Le bugie: nemiche dell’autostima

· 19 febbraio 2016

Sono molti i modi di mentire e numerose le giustificazione che troviamo per usare le bugie.  Ce ne sono quasi tante quante sono le persone. Sono utili, molto utili. A volte, le bugie ci tolgono dai problemi, sviano l’attenzione e liberano  la nostra mente. Sono un modo per gestire una situazione dalla quale non sappiamo come uscire.

Tuttavia, è un mezzo che potremmo definire “a breve termine”. Il fatto di liberarci da una situazione o di non voler dare le spiegazioni pertinenti ad essa, a lungo andare, diventa una trappola che si dirige al centro della nostra autostima. Anche le bugie hanno delle conseguenze, tanto nelle relazioni con gli altri, come in quella con noi stessi. 

“Una bugia non avrebbe senso se la realtà non fosse percepita come pericolosa.”
-Alfred Adler-

Perché mentire?

pinocchi

Le bugie potrebbero risultare eccitanti. A volete si trasformano in adulte marachelle o piaceri colpevoli del proibito, che in un determinato momento ci apportano benefici. Si mente, si inganna….è qualcosa che, se non fosse utile, probabilmente scomparirebbe. Tra i vari motivi che ci portano a mentire ricordiamo:
  • La auto-esigenza o l’auto-inganno
  • Compiere all’apparenza le aspettative degli altri
  • Deformare la realtà fino ad adattarla a ciò che ci conviene o che conviene sentire agli altri
  • Evitare una punizione o la vergogna
  • Apparire
  • Ottenere ammirazione
  • Non far preoccupare la nostra famiglia
  • Coprire un amico che ci chiede un favore
  • Richiamare l’attenzione

Tutti questi motivi hanno un punto in comune: la paura. Che sia degli altri, della situazione o dell’ammettere la verità a noi stessi, la paura è relazionata alle bugie.

Perché non mentire?

Abbiamo chiarito per bene che le bugie sono uno strumento in grado di toglierci da situazioni scomode, ma che non forniscono soluzioni ai problemi. Le bugie alleviano e ci liberano dall’ansia sono sul momento, ma non a lungo termine.

Tuttavia, anche se ne conosciamo le conseguenze, continuiamo a mentire. Ad esempio, quando un uomo vuole trasmettere un’immagine di controllo o potere, rimane imprigionato ed aggrappato ad un concreto stile di comunicazione e relazione.

Questo, nella maggior parte dei casi, porterà a diverse conseguenze all’interno dello spettro delle sensazioni e dei pensieri personali, dall’esame di coscienza più profondo a quello più frivolo. Ecco alcune conseguenze:

  • Sensi di colpa
  • Responsabilità sociale
  • Ansia
  • Fuggire dalle persone o dalle situazioni
  • Considerare il tempo impiegato a mentire come “tempo perso”.

A meno che non si compiano i requisiti di bugia diplomatica, strategica, divertente, o nel caos in cui nessuno ne venga danneggiato, la verità è che le bugie consumano coloro che le dicono.  

Molte risorse personali vengono impiegate per occultare, nascondere e gestire situazioni o eventi, oppure per dissimularli. Per le persone che lo fanno, e che si sentono colpevoli, non è facile e non lo è neppure uscire da una tale situazione.

ragazza bacia un uomo che mente

“Ometto, non mento”

“Ometto, non mento”, “Filtro e seleziono informazioni”… Coloro che si nascondono dietro a queste famose frasi, è bene che sappiano che esistono due principali modi di mentire:

  • Occultare: in varie occasioni, si prova ad ammutolire la coscienza dicendo a noi stessi che stiamo omettendo informazioni e che questo non equivale ad inventare una storia. È vero, non è lo stesso, ma agli occhi della psicologia della bugia appartiene allo stesso concetto di inganno.
  • Inventare o falsificare: in questo caso si modifica l’informazione trasmessa; si inventa o si deforma, in modo deliberato. Questo tipo di inganno è quello che cresce e continua a crescere nel momento in cui una persona si sente minacciata, e deve continuare ad alimentare tale bugia. Tuttavia, questo presuppone uno sforzo maggiore per chi la mette in pratica. Ha bisogno di una buona memoria, di agilità mentale e di risorse di dialettica.
“Chi racconta una bugia non sa che compito si sta assumendo, perché sarà obbligato ad inventarne altre venti, per sostenere la veridicità della prima. ”
-Alexander Pope-

Rischi delle bugie

Come abbiamo detto prima, le bugie sono un missile al centro dell’autostima. Le bugie presuppongono un peso che indirizza le persone verso il cammino dell’angoscia. Ciò che inizialmente era facile e fortificante, perché ci faceva ottenere risultati benefici, alla fine risulta difficile da maneggiare e da gestire, non solo con gli altri, ma anche con noi stessi.

La realtà si distorce e le persone che mentono finiscono per perdersi in quell’identità falsa che si stavano costruendo, fatta di inganni e falsità. La cosa peggiore di questa situazione è che smette di potenziare le virtù benefiche per quei castelli in aria costruiti su sabbie mobili.

“La punizione dei bugiardi è non essere creduti, anche quando dicono la verità.”
-Aristótele-

Quando le bugie diventano patologiche, gli psicologi definiscono questa condizione come “pseudologia fantastica”. Esistono alcuni casi rinomati, come quello della famosa Tania Head, che si presentò al mondo come una vittima degli attentati dell’11 Settembre, arrivando addirittura a diventare la presidentessa della rete dei sopravvissuti del World Trade Center…

Tutti abbiamo mentito in alcune occasioni, per necessità personale, per pietà, per emozioni e rischio, per amicizia… Le bugie sono una risorsa. Esistono però dei limiti che segnano la convenienza o meno di utilizzarle, e dipenderà dalle risposte che troveremo alle seguenti domande: sto bene se mento? Sto danneggiando gli altri? Da ognuno di voi dipende dove vuole o può arrivare.