Medard Boss e la filosofia del Dasein

16 Settembre 2019
Medard Boss è stato un importante psicanalista del secolo scorso. Influenzato profondamente dal pensiero filosofico di Heidegger, era convinto che esistesse un "quantum" esistenziale.

Medard Boss fu lo psicanalista svizzero che sviluppò la terapia nota come analisi del Dasein. Unì la terapia psicoanalitica con la filosofia esistenziale fenomenologica del suo amico e mentore Martin Heidegger.

La parola tedesca “dasein”, utilizzata per lo più in filosofia, viene tradotta in italiano dall’espressione “esserci”. Questo termine filosofico fu utilizzato da diversi autori tedeschi, ma si associa in genere alla figura di Heidegger.

L’idea di accostare la psicologia alla filosofia sembrerebbe contraria all’idea di psicologia come disciplina scientifica. Non dobbiamo  però dimenticare che il ruolo assunto dalla filosofia fu essenziale al successivo sviluppo delle scienze. In questo senso, la psicologia non cessa di essere scienza della mente che fonda le sue radici nella teoria del sapere. La relazione tra la mente e le idee è cruciale nello studio della psiche.

Vediamo, quindi, come influì la filosofia del Dasein sulle ricerche di Medard Boss e sulla psicologia in generale.

Educazione di Medard Boss

Medard Boss nacque a St. Gallen, in Svizzera, il 4 ottobre 1903, ma fu educato a Zurigo. In quegli anni la città svizzera era in pieno fermento nel campo degli studi psicologici.

Dopo la laurea in medicina conseguita nel 1928, studiò per un periodo a Parigi e Vienna, e si sottopose ad analisi seguito dallo stesso Sigmund Freud. In seguito continuò le sedute con lo svizzero Hans Behn Eschenburg.

Tornato a Zurigo, proseguì la sua formazione presso la celebre clinica Burghölzli sotto la supervisione dello psichiatra Eugen Bleuer. Passò in seguito a una formazione psicoanalitica formale presso l’Istituto Psicanalitico di Berlino (BPI), sotto la supervisione di Karen Horney. Nel BPI studiò con Hanns Sachs, Otto Fenichel, Wilhelm Reich e Kurt Goldstein.

Medard Boss e Carl Gustav Jung
Medard Boss e Carl Gustav Jung

Carriera professionale

Boss si trasferì a Londra, dove lavorò per sei mesi a stretto contatto con Ernest Jones nell’Ospedale Nazionale per le Malattie Nervose.

A partire dal 1938 tornò a Zurigo e Carl Gustav Jung lo invitò a unirsi ad altri medici in un gruppo di studio di psicologia analitica. Fu un’esperienza che durò quasi dieci anni e aiutò Boss a uscire dai limiti delle interpretazioni freudiane.

Fu negli anni 30 che Boss conobbe Ludwig Binswanger ed entrò in contatto con le idee del filosofo Martin Heidegger, le quali avranno un ruolo fondamentale nello sviluppo della sua carriera.

Grazie all’influenza di Hedegger, Boss si consacrerà alla psicologia esistenziale. La sua influenza sulla terapia esistenziale è stata così importante che spesso lo si considera cofondatore del movimento, insieme a Ludwig Binswanger.

Dopo quattro anni presso l’ospedale Burghölzli, proseguì i suoi studi tra Berlino e Londra. In Germania e Inghilterra, i suoi maestri comprendevano personaggi all’interno della cerchia ristretta di Freud, come Karen Horney e Kurt Goldstein.

Teoria dell’analisi del Dasein

Secondo Boss, l’aspetto esistenziale del mondo non è qualcosa da interpretare, ma va al di là di ogni interpretazione. Questo “qualcosa” si rivela alla luce del Dasein.

Il Dasein rappresenta per Medard Boss un mezzo per aprire la mente, per portare luce in una situazione. Il simbolismo della luce ha svolto un ruolo importante nel lavoro dello psichiatra svizzero; rappresenta “l’uscire dall’oscurità”, “il brillare” e, in definitiva, “l’illuminazione”.

Afferma anche che l’essere umano interagisce con il proprio ambiente facendosi guidare soprattutto dallo stato d’animo. Una persona arrabbiata, ad esempio, si sintonizza principalmente su quegli elementi che generano sentimenti di rabbia.

Il suo pensiero e il suo approccio terapeutico furono influenzati dai viaggi in India del 1956, 1958 e 1966. Lì entrò in contatto con il pensatore indiano Swami Gobind Kaul.

Boss e Heidegger

Medard Boss e i sogni

Boss si interessò ai sogni più di qualunque altro esistenzialista, considerandoli elementi importanti della terapia. Tuttavia, invece di interpretarli in modo freudiano o junghiano, permetteva essi di rivelare il proprio significato.

Secondo lo psicanalista svizzero, i sogni veicolano un proprio messaggio più che essere simboli di sentimenti più profondi. Mostrano, in particolare, come stiamo illuminando la nostra vita. Se, ad esempio, ci sentiamo in trappola, sogneremo i nostri piedi bloccati o legati; se ci sentiamo liberi, voleremo.

Nel 1971 ricevette il Great Therapist Award, assegnato dalla American Psychological Association. Per quasi vent’anni fu presidente della Società Internazionale di Psicoterapia Medica.

I saggi di Boss comprendono Psicoanalisi e analitica esistenziale, The Analysis of Dreams, Psychoanalysis and Daseinsanalysis e Perversioni sessuali. Significati e contenuti.

Medard Boss morì nel 1990 dopo una vita ricca di riconoscimenti accademici e lasciando un’interessante eredità al mondo della psicologia.

  • Jenner, F. A. (2006). Medard Boss’ Phenomenologically Based Psychopathology. In Phenomenology and Psychological Science (pp. 147-168). Springer, New York, NY.
  • Dolias, L. (2010). Bad dreams are made of this: Looking at distressing dreams in light of Heidegger’s Befindlichkeit and boss’ dream theories. Existential Analysis, 21(2), 238-251.
  • Boothby, R. (1993). Heideggerian Psychiatry? The Freudian Unconscious in Medard Boss and Jacques Lacan. Journal of Phenomenological Psychology, 24(2), 144-160.
  • Jonckheere, P. (2004). El cuerpo rehen de si mismo. Aspectos fenomenológicos de la anorexia mental. Revista Latinoamericana de Psicopatologia Fundamental, 7(2), 11-28.