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L'estate in cui imparammo a volare

L'estate in cui imparammo a volare

Ultimo aggiornamento: 02 settembre, 2020

Com’è grande e meravigliosa la letteratura. Un vero e proprio mondo parallelo, un’arte. Così vicina alla realtà, uno specchio infinito di quello che racconta. Sveste senza censure e dà spazio al battito dell’autore. In questo caso dell’autrice, Kristin Hannah. Un libro può essere prezioso, è L’estate in cui imparammo a volare lo è senz’altro.

L’estate in cui imparammo a volare parla del timore di due adolescenti che si sentono sole, sebbene all’inizio non capiscano di esserlo entrambe. Questo muro cade e avviene un incontro; proprio come accade molte volte nella realtà, con una disgrazia e una confessione fatta in un momento di vulnerabilità.

Un momento nel quale Tully non ce la fa più e deve smettere di proteggersi, avere fiducia, perché altrimenti scoppierebbe. Kate è lì ad aspettarla, come farà sempre (nei suoi ultimi anni di scuola, all’università e dopo), per non far svanire Tully. In realtà affinché nessuna delle due lo faccia.

Per essere un’amica vera devi rischiare. A volte le persone ti deluderanno, le ragazze possono essere molto crudeli le une con le altre, però non puoi lasciare che questo ti fermi. Se ti fanno male, rialzati, spolvera i tuoi sentimenti e riprovaci.

L’estate in cui imparammo a volare è la storia di due amiche

L’estate in cui imparammo a volare parla di come la paura del rifiuto finisce per sciogliersi grazie alla curiosità di sapere di più e rompere la crisalide. Sfidare l’ignoto, desiderare di trovare un amore simile a quello presentato nei romanzi. Ci mostra che al di là dell’esperienza in sé, è importante cosa ne facciamo: la nostra cassetta degli attrezzi per le grandi occasioni.

Kate ha una famiglia che le vuole bene e che le impone delle norme. Tully è una stella che, dopo essere stata abbandonatale tante volte dalla madre, ha dovuto imparare a brillare da sola. In entrambe vediamo un bisogno condiviso che nessun adolescente confessa mai: il desiderio di destare uno sguardo orgoglioso nei propri genitori. Kate pensa che Tully abbia tutto, Tully invece pensa che sia Kate ad avere tutto.

I pensieri, paure incluse, erano cose eteree, incorporee finché non gli si dava solidità con la voce e una volta che avevano peso, potevano schiacciarti. 

La loro amicizia nasce quando si rendono conto che una sa raccontare e l’altra sa ascoltare. Tully capisce in fretta a cosa si vuole dedicare e come vuole raggiungerlo, Kate invece ci mette più tempo. Mentre si sforza per capirlo, segue Tully e la prende a braccetto quando sente che è sul punto di cadere, quando il suo passato irrompe con forza e la minaccia di rimandarla a fondo in un pozzo oscuro.

Cercheranno di salvarsi ognuna a proprio modo. Tully diventando una stella (della televisione), Kate amando, volendo bene, dandosi e capendo che ci sono persone che sono state ferite così tanto che non hanno imparato a chiedere scusa.

Tully ha tanta forza da attirare tutta l’attenzione di una stanza piena di persone. Kate è coraggiosa ed è capace di restare nella stessa sala, anche se nessuno la guarda, proteggendo tutti. In un modo o nell’altro, Kate è l’aria per Tully e Tully è l’aria per Kate. Pur vivendo in due mondi molto diversi, riescono a respirare l’aria, l’una dell’altra.

L’amore e l’amicizia

L’estate in cui imparammo a volare non è un romanzo realista, non pretende di esserlo. Non aspira a essere uno specchio fedele della realtà, difatti la maggior parte delle amicizie non funzionano in questo modo. Ciò nonostante, è un piccolo canto alla speranza, una preziosa narrazione di come molte volte potrebbe essere se sapessimo come fare.

Forse uno degli elementi più preziosi delle sue pagine è la capacità di dare voce a quello che prova una madre o una figlia, quando una è troppo cosciente dei pericoli che si nascondono e l’altra li ignora completamente, avvicinandosi al rogo che brucia alzando una bandiera di libertà.

Descrive con precisione, attraverso i personaggi, l’ambivalenza prodotta dal fatto che la sicurezza si trova nello stesso luogo in cui cerchiamo l’indipendenza quando cresciamo: la famiglia.

Per non togliere il piacere a chi, dopo aver letto questo articolo, si immergerà nelle sue pagine, non vogliamo rivelare troppo di L’estate in cui imparammo a volare, anche se non sarebbe poi così importante. In fondo ha molto più valore la narrazione che il narrato e questo acquista ancora più valore quando alla fine, la storia ne vale la pena.

Afferrarsi per le mani

Forse il gran merito di Kristin Hannah è aver costruito due personaggi che possiamo riconoscere nella loro evoluzione. Ciò è possibile con Kate e nel suo diventare madre. I gesti di sua figlia che la feriscono, quelli che la consolano, la fanno arrabbiare o la emozionano.

Un romanzo di una vita intera

Sono molte le ragioni che ci invitano a leggere L’estate in cui imparammo a volareL’ideale è incontrare la propria. Quindi, aprite gli occhi e godetevi questa piacevole lettura.

Tully guardò la sua migliore amica e in questo sguardo più di trenta anni si accumularono fra di loro, portando alla mente le bambine che erano state, i sogni che avevano condiviso e le donne che erano diventate.

Nota del redattore. L’estate in cui imparammo a volare non è un romanzo per adolescenti, è un romanzo di una vita intera. L’adolescenza è solo il punto di partenza dell’appassionante cammino che le due protagoniste tracciano separatamente, insieme.

Dimmi cosa farei io, non cosa faresti tu

Dimmi cosa farei io, non cosa faresti tu

Te lo racconto perché tu mi dia calore, perché capisca che sto attraversando un brutto momento; ma dimmi cosa farei io, non cosa faresti tu