Mediazione familiare nella separazione

Negli ultimi anni si è data maggiore rilevanza ai conflitti familiari e alle loro conseguenze. Durante una separazione, dunque, grande attenzione è riservata alla risoluzione di queste dinamiche.
Mediazione familiare nella separazione

Ultimo aggiornamento: 17 febbraio, 2021

La mediazione familiare nella separazione è un metodo di risoluzione dei conflitti caratterizzato da semplicità e flessibilità. Queste caratteristiche sono indispensabili dato che i conflitti sociali sono oggi inevitabili.

Pur essendo considerata uno dei pilastri fondamentali della società, la famiglia non è esente da situazioni problematiche che pregiudicano gravemente il benessere dei suoi membri. Negli ultimi anni è stata data maggiore rilevanza ai conflitti familiari.

Lo scopo non dovrebbe essere quello di prevenirli o eliminarli, bensì come affrontarli così da risolverli nel migliore dei modi.

Mediazione nelle dinamiche familiari

In passato ci si recava in tribunale per risolvere i conflitti con l’ex coniuge. Questo sistema, tuttavia, si sta allontanando sempre più dalla realtà dei nostri giorni. In particolare, perché non offre risposte efficaci ai bisogni della società del XXI secolo.

I legislatori, consapevoli della situazione, hanno proposto metodi alternativi di risoluzione dei conflitti per rispondere a queste nuove esigenze, nonché per fornire una soluzione al collasso dei tribunali causato dalle stesse.

Matrimonio e mediatore.

La Direttiva 2008/52/CE, del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, del 21 maggio 2008, aveva lo scopo di migliorare la qualità della giustizia.

In Italia, la mediazione familiare è regolamentata dal decreto legislativo 2010/28. È importante distinguere tra mediazione extragiudiziale e intragiudiziale. La prima si sviluppa al di fuori del processo giudiziario; la seconda avviene in tribunale.

Per mediazione familiare si intende un processo extragiudiziale o intragiudiziale per la risoluzione dei conflitti familiari in cui una terza parte imparziale aiuterà i membri della famiglia a trovare una soluzione ai loro problemi.

La “terza parte imparziale”, chiamata mediatore, cercherà sempre di avvicinare le due posizioni. In ogni momento, si cercherà di raggiungere un accordo che sia soddisfacente per tutti.

La mediazione familiare nella separazione: il concetto di mediatore

Il mediatore è definito come una terza persona dotata della necessaria preparazione tecnica che, da una posizione neutrale e priva di capacità decisionale, interviene nel conflitto tra le due parti. Lo scopo è indurre le persone coinvolte nella controversia a riflettere razionalmente su una soluzione negoziata che ponga fine alla controversia.

È essenziale capire che nel contesto della risoluzione il mediatore non ha potere decisionale o legale, come avrebbe il giudice. Il suo ruolo si limita a facilitare la comunicazione. Come accennato, il mediatore cerca di far raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le parti.

Le condizioni necessarie per diventare mediatore possono essere riassunte come segue: una persona fisica nel pieno esercizio dei propri diritti civili e in possesso di una laurea o di una formazione professionale superiore. Inoltre, il mediatore dovrà sottoscrivere un’assicurazione o una garanzia equivalente che copra le proprie responsabilità civili.

Pupazzi di legno rappresentano situazione di mediazione.

Processo di mediazione contro processo giudiziario

Il processo contenzioso tende a generare conflitti e imposizioni, e questo è un aspetto rilevante. Con ciò si intende che c’è sempre una parte vincente e una perdente, in nessun caso si vedranno favorite entrambe.

Per questo motivo, in determinate situazioni la mediazione familiare nella separazione può diventare un’alternativa vantaggiosa per tutti. Soprattutto perché il lavoro del mediatore si baserà sempre sul raggiungimento dell’uguaglianza.

È altrettanto importante tenere presente che il processo giudiziario è rigido, con soluzioni limitate e obbligatorie. Le soluzioni che possono essere raggiunte attraverso la mediazione sono spesso creative, soddisfacenti e veloci.

Vale la pena di ricordare che, se presenti, la partecipazione dei bambini deve essere inclusa nel processo. È importante che anche loro vengano presi in considerazione nel corso di tutta la procedura. L’azione del mediatore deve essere efficace anche in tal senso.

È fondamentale capire che, in ogni caso, la mediazione non nasce per risolvere i problemi di competenza della Giustizia. Nonostante i suoi vantaggi, ha comunque un raggio d’azione molto limitato, seppur piuttosto ampio.

A seconda della situazione che stiamo affrontando, dunque, sarà positivo valutare l’uso di una opzione o dell’altra. Sempre tenendo conto delle agevolazioni che la mediazione può fornire.

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