ci faccia pensare ad altro; il percorso di reinvenzione può avvenire in cucina oppure restaurando i mobili di casa, rilegando a mano i libri molto usati che occupano le nostre librerie… fa lo stesso. Trovare un’attività con la quale possiamo cambiare il nostro ritmo è fondamentale per il nostro benessere.

Guardatevi attorno, cercate, fermatevi, reinventatevi, sbagliate, imparate e staccate la spina.