Melanie Klein e la psicoanalisi infantile

La psicoanalista austriaca naturalizzata britannica Melanie Klein contribuì in modo straordinario alla comprensione della psiche infantile e allo sviluppo di una tecnica terapeutica per i bambini. Introdusse, inoltre, alcuni concetti preziosi, tanto da essere considerata una delle più importanti psicoanaliste della storia.
Melanie Klein e la psicoanalisi infantile

Ultimo aggiornamento: 07 febbraio, 2021

Melanie Klein è stata una delle donne più importanti della psicoanalisi, ma la sua storia è anche quella di un essere umano che ha attraversato un profondo lutto e un’intellettuale che ha affrontato forti opposizioni e polemiche. Il suo feroce dibattito con Anna Freud, per esempio, ha segnato un’intera epoca.

È considerata la fondatrice della psicoanalisi britannica, l’unica donna nella storia della psicoanalisi a essere considerata a capo di una scuola.

La sua vivacità intellettuale e il suo carattere ribelle suscitarono al contempo grande ammirazione e rifiuto. Il suo lavoro è tuttora oggetto di discussioni e lodi. I suoi scritti sono stati tradotti in 15 lingue.

“Una delle tante esperienze interessanti e sorprendenti del principiante in analisi infantile è rilevare nei bambini molto piccoli una capacità di osservazione spesso di gran lunga superiore a quella degli adulti.”

-Melanie Klein-

La grande psicoanalista austriaca sviluppò il suo lavoro soprattutto con i bambini. A lei si deve, per esempio, la definizione della tecnica del gioco come mezzo di accesso all’inconscio infantile. Si discostò dalle tesi di Freud per diversi aspetti e contribuì a una prospettiva coerente e rinnovata della psicoanalisi classica.

Ritratto di Melanie Klein.

I primi anni di Melanie Klein

Melanie Klein nacque a Vienna il 30 marzo 1882, figlia di un ebreo polacco che proveniva da una famiglia molto religiosa. Il padre ruppe con la tradizione familiare e si dedicò allo studio della medicina. Il primo matrimonio combinato del padre fallì. Sposò poi Libussa Deutsch, una donna molto più giovane con una personalità tirannica e distruttiva.

Melanie Klein fu la più giovane di quattro fratelli e fu molto gelosa di una delle sue sorelle morta di tubercolosi quando lei aveva quattro anni. La perdita della sorella le lasciò un senso colpa di cui non riuscì mai a liberarsi.

In compenso, ebbe una stretta e complessa relazione con il fratello Emmanuel. Fu l’unico, di fatto, a sostenerla quando decise di studiare medicina. Tuttavia, la loro relazione si spinse oltre al semplice affetto fraterno e sviluppò chiare sfumature incestuose. Emmanuel sì trasferì poi in Italia.

Una vita difficile

Il padre di Melanie morì quando lei aveva 18 anni. A questo si aggiunse il fatto che il suo amato fratello Emmanuel morì poco dopo a causa del suo alcolismo e del suo stile di vita sregolato.

Melanie Klein decise successivamente di sposare un ingegnere chimico rinunciando all’idea di studiare medicina. Ebbe tre figli, ma la vita da casalinga la rese molto infelice.

I suoi due figli più grandi crebbero praticamente con la nonna, Libussa, che spesso consigliava a Melanie di fare dei viaggi per compensare la sua ansia e la sua depressione. In seguito, le mandava però lettere aggressive accusandola di aver abbandonato i figli. Dopo la morte della madre, Melanie Klein andò in analisi con Sandor Ferenczi per trattare la sua depressione.

Scoprì così la psicoanalisi, soprattutto dopo aver assistito a una conferenza di Sigmund Freud tenutasi a Budapest. Ferenczi attirò l’attenzione della Klein per la sua grande capacità di capire i bambini. Si interessò dunque a questo ambito e cominciò a dedicarsi a interessanti studi sulla psicologia infantile.

Melanie Klein da anziana.

Una psicoanalista controversa

Uno degli aspetti più controversi del lavoro di Melanie Klein fu che il suo primo lavoro si basò sull’analisi dei suoi figli. Gradualmente, la Klein guadagnò comunque prestigio all’interno del circolo psicoanalitico e cominciò a sviluppare diverse amicizie, come quella con Ernest Jones. Insieme combatterono grandi battaglie e fondarono la British Psychoanalytic Society.

Melanie divorziò dal marito e si stabilì in Inghilterra, acquisendone la nazionalità. Qui fu protagonista di un’aspra polemica con Anna Freud sulla psicoanalisi infantile. La disputa un giorno divenne così appassionata che lo stesso Ernest Jones dovette interrompere il dibattito perché Londra si trovava sotto i bombardamenti e loro non se ne erano nemmeno accorte.

Melanie Klein condusse un secondo percorso di psicoanalisi con Karl Abraham, che considerò sempre il suo vero maestro. Tuttavia, questi morì solo un anno. Anche il figlio maggiore di Melanie morì improvvisamente in un incidente di arrampicata anche se l’ipotesi di suicidio non fu esclusa. Inoltre, la figlia Melitta divenne una delle sue più accanite oppositrici, fatto che la angosciò molto.

Melanie Klein scrisse solo un libro, La psicoanalisi dei bambini, e una trentina di saggi. Questa produzione fu sufficiente per garantirle un posto d’onore nella storia della psicoanalisi. La scuola kleiniana ha oggi molti aderenti. Il suo fondatore morì nel 1960 per un tumore al colon.

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  • Niño, M. V. (2010). Melanie Klein. Su vida y su obra. Psicoanálisis: Revista de la Asociación Psicoanalítica Colombiana, 22(2), 51-58.